Re Artù. Un cavaliere per tutti

di Cesare Segre

A Parigi una mostra con centinaia di manoscritti ha ricostruito i mille temi della leggenda.

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Re Artù – Miniatura, Inghilterra, 1 quarto XIV sec., Londra, BL.

Il mito resta ricco e vitale, capace di adattarsi a ogni cultura
La mistificazione può avere un successo anche enorme. Basta pensare alla Storia dei re di Bretagna, scritta da Goffredo di Monmouth in latino prima del 1138, che racconta le vicende della Bretagna e dell’Inghilterra dopo l’evacuazione dei Romani (410 d. C.). Vi campeggia la figura di Artù, re guerriero in lotta contro i tentativi d’invasione da parte degli Anglosassoni (sec. VI). Artù, allievo del mago Merlino, estrae dalla roccia la spada Excalibur, conquista la Gallia, combatte con successo l’imperatore di Roma, e cade ferito a Salisbury, ad opera di Mordred, nipote traditore. Si fa trasportare nell’isola di Avalon, dalla quale tornerà un giorno per liberare il suo popolo dalla dominazione straniera. Continua a leggere

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“Medieval Experience” a Zumelle

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Scorcio del castello di Zumelle.

È conosciuto come il castello meglio conservato della Valbelluna, al confine tra Veneto e Friuli: nato come presidio romano nel I secolo d. C., il castello di Zumelle, nel Bellunese, divenne nel Trecento la residenza della famiglia da Camino, signori del Trevigiano. Restaurato negli anni ’60 e negli anni ’90, dall’aprile 2015, il castello e relativo parco ha di nuovo riaperto i battenti dopo un lungo periodo di chiusura, ma in una veste molto particolare: un vero e proprio parco tematico, nel quale sono stati ricreati gli ambienti del villaggio e del castello come dovevano apparire nel suo periodo di massimo splendore, il XIV secolo. Non solo, si tratta di una struttura ricettiva a tutti gli effetti, con stanze per pernottamento, bar e ristorante. Continua a leggere

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Petrarca, «avaro» fra i Tre Grandi

di Cesare Segre

Critico di Dante e sprezzante verso la lingua di Boccaccio.

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Pagina dal cosiddetto “Codice degli Abbozzi”, manoscritto autografo del “Canzoniere” di Petrarca – Roma, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 3196.

I nostri tre massimi scrittori del Trecento, e massimi in assoluto, furono presto indicati, araldicamente, come «le Tre Corone». Primo fu Dante (1265-1321); seguirono Petrarca (1304-1374) e Boccaccio (1313-1375). I due ultimi, che non poterono conoscere il primo, si frequentarono e furono amici. Ma Dante, pur ormai nel mondo dei più, riuscì ad accendere tra loro un certo, persistente, dissenso. Ammiratore e imitatore di Dante, Boccaccio si era consacrato generosamente alla conoscenza della sua opera, scrivendo un Trattatello in laude di Dante e delle Esposizioni sopra la Comedia, organizzando le prime «lecturae Dantis», trascrivendo materialmente suoi codici, salvando dalla dispersione scritti, come lettere ed egloghe, e memorie. Continua a leggere

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Braveheart – Mel Gibson (1995)

A scuola ho imparato che il Novecento ha fatto a pezzi l’eroe: da Proust a Joyce, da Pirandello a Svevo, ciò su cui si insisteva sui vari manuali di letteratura era la presenza dell’ “antieroe” nelle sue sfaccettature più varie (l’ “inetto”, l’ “homo tragicus“, ecc.) E, ironia della Storia, proprio nel secolo del “superuomo” di nietzschiana memoria, e delle tante sue caricature che i vari regimi dittatoriali hanno pubblicizzato in tutte le salse possibili e immaginabili, nonché appiccicato su due massacri mondiali in cui davvero non c’era niente di eroico. Eppure c’è da riflettere che, nella seconda metà del Novecento, abbiano avuto così tanto successo le saghe fantastiche, a cominciare da quella di Tolkien, dove l’eroe rientrava per così dire “dalla finestra” nella sua veste secondo me più autentica e vera: quella del Cavaliere. Se poi passiamo al fumetto e al cinema, soprattutto Hollywoodiano, di eroi ne troviamo dovunque, in infinite varianti, con o senza “super”; e questo, a mio parere, al di là di megalomanie e miti americani, qualcosa vorrà dire.
Così fu molto onesta da questo punto di vista l’operazione di Mel Gibson, all’epoca conosciuto da tutti principalmente come divo di film d’azione, di prendere un mito e di usarlo per spiegare cosa fosse per lui un eroe: e di farlo con il film Braveheart, intraducibile in Italiano, anche se reso con il sottotitolo molto elegiaco di “Cuore impavido“. Continua a leggere

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Ildegarda Day 2017

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Pensavate che la battaglia fosse finita? Che ci fossimo arresi?
Nemmeno per idea!!
Il nostro sogno che il film “Vision” di Margarethe von Trotta (lo ricordiamo, unico film mai girato su Ildegarda di Bingen) sia doppiato e distribuito in Italiano continua, e continua più vivo di prima!
Ricordate l’Ildegarda Day, che nel 2014 riunì tutta l’Italia, da Nord a Sud, nel segno di Ildegarda e di quel sogno?
Ebbene segnatevi la data: 17 settembre, giorno della sua festa.
Il 17 settembre 2017 sarà proprio la vostra fantasia a sbizzarrirsi per trovare tutte le declinazioni del genio di questa donna nel contesto di mille eventi diversi, tutti lo stesso giorno, e potremo così far sentire la nostra voce alle case distributrici e alle televisioni nazionali, perché capiscano una buona volta che il pubblico vuole Ildegarda in Italiano e non possono non tenerne conto.
Contiamo sulla vostra collaborazione perché questa bella notizia invada la rete e gli organi di informazione. Il nostro punto di riferimento è per ora la nostra pagina facebook, ma presto sarà creato un blog dedicato interamente alla preparazione dell’evento e ai riscontri che vorrete mandarci; faremo inoltre di tutto perché giornali e televisioni locali e nazionali vengano a conoscenza della notizia (le persecuzioni sono comprese nel ventaglio di ipotesi!!!).
Abbiamo perfino un logo nuovo di zecca, creato per noi da Anna Gangale, con cui potrete dire, inserendo nelle locandine dei vostri eventi, «Io voglio Ildegarda in Italiano!»

Per aderire all’iniziativa con un vostro evento inviate una e-mail al comitato entro il 31 luglio all’indirizzo e-mail ildegardainitaliano@gmail.com, con il programma e la locandina completa del nostro logo.
Vi aspettiamo!!

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L’Italia del Trecento era già «global»

di Alessandro Barbero

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Paolo Uccello, Monumento a Giovanni Acuto, affresco, 1436, Firenze, S. Maria del Fiore.

Immaginate un mondo in cui gli Stati vanno perdendo la loro capacità di controllare quello che avviene sul loro territorio; dove il vero potere non è gestito dai governi, ma da compagnie extra-territoriali e multinazionali, che non hanno un paese da difendere o un popolo da proteggere, ma rispondono soltanto ai loro soci; dove l’andamento quotidiano dell’economia è stravolto dalla rapacità di queste compagnie e dei loro capi, gente abile e senza scrupoli che ha un unico obiettivo, risucchiare a proprio vantaggio i risparmi della gente. Continua a leggere

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La tosse secondo Giovanni Plateario: la Scuola Medica Salernitana e le malattie polmonari.

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Maestro medico – miniatura da “Medicina Antiqua”, Codex Vindobonensis 93, Italia meridionale, inizio XIII sec. – Vienna, Österreichische Nationalbibliothek.

Di solito, davanti ad un’opera medica medievale, si tende più a considerare gli aspetti storici, filologici o paleografici che il contenuto in sé: eppure il bagaglio culturale del medico in questione, il suo agire sul campo, il rapporto con il paziente, i suoi metodi di diagnosi e terapia, è un campo tutto da esplorare e da scoprire. Quando si parla di medicina medievale,  spesso viene posta in primo piano la figura del medico-filosofo, più incline a ragionamenti teologici o astrologici che alla realtà di sofferenza del paziente. E invece la Practica Brevis di Giovanni Plateario, di cui un codice è conservato a Salerno, ci mostra una realtà diversa, almeno per la Scuola Medica Salernitana: un manuale appunto eminentemente pratico, una sintesi che il medico potesse sempre avere a portata di mano con spiegati, in modo chiaro e conciso, tutti i metodi di diagnosi e terapia, da quelli abituali a quelli meno comuni. Metodi meno lontani dalla nostra medicina moderna di quel che possiamo pensare. A questo tema è stato dedicato il convegno Rimedi antichi, evidenze attuali: la Practica Brevis di Plateario Salernitano, tenutosi l’11 febbraio scorso alla sede dell’Ordine dei Medici di Salerno. Coniugando storia e scienza, Medioevo e attualità, si è cercato proprio di mettere in luce la modernità di questo medico salernitano di XII secolo. Continua a leggere

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