Una legge anche per il re

di Alessandro Scafi

Per gli ottocento anni della Magna Charta la British Library riunirà le quattro copie rimaste tra quelle redatte nel 1215.

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Copia autentica della Magna Carta, 1215 – Londra, BL.

«Nessun uomo libero sarà arrestato o imprigionato, privato dei suoi diritti o dei suoi beni, messo fuori legge o esiliato, né useremo la forza nei suoi confronti, se non attraverso un giudizio legale da parte dei suoi pari o secondo la legge del regno». È il 15 giugno 1215. In una prateria irrigata lungo il Tamigi, a una trentina di chilometri da Londra, re Giovanni d’Inghilterra pone il sigillo reale su una pergamena. Il documento conferma, concede ed estende i privilegi del clero e dei suoi feudatari. Non ha scelta. Per finanziare le sue guerre il re ha imposto troppe tasse e i baroni del regno si sono ribellati. Scontenti del suo comportamento dispotico, ora gli rifiutano fedeltà. Li ha dovuti incontrare in questa landa umida nel Surrey e ha appena fatto una concessione importante perché quei nobili ribelli ritornino a rispettare la corona. Poco dopo, il 19 giugno, i baroni giurano fedeltà al loro re. Continua a leggere

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Magistri e cerusici – La chirurgia secondo la Scuola Medica Salernitana.

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Operazione dell’ernia – miniatura dalla “Chirurgia” di Rolando da Parma, XIII sec. – Vienna, Nationalbibliothek.

È stato presentato il 26 ottobre scorso l’ultimo libro di Giuseppe Lauriello, La Scuola di Salerno e la sua chirurgia, edito dalla Giuseppe de Nicola Editore, nel corso di un convegno organizzato presso l’Ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, cui hanno partecipato medici e storici della medicina provenienti dalle università di Salerno e di Napoli. Un viaggio a tuttotondo all’interno della tradizione chirurgica della Scuola Medica Salernitana, a partire dal suo rappresentante più famoso, Ruggiero da Frugardo. Continua a leggere

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“Vita da cani” – la storia di Virgo.

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Per cortesia dell’Associazione Culturale “Imago Antiqua”.

Per il secondo appuntamento del nostro ciclo “Gli animali nelle rievocazioni storiche”, prendiamo in considerazione una specie che non balza subito alla mente quando si parla di rievocatori, ma che può capitare di incontrare spesso in accampamenti ed eventi, per il solo fatto che tanti ne possiedono un esemplare: il cane.
Alcuni si pongono la domanda se sia giusto per un rievocatore portare con sé “indietro nel tempo” il proprio cane, facendogli vivere i ritmi e lo stress di un evento storico, e calandolo in un tempo che apparentemente non conosceva l’attenzione agli animali di oggi.
Lo verifichiamo grazie all’Associazione Culturale Imago Antiqua, con sede a Rimini, che non a caso ha come proprio logo una miniatura con… un cane. Un levriere, per l’esattezza. E questo grazie a quella che è diventata un po’ la mascotte del gruppo, il galgo Virgo, che ormai da cinque anni segue i suoi “umani” Andrea Carloni e Silvia Ballabio, marito e moglie, rispettivamente presidente e tesoriere dell’associazione, nella vita civile e militare del tardo Quattrocento italiano.
Siamo andati a trovarli. Continua a leggere

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Il nuovo Regimen per essere “naturalmente sani”.

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Renaldo Fasanaro, Berdefolia Medica.

È stato presentato nel corso di due giorni di convegno internazionale, il 12 e il 13 ottobre scorsi, prima all’Università di Salerno e poi alla Sede dell’Ordine dei Medici del capoluogo, il volume Naturalmente sani. Il nuovo Regimen della Scuola Medica Salernitana, curato da Paola Capone ed edito dal Centro Studi Eutopia. Continua a leggere

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Il bestseller del Basso Medioevo

di Paolo Di Stefano

Influenzò Dante e Giotto, tutt’Europa lo lesse e lo rielaborò: è tornato Egidio Romano.

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Egidio Romano porge la sua opera a Filippo il Bello – miniatura dal “Livre du gouvernement des rois et des princes”, Francia, 1300-1325 ca., New York, Morgan Library.

È stato uno dei testi più diffusi del Basso Medioevo. Certamente tra i più tradotti, letti, consultati. Un manuale di politica, di morale, di educazione civile e domestica. Il De regimine principum di Egidio Romano è una di quelle opere che ricorrono continuamente nei saggi di cultura medievale quale monumento imprescindibile, anche se ormai più citato che letto, visto che leggerlo è operazione impervia non essendone disponibile un’edizione moderna. Continua a leggere

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Un progetto per quattro rocche – Rievocatori in prima linea per un nuovo concetto di museo.

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Pietro Barsotti al lavoro.

Saranno visitabili ancora per qualche anno le mostre coinvolte nel progetto “Borghi, Rocche e Castelli”, piano interregionale che comprende quattro borghi tra Marche e Romagna e che punta a valorizzare le rocche legate alle due grandi famiglie dei Malatesta e dei Montefeltro, centrali nella storia italiana tra XIV e XV secolo.
Un progetto, è bene sottolinearlo, gestito interamente da rievocatori in collaborazione con le amministrazioni locali, nello specifico dal gruppo Ars Balistarum di Urbino presieduto da Pietro Barsotti. Siamo andati a trovarlo.
«Il mio gruppo collabora da anni con le amministrazioni locali, – ci spiega. – Il nostro intento è proprio di dare il rilievo che meritano alle quattro rocche coinvolte in questo progetto, quelle di San Leo, Verucchio, Montefiore e Urbino, e di farlo attraverso mostre che evochino i due personaggi di maggior rilievo passati per questi luoghi, Sigismondo Malatesta e Federico da Montefeltro, ma anche la vita quotidiana fra Trecento e Quattrocento. Abbiamo legato le quattro rocche con una rete, intitolata appunto “Una rocca tira l’altra”, che prevede un biglietto unico per tutte. La risposta del pubblico è stata buona, grazie soprattutto alla pubblicità reciproca; grazie a questa rete abbiamo fatto conoscere questi luoghi a della gente che non le avrebbe conosciute altrimenti». Continua a leggere

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Medioevo, l’età dei contestatori

di Alessandro Barbero

Un’antologia di anticonformisti.

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I potenti all’Inferno – miniatura dal “Livre de la Vigne nostre Seigneur”, 1450-70 – Parigi, BnF.

Nell’idea corrente che ci si fa del Medioevo, uno dei tratti più difficili da sradicare è che si trattasse di una società resa conformista dalla paura, dove la sottomissione al potere era totale e ogni protesta rischiava di portare sul rogo. Questa leggenda nera si trova già nel volterriano Essai sur les moeurs, dove peraltro il Medioevo è soltanto uno spauracchio agitato per attaccare la Chiesa: a quei tempi, scrive Voltaire, i monaci diventavano signori e principi, riducendo i laici alla stregua di schiavi, e questi schiavi non osavano nemmeno lamentarsi! È chiaro che in realtà, col pretesto di denunciare le superstizioni medievali, gli illuministi prendevano di mira gli aspetti più spiacevoli del loro tempo: l’immagine di un mondo in cui un controllo poliziesco sulle coscienze impedisce la circolazione di opinioni sgradite alla Chiesa si attaglia, in effetti, alla società uscita dalla Controriforma assai più che non a quella del Medioevo. Continua a leggere

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