Il ritorno dei trovatori

di Cesare Segre

Un’antologia di poeti medioevali.

Chi è l’iniziatore della poesia dei trovatori? In problemi di questo genere è sempre difficile risalire al momento autorale, anche perché il tempo ci ha sottratto troppi documenti. Comunque, il primo autore che s’incontra è un personaggio di eccezionale rilievo: se anche non fosse l’inventore effettivo di questa poesia, certo le ha dato una spinta decisiva. Si tratta di Guglielmo IX (1071-1126), duca d’Aquitania, cioè della principale regione francese del sud-ovest, con una cultura allora fiorente e una lingua, l’occitanico, diversa da quella del nord. Continua a leggere

Pubblicato in Storia & Personaggi | Lascia un commento

Ildegarda, l’umanesimo ante litteram.

di Carlo Ossola

Hildegard_von_Bingen_Liber_Divinorum_Operum

Ildegarda di Bingen – la Trinità che abbraccia l’Universo con al centro l’Uomo – miniatura dal “Liber Divinorum Operum”. XIII sec. – Lucca, Biblioteca Capitolare.

Breve fu il Medioevo, tra la fine della romanità e la Rinascita carolingia: il rifiorire delle cattedrali e dei monasteri, dei commerci e degli studi, è nuovamente la restituzione alla parola della «leggibilità del mondo», come ha scritto Hans Blumenberg.
Il Medioevo sembra già ricordo alla corte di Carlo Magno, tra fine VIII e inizio IX secolo: le strade tornano percorribili, i boschi e i fiumi meno insidiosi; sì che Alcuino può persino scrivere, della sua lettera, alla sua Cartula: «O fogliettino, presto, corri sui flutti oltre il mare,/ giungi coi venti all’impetuosa foce del pescoso Reno/ tuffandoti nel vorticoso flusso delle onde marine/ […] / Verrà forse a incontrarti il mio caro Albrico lungo il fiume» (Alcuino, Carmi dalla corte e dal convento). E Hildegard von Bingen (1097-1179) fece poesia di tutte le feste dell’anno liturgico, Symphonia degli angeli e delle vergini, in dignità di impalpabile lume dipingendo l’umanità di Maria: O flos, tu non germinasti de rore… «O fiore, non sei germogliato da rugiada/ né da gocce di pioggia e neppure l’aria/ t’ha sfiorato: a produrti sboccio di virgulto/ fu il divino splendore». Continua a leggere

Pubblicato in Donna e donne | Lascia un commento

Svelato il mistero del codice: è Boccaccio

Di Paolo di Stefano

Scoperto un testo autobiografico del celebre scrittore. L’autore, già anziano, scrisse un libro d’amore su richiesta di un amico.

petrarcaboccacciomsricc991c1r

Petrarca offre a Boccaccio una copia latina della “Griselda”, miniatura, XIV sec. – Firenze, Biblioteca Riccardiana.

Può capitare al filologo quel che capita spesso al detective: che si imbatta in indizi che lo portano su piste inattese rispetto a quelle previste. Prendiamo il caso di Beatrice Barbiellini Amidei, ricercatrice di Filologia romanza alla Statale di Milano. Aveva cominciato, qualche anno fa, a studiare la novella di Griselda per verificare in che misura il capolavoro di Boccaccio fosse debitore di un famoso trattatello in latino del XII secolo, il De Amore di Andrea Cappellano, una sorta di vademecum laico sul comportamento amoroso. Su questa pista, la Barbiellini si è casualmente imbattuta in un manoscritto cartaceo vergato prima del 1372 e conservato alla Biblioteca Riccardiana di Firenze (con la segnatura 2317). Continua a leggere

Pubblicato in Poesia & Letteratura | 1 commento

La vita “segreta” di Lucrezia Borgia tra bufale e luoghi comuni

di Paolo Stefanato

Un libro di Maria Paola Zanoboni sulle donne al lavoro nel Medioevo rivede i luoghi comuni sul ruolo femminile nella società dell’epoca.

Untitled 4

Il fabbro e sua moglie – miniatura dalla Bibbia di Holkham, Gran Bretagna 1327-1340 – Londra, BL.

Quanti luoghi comuni. Non è vero che nel Medioevo le donne lavorassero solo in casa o, al massimo, nella tessitura. Non è vero che la loro qualità professionale godesse di scarsa considerazione, che non avessero accesso alle corporazioni o che non esercitassero ruoli da imprenditore. Continua a leggere

Pubblicato in Donna e donne | 4 commenti

François, il poeta ladro e assassino

di Cesare Segre

Il “Meridiano” di Villon

6c3b2fba

Pierre Levet, François Villon – Xilografia dalla prima edizione delle sue opere, 1489.

Poeta grandissimo, autore di poche composizioni straordinarie, Francois Villon è anche un esponente di quel “maledettismo” che aveva già una lunga tradizione (si pensi ai goliardi o a Cecco Angiolieri) e continuerà sino all’Ottocento, quando in clima decadentistico si perfezionerà la figura del “poete maudit“, violatore della morale comune, amico del vizio, della droga e delle perversioni, magari anche del crimine; ma appunto per questo capace di esplorare zone sconosciute della coscienza letteraria. E si deve dire che lo stile di vita poco encomiabile di Villon fa sì che gli archivi criminali del tempo ci offrano informazioni supplementari alle poche fornite da lui stesso nei suoi versi. Poco più che ventenne (1455) uccide un prete. Fugge lontano da Parigi, dove presto rientra (1456), avendo ottenuto la grazia dal re: pare proprio che il prete, il quale lo perdonò prima di morire, lo avesse provocato. Ma lo stesso anno Villon commette, con altri due malviventi, un furto con scasso nel Collegio di Navarra. Nel 1461 si trova nella prigione di Meung, per motivi a noi ignoti; ne esce grazie a un’amnistia. Lo incontriamo l’anno dopo nel carcere parigino dello Chatelet (1462), dove deve scontare la pena per un nuovo furto; e intanto deve risarcire i danni di quello del 1456. Rilasciato, eccolo partecipare a una rissa di taverna, per la quale viene condannato, dati i precedenti, all’impiccagione. Quando la condanna viene commutata, dopo poco, in dieci anni di esilio, Villon sparisce, e non sappiamo più nulla di lui. Continua a leggere

Pubblicato in Poesia & Letteratura | Lascia un commento

Il Carlo Cracco del Medioevo: le ricette dello chef del XV secolo.

Si chiamava Maestro Martino ed è considerato uno dei cuochi più famosi del Medioevo. Dal suo ricettario, il “Libro de Arte Coquinaria”, ecco tre ricette per sentirsi un castellano. Da preparare recitando preghiere e facendo attenzione ai colori.

arazzi_trivulzio_dicembre

Bramantino – Dicembre, arazzo dal “Ciclo dei Mesi”, 1503-1508 – Milano, Castello Sforzesco.

Fu il cuoco più importante del XV secolo. Almeno in Europa. Una sorta di Carlo Cracco del Medioevo. Oggi lo chiamerebbero tranquillamente “chef star” ma allora il suo capolavoro più grande fu il “Libro de Arte Coquinaria”, testo considerato ancora oggi fondamentale nella letteratura gastronomica italiana. Martino de’ Rossi, noto come Maestro Martino, nacque nel Canton Ticino intorno al 1430 e morì alla fine del XV secolo.  Lavorò per gli Sforza a Milano e poi a Roma nelle cucine vaticane, dove si formò e si affermò come innovatore e creativo. Nella sua cucina confluivano influenze della tradizione catalana e araba – apprese durante una stagione nella Napoli aragonese – ed elementi legati alle sue origini. A lui, nel 2012, è stata dedicata una associazione presieduta proprio da Carlo Cracco che ha lo scopo di divulgare le creazioni del Maestro Martino. Continua a leggere

Pubblicato in Vita quotidiana & Curiosità | 2 commenti

Eremiti, il fascino della fede estrema

di Cesare Segre

«Vitae patrum»: esempi di virtù inimitabili diffusi in tutta la cristianità.

2979op217au5493

Buonamico Buffalmacco, gli eremiti della Tebaide – affresco, 1336-41 – Pisa, Camposanto Monumentale

Forte, tra chi sente intensamente una fede, la spinta a viverla in solitudine, scavando in se stesso e anelando al contatto solo con Dio. Un atteggiamento di questo genere può ispirare la ricerca dei luoghi più isolati e impervi: nasce così l’anacoretismo. Questo fenomeno fu frequente nei secoli III e IV dell’era volgare. La nuova religione appare ormai affermata, anche se rimangono ampie zone di idolatria, ed è vivace il ricordo dei martiri della fede; intanto maturano le prime eresie, come quella di Ario. Sugli anacoreti si sviluppò una ricca letteratura, dapprima in greco, presto raccolta, tradotta in latino e ulteriormente sviluppata, sotto l’etichetta di Vitae patrum. Il sovrapporsi e il proliferare dei testi spiega anche la frequente riapparizione degli stessi personaggi. Continua a leggere

Pubblicato in Fede & filosofia | Lascia un commento