Manuale per mio figlio

Per il dodicesimo volume della nostra biblioteca virtuale, vi propongo una vera perla tutta al femminile, pubblicata meritoriamente dalle Edizioni Studio Domenicano: il Liber Manualis, composto tra l’841 e l’843 da Dhuoda, non monaca ma laica, non badessa ma madre di famiglia. Un manuale di educazione, composto per il figlio maggiore Guglielmo, e, attraverso di lui, anche per il suo figlio minore Bernardo, di cui non conosce nemmeno il nome.

Cliccare sull’immagine per leggere il libro
Continua a leggere
Pubblicato in Biblioteca, Donna e donne | 1 commento

Tra sogni ed emozioni, il Medioevo invisibile

di Alessandro Zaccuri

Nuovi studi ed edizioni dei testi d’epoca sfatano il mito di un’Età di Mezzo irrazionale. Al contrario, teologia e letteratura si allearono per dare una visione più ampia della realtà.

Pagina del Somnium Danielis, Francia-Inghilterra, primo quarto XIV sec. – Berlino, Staatsbibliothek.

Umberto Eco raccontava che Renate, sua moglie, era rimasta abbastanza colpita dalle ultime pagine de Il nome della rosa. D’estate in campagna ti rifiuti sempre di guardare i falò, gli aveva detto la donna, allora come hai fatto a descrivere così bene l’incendio della biblioteca? Perché so come un uomo del Medioevo avrebbe guardato il fuoco, aveva risposto il professore. Non è soltanto una battuta: il nostro rapporto con il passato si basa anche sulla possibilità di accedere alla dimensione più nascosta della storia, quella che di solito non trova posto nei resoconti di alleanze politiche e battaglie, ma che spesso ne determina l’esito. È il territorio invisibile dei sogni e delle emozioni, del quale forniscono testimonianza la letteratura e la teologia, il pensiero filosofico e la raffigurazione artistica. Non tutte le epoche sono ugualmente generose di documenti relativi a questa zona di decisiva penombra, ma senza dubbio il Medioevo è generosissimo di materiali al riguardo. A ricordarcelo provvedono adesso due libri che, pur diversi per impostazione, si rivelano ugualmente preziosi per addentrarsi nei meandri della passione e dell’immaginazione. Si tratta rispettivamente di Medioevo sensibile (traduzione di Gian Mario Cao, Carocci, pagine 376, euro 32,00), nel quale gli storici francesi Damien Boquet e Piroska Nagy propongono una «storia delle emozioni» fra il III e il XV secolo, e il Dizionario dei sogni nel Medioevo (Olschki, pagine XII+402, euro 35,00) allestito dall’italianista Valerio Cappozzo sulla scorta di numerose versioni, in latino e in volgare, del Somniale Danielis, senza dubbio il più fortunato e longevo tra i manuali di oniromanzia diffusi in Europa a partire dalla tarda antichità.

Continua a leggere
Pubblicato in Fede & filosofia | 2 commenti

In viaggio con i Vichinghi

Complice l’omonima serie televisiva, sembra proprio che in questi ultimi anni, quelli che noi chiamiamo “Vichinghi” spopolino alla grande: ogni giorno si moltiplicano come funghi guerrieri coperti di tatuaggi e schermidori “viking”, gruppi di musica rock (metal in particolare) ad essi ispirati, perfino gruppi sedicenti neopagani che dicono di ispirarsi alla loro religione.
Quanto però tutto questo ha a che fare con la realtà e cosa sappiamo davvero dei “Vichinghi”? Per saperlo ho deciso di andare fin nella loro terra indiscussa, la Norvegia, e così mi sono imbattuta in un gruppo decisamente interessante, dal nome (per fortuna) in Inglese e non Norvegese: gli Hands on History di Trondheim. Un gruppo che ha fatto una scelta molto particolare, e a mio parere vincente: rievocare non l’aspetto marziale e di combattimento in generale, ma quello della vita quotidiana, molto più utile per farci vedere come vivessero questi Scandinavi dell’Alto Medioevo a casa loro. E lo fanno a un livello davvero alto, collaborando con università e istituzioni culturali del Nord Europa, come il Museo Nazionale di Copenaghen.
Facebook in questo è un aiuto formidabile, perché non mi costringe ad avventurarmi fino in quelle terre gelide (con tutto il cambiamento climatico) per contattarli: per un colpo di fortuna riesco ad agganciare una dei membri del direttivo dell’associazione, una donna dal sorriso smagliante (a vedere le sue foto) di nome Heidi Brimi, un master in archeologia e vent’anni di esperienza nei musei. Ha accettato di mettersi a disposizione di questa chiacchierata.

Continua a leggere
Pubblicato in Living History | 2 commenti

Il triangolo barbarico – Italia, Inghilterra e Svezia nel segno dell’Alto Medioevo

Per cortesia del gruppo “La Fara”.

Se è vero che l’Europa sta diventando sempre più piccola, è altrettanto vero che anche i contatti tra i gruppi di rievocazione storica sparsi per l’Europa stanno diventando sempre più stretti, fino a dar vita a vere e proprie reti. E questo è particolarmente vero per l’Alto Medioevo, crogiuolo dal quale sarebbe nata l’idea di Europa così come la conosciamo oggi.
Lo sa bene Gabriele Zorzi, presidente del gruppo La Fara di Cividale, che avevamo già incontrato a proposito del loro evento annuale A.D. 568. Quello che non sapevamo è che stesse diventando un vero punto d’incontro intereuropeo con altre due associazioni “barbariche”: gli “anglosassoni” Wulfheodenas dall’Inghilterra e i “vendel” Uttaharjar dalla Svezia.

Continua a leggere
Pubblicato in Living History | 1 commento

Viaggiatrici coraggiose

di Maria Bettetini

Ambrogio Lorenzetti, Cacciatori e fanciulle che danzano – particolare dal ciclo di affreschi della Sala del Consiglio dei Nove, 1338-1339, Siena, Palazzo Pubblico.

Ai piedi della Giustizia dipinta da Giotto nella Cappella degli Scrovegni, l’affresco monocromo mostra donne che danzano e uomini che vanno a caccia, divertimenti sereni possibili in un Paese giusto. L’Ingiustizia, invece, è un uomo imprigionato da mura diroccate e arbusti, che non riesce a usare la spada ma solo l’arpione (per rubare), e che sovrasta la scena di uno stupro. Una donna nuda è trascinata da tre rapitori, sotto lo sguardo indifferente di due militari. Questo era il maggior pericolo per le donne in viaggio da sole o poco difese, nel Medioevo come in tutte le ere e i luoghi dove non esiste una protezione organizzata.

Continua a leggere
Pubblicato in Donna e donne | 1 commento

La spezieria di Mondaino

Le Tre Grazie della Spezieria

Eccettuata l’esperienza al Borgo Medievale di Torino, credo questa sia l’esperienza che mi ha portato più lontano in assoluto: Mondaino, in provincia di Rimini, al confine tra Marche e Romagna.
L’occasione è stato il Palio del Daino, rievocazione dell’incontro nel borgo, attorno al 1450, dei due signori dell’Italia centro-settentrionale del Quattrocento, Federico da Montefeltro signore di Urbino e Sigismondo Pandolfo Malatesta signore di Rimini. Un borghetto da bomboniera arroccato su una collina, fatto di tre viuzze affiancate da casucce di pietra color bronzo o intonacate di rosa, dominato dalla sua torretta di guardia e impreziosito da un gioiellino di chiesetta dedicata a San Michele Arcangelo e da un antico monastero femminile.
Ci sarà mai stata Costanza Calenda?
A quell’epoca avrebbe dovuto avere pressappoco cinquant’anni, e forse già nonna, anche se il suo nipotino più famoso, Jacopo Sannazzaro, sarebbe nato solo sette anni più tardi. Forse ci sarà almeno passata in viaggio per il Nord Italia, dato che la famiglia del suo genero, Cola Sannazzaro, era di origine lombarda.

Continua a leggere
Pubblicato in Living History, Messaggi personali racconti & poesie | 1 commento

Salerno, storia semisconosciuta di un porto

Campania, Puglia e Calabria nella mappa di Al-Idrisi – a destra si scorgono “Salarnu” (Salerno), “Malf” (Amalfi), “Sarant” (Sorrento), “Nabal” (Napoli)

In età longobarda, Salerno non aveva un unico porto, ma piuttosto un nugolo di scali tra la città e il fiume Sele, la cui foce costituiva un approdo importante, come testimonia anche il geografo arabo Al-Idrisi. Fin dall’epoca bizantina, però, era attivo il porto collocato nella rada direttamente sotto il monte Bonadies, strategicamente difesa dalla “Turris Maior“, porto che sotto i principi longobardi aveva già la sua importanza come snodo commerciale per i contatti con Amalfi e con lo stesso Nord Africa.
È solo con la conquista normanna, però, che Salerno riesce ad affermarsi come emporio internazionale per Pisani, Genovesi, Catalani, Marsigliesi, Fiamminghi, Arabi e Romei. Il porto diviene lo scalo principale di una città già capitale durante la dominazione longobarda e poi normanna e mantiene la sua importanza, grazie alla felice posizione geografica anche con gli Svevi.

Continua a leggere
Pubblicato in Itinerari | Lascia un commento