Il bestseller del Basso Medioevo

di Paolo Di Stefano

Influenzò Dante e Giotto, tutt’Europa lo lesse e lo rielaborò: è tornato Egidio Romano.

Egidio Romano

Egidio Romano porge la sua opera a Filippo il Bello – miniatura dal “Livre du gouvernement des rois et des princes”, Francia, 1300-1325 ca., New York, Morgan Library.

È stato uno dei testi più diffusi del Basso Medioevo. Certamente tra i più tradotti, letti, consultati. Un manuale di politica, di morale, di educazione civile e domestica. Il De regimine principum di Egidio Romano è una di quelle opere che ricorrono continuamente nei saggi di cultura medievale quale monumento imprescindibile, anche se ormai più citato che letto, visto che leggerlo è operazione impervia non essendone disponibile un’edizione moderna. Continua a leggere

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Un progetto per quattro rocche – Rievocatori in prima linea per un nuovo concetto di museo.

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Pietro Barsotti al lavoro.

Saranno visitabili ancora per qualche anno le mostre coinvolte nel progetto “Borghi, Rocche e Castelli”, piano interregionale che comprende quattro borghi tra Marche e Romagna e che punta a valorizzare le rocche legate alle due grandi famiglie dei Malatesta e dei Montefeltro, centrali nella storia italiana tra XIV e XV secolo.
Un progetto, è bene sottolinearlo, gestito interamente da rievocatori in collaborazione con le amministrazioni locali, nello specifico dal gruppo Ars Balistarum di Urbino presieduto da Pietro Barsotti. Siamo andati a trovarlo.
«Il mio gruppo collabora da anni con le amministrazioni locali, – ci spiega. – Il nostro intento è proprio di dare il rilievo che meritano alle quattro rocche coinvolte in questo progetto, quelle di San Leo, Verucchio, Montefiore e Urbino, e di farlo attraverso mostre che evochino i due personaggi di maggior rilievo passati per questi luoghi, Sigismondo Malatesta e Federico da Montefeltro, ma anche la vita quotidiana fra Trecento e Quattrocento. Abbiamo legato le quattro rocche con una rete, intitolata appunto “Una rocca tira l’altra”, che prevede un biglietto unico per tutte. La risposta del pubblico è stata buona, grazie soprattutto alla pubblicità reciproca; grazie a questa rete abbiamo fatto conoscere questi luoghi a della gente che non le avrebbe conosciute altrimenti». Continua a leggere

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Medioevo, l’età dei contestatori

di Alessandro Barbero

Un’antologia di anticonformisti.

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I potenti all’Inferno – miniatura dal “Livre de la Vigne nostre Seigneur”, 1450-70 – Parigi, BnF.

Nell’idea corrente che ci si fa del Medioevo, uno dei tratti più difficili da sradicare è che si trattasse di una società resa conformista dalla paura, dove la sottomissione al potere era totale e ogni protesta rischiava di portare sul rogo. Questa leggenda nera si trova già nel volterriano Essai sur les moeurs, dove peraltro il Medioevo è soltanto uno spauracchio agitato per attaccare la Chiesa: a quei tempi, scrive Voltaire, i monaci diventavano signori e principi, riducendo i laici alla stregua di schiavi, e questi schiavi non osavano nemmeno lamentarsi! È chiaro che in realtà, col pretesto di denunciare le superstizioni medievali, gli illuministi prendevano di mira gli aspetti più spiacevoli del loro tempo: l’immagine di un mondo in cui un controllo poliziesco sulle coscienze impedisce la circolazione di opinioni sgradite alla Chiesa si attaglia, in effetti, alla società uscita dalla Controriforma assai più che non a quella del Medioevo. Continua a leggere

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Respice arcanum. Il papa.

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Se c’è qualcosa che davvero mi incuriosisce è quando uno storico si sposta dall’altra parte della barricata e prova a scrivere un romanzo, soprattutto se l’ambientazione ha a che fare con i suoi studi: questo perché chi scrive sa di cosa parla, conosce la complessità dell’epoca in cui fa scorrere la sua trama, e dunque è come guardare la Storia da un altro punto di vista; non più quello del susseguirsi logico di fatti, guerre, paci, ascese e cadute, ma quello delle persone che sono dietro a questi avvenimenti, tutto sommato esseri umani come noi, con i loro sentimenti, i loro vizi e moventi.
Questa curiosità è scattata subito quando ho saputo della pubblicazione di un romanzo storico, edito dalla Penne & Papiri di Tuscania, da parte di una degli specialisti di storia templare (quella vera!!) più accreditati al mondo: Respice Arcanum. Il Papa, di Barbara FraleContinua a leggere

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Matilde gustò Dio

di Armando Torno

Monaca cistercense

Monaca cistercense in preghiera – Miniatura, fine XIII sec. – Parigi, BnF.

Per quante definizioni si possano cercare dei mistici, su una loro caratteristica è possibile trovare un accordo che sia di largo consenso: essi raggiungono una conoscenza diretta del sacro. La prosa, le diverse agiografie o la poesia, testimonianze di questa pratica – è lecito aggiungere – confessano slanci di potenza e intensità che riflettono un’esperienza unica: quella della realtà divina.
Non mancano iniziative editoriali nel nostro tempo che propongono questa fascinosa materia; a volte sono vere e proprie riscoperte come quelle ospitate nella collana La mistica cristiana tra Occidente e Oriente della Fondazione Ezio Franceschini, pubblicata dalle Edizioni del Galluzzo. In essa, accanto a testi di Angela da Foligno o di Giovanna Maria della Croce, esce ora una preziosa raccolta dedicata alle Scrittrici mistiche europee dei secoli XII e XIII. Continua a leggere

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Quartetto Hartmann, ovvero dialogo con il silenzio.

Forse non poteva esserci location migliore di questa: la chiesa di Sant’Anna in San Lorenzo, che si arrampica sulla parte alta di Salerno, e da cui si gode una vista mozzafiato sul centro storico sottostante e sul golfo risplendente dei colori di un tramonto d’estate. Peccato che la chiesa sia stata completamente rifatta prima nel Seicento e poi nel Novecento, perché il monastero di San Lorenzo ha più di mille anni di storia: fondato alla fine del X secolo come monastero benedettino, alla fine del Duecento passò alle clarisse e infine, all’inizio del Seicento, ai frati minori riformati. Francescani che abitano ancora oggi la chiesa e l’attiguo convento, e che sono molto impegnati in varie iniziative in collaborazione con diverse associazioni.
Associazioni come la Rete Radie’ Resch, che dal 1964 si occupa di progetti di solidarietà internazionale soprattutto in Medio Oriente; ed è proprio con questa rete che i padri francescani di San Lorenzo hanno organizzato il concerto di beneficenza Musiche e diari di viaggio dall’Età di Mezzo,  allo scopo di raccogliere fondi per creare corridoi umanitari tra la Siria e l’Italia. Oltretutto, il convento ospita una intera famiglia in fuga dalla Siria in guerra. Protagonista della serata, il quartetto Hartmann. Continua a leggere

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Le donne velate fuori dall’Islam

di Rossana Sisti

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Per cortesia del gruppo “Gilda Historiae”.

Quando l’anno scorso H&M, il colosso svedese dell’abbigliamento low cost, ha mostrato la prima pubblicità interpretata da una modella con lo hijab in una campagna che invitava a reinventare liberamente stile di vita e modo di vestire ci si chiese se l’intento di quello spot fosse politico, una sorta di depotenziamento di un simbolo di identità religiosa, alterità e persino di scontro, o non piuttosto una scelta meramente commerciale. Un’accorta operazione di marketing sul promettente mercato musulmano, attraverso l’esibizione del velo, elegantemente indossato come un accessorio chic e seducente. Continua a leggere

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