La “Langobardia meridionale” tra l’Europa e il Mediterraneo

Città di mare - miniatura dal "De Universo" di Rabano Mauro - Montecassino, X-XI sec.

Città di mare – miniatura dal “De Universo” di Rabano Mauro – Montecassino, X-XI sec.

Il periodo trascorso tra la Divisio ducatus nell’849 (in cui l’antico Ducato di Benevento si divide nei due tronconi del ducato di Benevento guidato da Radelchi e il principato di Salerno sotto il comando di Siconolfo) e l’arrivo dei Normanni verso la metà dell’XI secolo, rappresenta per il Sud Italia un periodo segnato da una continua metamorfosi.
Nell’immaginario collettivo, il trapasso dalla dominazione longobarda a quella normanna avrebbe segnato il passaggio da una condizione di frammentazione e di instabilità caotica all’ordinamento stabile di un unico regno che avrebbe portato al Mezzogiorno sviluppo economico e sociale. Si tratta in realtà di una lettura impropria: la fase di transizione è più diluita, lunga e complessa, e i Normanni non fanno tabula rasa di ciò che trovano, ma lo riplasmano collocandolo in un nuovo assetto politico. Questo vale per la Langobardia, ma anche per la Puglia e la Calabria bizantine e per la Sicilia araba: i Normanni portano a compimento dinamiche già iniziate nei secoli precedenti, ad esempio per quanto riguarda la partecipazione dell’Italia meridionale a quel che accade nel Mediterraneo. Continua a leggere

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Scuola Medica Salernitana, istruzioni per l’uso – Pubblicata la “Practica Brevis” di Giovanni Plateario.

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Dal 2003, la Biblioteca Provinciale di Salerno custodisce una vera e propria chicca, acquistata alla nota casa d’aste Christie’s di Londra: un manoscritto in pergamena del XIII secolo contenente, come riporta l’incipit, le «Curae magistri Platearii», ovvero il trattato meglio conosciuto come Practica Brevis e attribuito al maestro della Scuola Medica Salernitana Giovanni Plateario, vissuto nella prima metà del XII secolo. Si tratta in sostanza di un manuale di medicina pratica, principalmente di terapia medica, pensato come una sorta di “istruzioni per l’uso” a vantaggio del medico. Il manoscritto ha tutta l’aria di un libro di testo, anche perché riporta ai margini delle annotazioni fatti da almeno due persone che l’hanno utilizzato nei due secoli successivi. La vera sorpresa, però, è un’altra: il testo fu scritto, come spesso si faceva per risparmiare, riutilizzando in parte la pergamena proveniente da un altro manoscritto che non serviva più, grattando via l’inchiostro del testo precedente e riscrivendoci sopra, ma oggi, con l’aiuto della cosiddetta “lampada di Wood” a raggi ultravioletti, è possibile leggere anche le lettere sottostanti; ebbene, si è scoperto che il manoscritto riutilizzato era stato redatto in beneventana, un tipo di scrittura caratteristica delle aree di Benevento e Salerno fin dall’epoca longobarda. Dunque, non solo il contenuto del manoscritto, ma anche l’oggetto stesso potrebbe essere frutto della Scuola Medica Salernitana: dopotutto, attorno alle università medievali, o comunque agli ambienti caratterizzati da una o più scuole, ruotavano delle botteghe librarie specializzate nel copiare i libri di testo a favore di maestri e studenti, a volte addirittura facendosi pagare “a la pecia”, cioè un tanto ai vari fascicoli che componevano un libro. Continua a leggere

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Lungo la Via Francigena: pellegrini in viaggio nel tempo.

Malgrate

Sosta a Malgrate

Complice il Giubileo della Misericordia, il 2016 si avvia ad essere ricordato come l’Anno Nazionale dei Cammini: sono già più di nove milioni i pellegrini che da tutto il mondo sono giunti a Roma dall’inizio dell’anno giubilare.
Esistono, però, itinerari che negli ultimi anni stanno riscuotendo sempre più successo proprio perché fuori dalle rotte tradizionalmente associate ai grandi santuari nazionali: tra questi, un posto d’onore spetta senza dubbio alla cosiddetta “Via Francigena”, circuito di percorsi nato nel Medioevo che collega Roma con il Nord Europa, per consentire ai pellegrini provenienti da Inghilterra, Francia, Svizzera e Germania di recarsi a pregare sulle tombe degli Apostoli Pietro e Paolo nella Città Eterna. Questo circuito, che in verità consiste in un reticolo di vie, è stato riconosciuto come Itinerario Culturale dal Consiglio d’Europa 1994 e, nel 2004, come Grande Itinerario Culturale, ed è attualmente tutelato dall’ l’Associazione Europea delle Vie Francigene.
Un circuito che, di per sé, costituisce già in un certo senso una forma di rievocazione storica, e del quale il gruppo Gilda Historiae di Reggio Emilia capitanato da Francesca Baldassarri, in accordo con l’Associazione Europea delle Vie Francigene, ha pensato di sfruttare per un test di archeologia sperimentale in piena regola: un vero e proprio pellegrinaggio così come l’avrebbero affrontato dei pellegrini del XIV secolo, con abiti, attrezzature e mezzi dell’epoca. L’esperimento si è svolto tra il 24 e il 25 aprile scorso lungo i sentieri della Lunigiana toscana, da Pontremoli fino ad Aulla, attraverso il passo della Cisa, camminando sui tracciati antichi a volte con tanto di pavimentazione originale con tappe in pievi, borghi e castelli. L’intenzione era quella di mantenersi il più vicino possibile allo spirito del pellegrinaggio medievale, con un percorso medio di 15/17 Km al giorno e pernottamento negli ostelli. Continua a leggere

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Il monastero dei libri da salvare

di Maria Bettetini

Rappresentazione del monastero di Vivarium - miniatura dalle "Institutiones" di Cassiodoro, ms. Patr. 61, fol. 29vmonastero di Bamberga, VIII sec. -   Bamberg, Staatsbibliothek.

Rappresentazione del monastero di Vivarium – miniatura dalle “Institutiones” di Cassiodoro, ms. Patr. 61, fol. 29v, monastero di Bamberga, VIII sec. – Bamberg, Staatsbibliothek.

Boezio e Cassiodoro. Quasi indistinguibili nei manuali di storia della filosofia, ultimo cascame dell’impero, ultimo guizzo dell’intelletto prima del baratro che avrebbe accolto l’Occidente fino alle diverse Rinascite. Flavio Magno Aurelio Cassiodoro Senatore (nel senso del nome, non dell’appartenenza al Senato) probabilmente conobbe Severino Boezio, ne prese addirittura il posto alla corte imperiale quando Teodorico imprigionò e fece decapitare per presunta doppiezza il senatore Boezio, nel 525. Forse questa vicenda politica è all’origine della cattiva fama di Cassiodoro, tra i due il meno noto e meno citato: Boezio il martire, Cassiodoro il collaborazionista. Ma se è sempre difficile discernere buoni e cattivi, a maggior ragione lo è quando si parla degli anni del tramonto dell’impero di Occidente, del regno gotico, delle intromissioni di Costantinopoli negli affari d’Italia, fino allo scempio della guerra gotica (535-553), che definitivamente minò la salute e il relativo benessere degli italiani. Cassiodoro era nato probabilmente in Calabria, certamente lì cresciuto, a Scolacium (vicino all’attuale Squillace), già colonia greca poi romana, nel 480. Visse quasi cento anni, gli ultimi trenta ancora in Calabria, dove fondò il Monastero di Vivarium. Continua a leggere

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In groppa al suo destriero

con Susanna Tartari

Per cortesia della Compagnia del Lion d'Oro.

Per cortesia della Compagnia del Lion d’Oro.

Non ci riflettiamo mai, ma il mondo della rievocazione storica non è fatto solo di esseri umani: ad esempio, quasi ad ogni manifestazione a tema medievale in Italia, una delle figure più richieste e seguite dal pubblico è il falconiere, e giostre, tornei e palii come quello di Siena, in cui i cavalli sono i protagonisti, sono tra gli eventi più seguiti. Di recente, però, l’interesse attorno al tema degli animali in rievocazione è cresciuto notevolmente, con il crescere dell’attenzione alla dignità e al benessere degli animali in generale e di quelli da lavoro e da spettacolo in particolare; basti vedere il dibattito legato al tema degli animali nei circhi.
Come stanno dunque le cose? Qual è il ruolo dei nostri amici a quattro zampe nell’ambito della rievocazione storica e quale il loro rapporto con i loro “bipedi”?
Cominciamo occupandoci degli animali sul cui dorso, è proprio il caso di dirlo, ricade il lavoro più pesante, e cioè i cavalli. E lo facciamo in compagnia di un rievocatore e cavaliere di grande esperienza, Renato di Marcantonio, fondatore della Compagnia del Lion d’Oro di Firenze. Otto anni alle spalle nel mondo della rievocazione storica, ma coinvolto fin dall’adolescenza quello dell’equitazione, si occupa molto da vicino di cavalleria storica inerente alle giostre in armatura. Sua inseparabile compagna è Vega, femmina di frisone barocco di quattordici anni, che da tre anni ha sostituito Karly, il grigio tedesco con cui Renato aveva esordito nel mondo delle giostre. Continua a leggere

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Mondo globale in stile Medioevo

di Nicolangelo D’Acunto

Ambrogio Lorenzetti. Allegoria del Buon Governo, dal ciclo di affreschi della Sala del Consiglio dei Nove, 1338-1339, Siena, Palazzo Pubblico.

Ambrogio Lorenzetti. Allegoria del Buon Governo, dal ciclo di affreschi della Sala del Consiglio dei Nove, 1338-1339, Siena, Palazzo Pubblico.

In una ricerca pubblicata nel 2008 Phil Williams, esperto americano di studi strategici, individua le implicazioni di quelle che, secondo lui, sono le «conseguenze distruttive della globalizzazione» sul ruolo futuro degli Stati Uniti nel mondo. Il consulente del Pentagono parte dal presupposto che lo “statocentrismo” che avevamo ereditato dall’età moderna sia stato sostituito da una situazione nella quale lo Stato è solo uno degli attori della scena politica mondiale, caratterizzata ora dalla frammentazione dell’autorità, dalla sovrapposizione delle giurisdizioni, da sempre più vaste aree del pianeta sottratte al controllo dei poteri formalizzati (si pensi al risveglio prepotente della pirateria). Il declino degli Stati risulta evidente, se pensiamo alla loro difficoltà di intercettare i bisogni dei cittadini e di imporre un controllo efficace e continuo sia all’interno del proprio territorio sia alle proprie frontiere, oppure se consideriamo l’insorgenza di sempre nuovi e sempre più potenti attori transnazionali. Si rischia di cadere nel medio periodo dall’attuale “Nuovo Medioevo” in una “Nuova epoca buia”. Continua a leggere

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Renata Fusco: «La mia Trotula».

Renata Fusco nel ruolo di Trotula.

Renata Fusco nel ruolo di Trotula.

È un luogo suggestivo e sconosciuto a molti salernitani: all’apparenza un ingresso come gli altri in Vicolo San Bonosio, ma, varcata la soglia, si scendono degli scalini all’interno di un ambiente dalla sembianza di un’antica cantina, pietre e mattoni in vista e la soffittatura in travi di legno. È Ribush, spazio per l’arte e la cultura, gestito dall’associazione culturale Art.Tre. Uno spazio che non chiede altro che offrire bellezza senza chiedere niente in cambio, come testimonia il direttore artistico dell’associazione, Giulia Alviggi:
«Non abbiamo mai ottenuto finanziamenti, e non ne abbiamo mai chiesti. È nato tutto dalla volontà del nostro presidente, Enzo Rosco, proprietario della sede, che l’ha messa a disposizione per ospitare mostre ed eventi a titolo assolutamente gratuito. Nei nostri quattro anni di attività, Ribush ne ha ospitati circa sessanta, grazie anche ad artisti di vario tipo che hanno contribuito anch’essi gratuitamente.» Continua a leggere

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