Un sogno di nome Trotula

Ed ecco finalmente svelata la sorpresa che bolliva nella pentola del Quartetto Hartmann, del quale più volte abbiamo avuto modo di apprezzare lo stile in bilico tra Medioevo e modernità, e tra le due sponde del Mediterraneo: un album, il loro primo album, dedicato a Trotta detta Trotula, l’emblema stesso del lato femminile della Scuola Medica Salernitana. Siete curiosi di sapere il perché? Lo chiedo a Carlo Roselli, leader del gruppo. Continua a leggere

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La medicina delle donne tra mediche e streghe

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Maria Rita Stirpe – Piantaggine maggiore, acquerello – tutti i diritti riservati.

Quest’anno il tempo non è stato certo dei migliori per l’annuale Mostra della Minerva che, da venerdì 12 a domenica 14 aprile, negli spazi della Villa Comunale di Salerno, ha messo in mostra erbe, piante, fiori e “quanto fa giardino”, secondo la definizione del manifesto. Io però non la posso perdere, pioggia o non pioggia, perché quest’anno c’è qualcosa in più: questo sabato, alla Fondazione Filiberto Menna, che una mostra di acquerelli botanici sembra trasformare in un vero giardino dei semplici, si presenta un libro a cura dell’associazione culturale Hortus Magnus.
E non un libro qualsiasi: si tratta di Per virtù d’erbe e di incanti, pubblicato dalla Aboca Edizioni, secondo libro di una trilogia dedicata alla medicina magica femminile e alla sapienza peculiare delle donne iniziata con Medichesse e che si concluderà, a quanto pare, con un volume sulla Vergine Maria e sulle sante.
Autrice Erika Maderna, grande conoscitrice del mito e del mondo classico, che per anni ho corteggiato su internet, e con cui ora posso finalmente scambiare due chiacchiere occhi negli occhi. I suoi sono azzurri, sognanti, nordici, da buona lombarda trapiantata in Maremma, una ventata d’aria cristallina nell’umidità opprimente del sabato pomeriggio. Continua a leggere

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Carlo I d’Angiò: usurpatore o statista?

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Papa Clemente IV consegna il Regno di Sicilia a Carlo I – affresco dalla Tour Ferrande, Pernes-les-Fontaines – XIII sec.

Di Carlo I d’Angiò, il capostipite della dinastia angioina nel Regno di Sicilia, ci è giunta un’immagine a tinte decisamente fosche: usurpatore dell’eredità degli Svevi, assassino dell’ultimo Hohestaufen appena adolescente Corradino, burattino del papa, oppressore del Mezzogiorno e della Sicilia al punto da provocare la ribellione dei Vespri Siciliani.
Si tratta, però, di un’immagine in buona parte falsata dalla storiografia ottocentesca e risorgimentale (non a caso uno dei versi dell’inno di Mameli recita “Già l’ultima squilla i Vespri suonò“), da cui ancora oggi facciamo fatica ad affrancarci.
Non a caso il periodo angioino, al contrario di quello Normanno e Svevo, ha conosciuto un lungo periodo di oblio negli studi storici, da cui sta emergendo soltanto negli ultimi anni: anche nei manuali è spesso considerato un periodo di declino e depauperamento del Mezzogiorno dopo lo splendore del regno di Federico II. In realtà si tratta invece di una pagina di storia molto importante non solo per la storia del Mezzogiorno, con lo spostamento della capitale a Napoli e l’inizio del suo predominio, ma anche per quella del Mediterraneo.
Per ricostruire la reale figura storica di Carlo d’Angiò dobbiamo accettare la sfida di immaginarlo come egli stesso ci si propone dalle fonti, non come noi vorremmo che fosse. Continua a leggere

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Il leone d’inverno – Anthony Harvey (1968)

In questi giorni, si parla tanto di “famiglia” e dei vari significati che questa parola possa avere. Storici e antropologi, dal canto loro si affannano a spiegarci che il concetto di “famiglia” non è sempre stato quello che conosciamo oggi.
Che la famiglia cosiddetta “del Mulino Bianco” non esista lo sappiamo benissimo, e che possa anche diventare un inferno lo sappiamo altrettanto bene. La situazione diventa ancora più complicata se parliamo di famiglie dell’alta società, dove a piccoli e grandi drammi si aggiungono due elementi fondamentali: il denaro e il potere. E, se questo è vero oggi, figuriamoci nel Medioevo, quando la famiglia era la base della società, e anche la storia politica era una storia di famiglie.
E proprio la famiglia è il cuore di questo dramma di James Goldman, americano, portato sullo schermo da Antony Harvey, inglese, nel 1968: Il leone d’inverno. Continua a leggere

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Petizione – Ildegarda in Italiano

Il comitato “Ildegarda in Italiano” ha lanciato la sua petizione alla RAI su Change.org per chiedere di far doppiare in Italiano il film “Vision” di Margarethe von Trotta, unico film mai girato finora su Ildegarda di Bingen. L’obiettivo è arrivare alle 100.000 firme entro il 17 settembre prossimo, festa di Santa Ildegarda, così chi di dovere non potrà non tenere conto di un pubblico così vasto.
Vi invitiamo anche ad organizzare iniziative varie per promuovere questa petizione, in modo che sia condivisa dal maggior numero di persone possibile.
Firmate in massa!!!

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Cliccare sull’immagine per firmare la petizione.

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I colori di Santa Maria de Lama

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Ingresso di Santa Maria de Lama.

Questa chiesa, incastonata in fondo ad una serie di gradoni che da Via Torquato Tasso scendono verso S. Pietro a Corte è ormai diventata uno dei punti di riferimento culturali di Salerno. L’ultimo evento che ha ospitato, il 15 marzo scorso,  è stato una giornata di studio sui Longobardi che ha avuto come relatori archeologi e storici dell’arte provenienti dalla Soprintendenza e dall’Università di Salerno. Niente male, per un luogo che fino a pochi anni fa era famoso piuttosto per il degrado e i rifiuti che ne ingombravano i gradoni e che, grazie al Touring Club di Salerno, è tornato a vivere. Continua a leggere

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Ora e sempre, Medioevo

di Christian Rocca

I demagoghi dell’era social svelati dalle lezioni degli antichi.

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Facciata della catedrale di Notre-Dame di Strasburgo, XII-XV sec.

La nostra idea di Medioevo si è formata alcuni secoli dopo la sua fine, ed è sbagliata. Il Medioevo non è sinonimo di superstizione, oscurantismo e violenza, ma non è nemmeno anticipatore illuminato di teorie o dottrine contemporanee. Esiste però un pensiero politico medievale, istruito e dotto, originale e indissolubilmente legato alla sua epoca, che va oltre la strumentalizzazione dei moderni, impegnati ora ad attribuirgli la radice dei mali, delle manchevolezze e dei fallimenti di ogni epoca, quasi fosse una specie di bad company della storia europea, ora invece a scorgervi il momento della nascita dell’Europa e degli Stati nazione. Continua a leggere

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