La parola alla Gens Langobardorum

L'archiatra Maestra Sibilia e la badessa di San Giorgio madre Agata, badessa di San Giorgio, nel corso dell'ultimo intervento al convegno "L'alimentazione tra archeologia e tradizione".

L’archiatra Maestra Sibilia e la badessa di San Giorgio madre Agata, nel corso dell’ultimo intervento al convegno “L’alimentazione tra archeologia e tradizione”.

Uno degli aspetti che più mi stuzzicano di manifestazioni come Luglio Longobardo (alla cui edizione del 2013 sarà presente anche la Gens) o Anno Domini 568, è che riescono a combinare insieme momenti di studio e di approfondimento con momenti in cui si impara in modo diverso, convegni e conferenze con relatori certo non di secondo livello insieme a performances di gruppi di Living History; e le due cose non sono “a compartimenti stagno”, interagiscono spesso, tanto da trovare, attorno alla stessa “tavola rotonda” cravatte e cotte di maglia, eleganti tailleurs e tuniche ricamate, e senza che il momento perda di serietà, al contrario.
Cosa che, qui al Sud, si fatica perfino a concepire: troppo spesso la rievocazione storica (anche quando è fatta bene) viene relegata nell’ambito delle sagre e delle feste di paese, in ogni modo tenuta fuori dalle aule delle conferenze, perché “la cultura è una cosa seria”.
Per questo, l’evento “Gustando i Comuni dei Picentini“, organizzato dalla Pro Loco Rovella, insieme all’Archeoclub di Montecorvino Rovella, e tenutosi lo scorso 13 luglio, porta una ventata di novità.

La chiesa longobarda di Sant'Ambrogio a Montecorvino Rovella... vista dalla Gens.

La chiesa longobarda di Sant’Ambrogio a Montecorvino Rovella… vista dalla Gens.

L’evento era configurato come una serata dedicata ai prodotti tipici dei monti Picentini, tra cui la celebre nocciola di Giffoni nota già nell’Alto Medioevo, all’interno e nei dintorni della chiesa longobarda di Sant’Ambrogio a Montecorvino Rovella, chiesa fondata nel IX secolo da una comunità di profughi longobardi venuti dal Nord Italia, in fuga dalle terre del Regno d’Italia conquistato da Carlo Magno. Il pomeriggio sarebbe stato destinato a un convegno sul tema “L’alimentazione tra archeologia e tradizione“, sulla storia dell’alimentazione nel Meridione in particolare tra l’età romana e l’età medievale; alla sera invece si sarebbe tenuta la degustazione a base di prodotti tipici.
E la Gens, in tutto questo, cosa c’entra? C’entra perché Roberto dell’Archeoclub di Montecorvino, che segue la nostra attività fin quasi dall’inizio, ha voluto che fossimo presenti con i nostri abiti storici e con un nostro stand al di fuori della chiesa per illustrare le nostre attività e, soprattutto, per far capire materialmente chi avesse edificato quella chiesa.

Il nostro stand longobardo.

Il nostro stand longobardo.

E, fin qui, niente di eccezionale.
Ma, fra i tre relatori del convegno pomeridiano, moderati dal presidente del Gruppo Archeologico Salernitano Felice Pastore, accanto a un nome come il prof. Alessandro di Muro, docente di Storia Medievale all’Università della Calabria, uno era della Gens! Nella specie, la sottoscritta, che ha illustrato I consigli del dietologo medievale.

La Gens al gran completo chiamata "al sipario".

La Gens al gran completo chiamata “al sipario”.

E, con nostra grande sorpresa, la reazione è stata più che positiva: non solo il momento non ha perso di serietà, ma la gente ci seguiva attenta e curiosa, stimolata dal nostro tono non distante e dal fatto che, invece del solito powerpoint, avevamo deciso di illustrare il nostro intervento con bottiglini di spezie, frutta e verdura vera (non virtuale), e un cartellone dei Quattro Elementi tenuto molto fisicamente dalla nostra badessa Agata (Angela).
Abbiamo avuto la prova di tutto ciò negli applausi che hanno accompagnato il momento della consegna dell’attestato di partecipazione al nostro presidente Talarico (al secolo Luca), con i complimenti di tutti, relatori compresi.

Consegna dell'attestato al "marphais" Talarico.

Consegna dell’attestato al “marphais” Talarico.

Sono giorni che riceviamo complimenti per il nostro lavoro: prova ulteriore che abbiamo dimostrato, anche se in piccolo, che il Living History è una cosa seria, uno strumento per conoscere e divulgare la storia almeno quanto una conferenza di tipo tradizionale.
Avrà un seguito? Solo il tempo ce lo dirà.

Il Marphais pensoso.

Il Marphais pensoso.

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Informazioni su Mercuriade

Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e ora collaboro con il giornale on-line "Citizen Salerno" e con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e sono membro di varie associazioni culturali tra cui la "Veritatis Splendor" e la "Felix".
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Una risposta a La parola alla Gens Langobardorum

  1. Stefano "Sekhemty" ha detto:

    Complimenti, bella iniziativa.
    Spesso si confonde il “serio” con il “serioso”, specialmente quando si parla di cultura, e si finisce col far diventare noiose anche le cose più interessanti.
    Mentre la storia è una delle cose più appassionanti che ci siano, ed è giusto che venga trattata con il rispetto e soprattutto con la passione che merita.

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