Medioevo, l’età dei contestatori

di Alessandro Barbero

Un’antologia di anticonformisti.

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I potenti all’Inferno – miniatura dal “Livre de la Vigne nostre Seigneur”, 1450-70 – Parigi, BnF.

Nell’idea corrente che ci si fa del Medioevo, uno dei tratti più difficili da sradicare è che si trattasse di una società resa conformista dalla paura, dove la sottomissione al potere era totale e ogni protesta rischiava di portare sul rogo. Questa leggenda nera si trova già nel volterriano Essai sur les moeurs, dove peraltro il Medioevo è soltanto uno spauracchio agitato per attaccare la Chiesa: a quei tempi, scrive Voltaire, i monaci diventavano signori e principi, riducendo i laici alla stregua di schiavi, e questi schiavi non osavano nemmeno lamentarsi! È chiaro che in realtà, col pretesto di denunciare le superstizioni medievali, gli illuministi prendevano di mira gli aspetti più spiacevoli del loro tempo: l’immagine di un mondo in cui un controllo poliziesco sulle coscienze impedisce la circolazione di opinioni sgradite alla Chiesa si attaglia, in effetti, alla società uscita dalla Controriforma assai più che non a quella del Medioevo. Continua a leggere

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Respice arcanum. Il papa.

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Se c’è qualcosa che davvero mi incuriosisce è quando uno storico si sposta dall’altra parte della barricata e prova a scrivere un romanzo, soprattutto se l’ambientazione ha a che fare con i suoi studi: questo perché chi scrive sa di cosa parla, conosce la complessità dell’epoca in cui fa scorrere la sua trama, e dunque è come guardare la Storia da un altro punto di vista; non più quello del susseguirsi logico di fatti, guerre, paci, ascese e cadute, ma quello delle persone che sono dietro a questi avvenimenti, tutto sommato esseri umani come noi, con i loro sentimenti, i loro vizi e moventi.
Questa curiosità è scattata subito quando ho saputo della pubblicazione di un romanzo storico, edito dalla Penne & Papiri di Tuscania, da parte di una degli specialisti di storia templare (quella vera!!) più accreditati al mondo: Respice Arcanum. Il Papa, di Barbara FraleContinua a leggere

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Matilde gustò Dio

di Armando Torno

Monaca cistercense

Monaca cistercense in preghiera – Miniatura, fine XIII sec. – Parigi, BnF.

Per quante definizioni si possano cercare dei mistici, su una loro caratteristica è possibile trovare un accordo che sia di largo consenso: essi raggiungono una conoscenza diretta del sacro. La prosa, le diverse agiografie o la poesia, testimonianze di questa pratica – è lecito aggiungere – confessano slanci di potenza e intensità che riflettono un’esperienza unica: quella della realtà divina.
Non mancano iniziative editoriali nel nostro tempo che propongono questa fascinosa materia; a volte sono vere e proprie riscoperte come quelle ospitate nella collana La mistica cristiana tra Occidente e Oriente della Fondazione Ezio Franceschini, pubblicata dalle Edizioni del Galluzzo. In essa, accanto a testi di Angela da Foligno o di Giovanna Maria della Croce, esce ora una preziosa raccolta dedicata alle Scrittrici mistiche europee dei secoli XII e XIII. Continua a leggere

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Quartetto Hartmann, ovvero dialogo con il silenzio.

Forse non poteva esserci location migliore di questa: la chiesa di Sant’Anna in San Lorenzo, che si arrampica sulla parte alta di Salerno, e da cui si gode una vista mozzafiato sul centro storico sottostante e sul golfo risplendente dei colori di un tramonto d’estate. Peccato che la chiesa sia stata completamente rifatta prima nel Seicento e poi nel Novecento, perché il monastero di San Lorenzo ha più di mille anni di storia: fondato alla fine del X secolo come monastero benedettino, alla fine del Duecento passò alle clarisse e infine, all’inizio del Seicento, ai frati minori riformati. Francescani che abitano ancora oggi la chiesa e l’attiguo convento, e che sono molto impegnati in varie iniziative in collaborazione con diverse associazioni.
Associazioni come la Rete Radie’ Resch, che dal 1964 si occupa di progetti di solidarietà internazionale soprattutto in Medio Oriente; ed è proprio con questa rete che i padri francescani di San Lorenzo hanno organizzato il concerto di beneficenza Musiche e diari di viaggio dall’Età di Mezzo,  allo scopo di raccogliere fondi per creare corridoi umanitari tra la Siria e l’Italia. Oltretutto, il convento ospita una intera famiglia in fuga dalla Siria in guerra. Protagonista della serata, il quartetto Hartmann. Continua a leggere

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Le donne velate fuori dall’Islam

di Rossana Sisti

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Per cortesia del gruppo “Gilda Historiae”.

Quando l’anno scorso H&M, il colosso svedese dell’abbigliamento low cost, ha mostrato la prima pubblicità interpretata da una modella con lo hijab in una campagna che invitava a reinventare liberamente stile di vita e modo di vestire ci si chiese se l’intento di quello spot fosse politico, una sorta di depotenziamento di un simbolo di identità religiosa, alterità e persino di scontro, o non piuttosto una scelta meramente commerciale. Un’accorta operazione di marketing sul promettente mercato musulmano, attraverso l’esibizione del velo, elegantemente indossato come un accessorio chic e seducente. Continua a leggere

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Ildegarda, angeli e demoni

I cerchi angelici – riproduzione di miniatura dallo “Scivias” – Dresda, Landesbibliothek.

A più riprese Ildegarda di Bingen si proclama “indocta” (“non istruita”), “donna semplice e miserella”; a dispetto di questa sua professione di ignoranza, però, la badessa prima di Disibodenberg e poi di Bingen dimostra una fine conoscenza di Latino e di filosofia, nei suoi scritti si trovano perfino termini che, nel Latino dell’epoca, non sono facilmente rintracciabili. E questo non solo grazie alle approfondite letture che possiamo leggere in filigrana attraverso la terminologia che usa nelle sue opere, tra le quali Gellio e Dionigi Areopagita, ma anche attraverso i contatti con gli intellettuali del suo tempo e con le varie correnti filosofiche che popolavano il XII secolo. Tra queste, una delle più importanti era quella che faceva capo alla cattedrale di Chartres, la quale, basandosi soprattutto sul Timeo di Platone, insiste molto sulla corrispondenza tra l’uomo e l’universo, tra microcosmo e macrocosmo; concetto, questo, molto caro a Ildegarda, e ancor di più in un periodo in cui, in Europa, si sta diffondendo l’eresia catara, di stampo dualista, che sostiene la netta divisione tra spirito e materia, a vantaggio del primo. Ildegarda, invece, sottolinea con forza l’interazione tra le due dimensioni, e questo emerge in modo particolare quando parla della donna, del suo ciclo mestruale, del suo piacere sessuale. Non solo: secondo Ildegarda, quello dell’uomo di comprendere la dimensione naturale e quella spirituale è addirittura un privilegio, perché vuol dire riassumere in sé i vari gradi di perfezione ed essere in pratica un “sunto” dell’universo.
È soprattutto nell’interpretazione delle Scritture che Ildegarda rivela la sua originalità, in modo particolare nello Scivias, proponendo altre interpretazioni rispetto a quelle tradizionali su molti temi, a volte addirittura in contrasto in alcuni punti; e non soltanto attraverso il testo, ma anche attraverso le immagini realizzate sotto la sua supervisione. Come quando parla degli angeli. Continua a leggere

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Medioevo fantastico

di Lorenzo Tomasin

Fu nei primi decenni del XII secolo che il meraviglioso invase il romanzesco.

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La leggenda di Melusina – miniatura dal “Roman de Melusine” di Guillaume Larcheveque, 2a metà XV sec. – Parigi, BnF.

Il fantastico nella letteratura medievale, opera postuma di Alberto Varvaro (1934-2014, uno dei più grandi filologi romanzi europei all’alba di questo secolo), è un libricino di appena 144 pagine, indici compresi, con un titolo molto accattivante frutto, forse, di una rielaborazione in casa editrice (Il Mulino) di quello d’un corso universitario su L’irruzione del fantastico nella letteratura francese del secolo XII, l’ultimo tenuto da Varvaro a Napoli, dieci anni fa. Accattivante, sì, ma non ingannevole, giacché l’estremo capolavoro dell’autore consiste qui nel sintetizzare con un’efficacia e un’energia espositiva prodigiose una materia potenzialmente ingovernabile. Continua a leggere

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