La possessione diabolica tra simbolo e realtà.

biblia-do-diaboreprowikipedia02

Il diavolo, folio introduttivo della sezione dedicata agli esorcismi – miniatura dal Codex Gigas, Boemia, I trentennio del XIII sec. – Stoccolma, Biblioteca Nazionale Svedese.

Non si può parlare di esorcismo senza tener conto di un particolare fondamentale: il fatto che il diavolo possa possedere il corpo di una persona è contemplato già nelle Sacre Scritture, fin dall’Antico Testamento. Nel Libro di Tobia è descritto l’esorcismo con cui Tobia, con l’aiuto dell’arcangelo Raffaele, caccia i demoni dalla camera di Sara; ed è Gesù stesso che libera indemoniati come l’energumeno di Gerasa, e agli apostoli dà il comando, tra le altre cose, di cacciare i demoni. La mania diabolica è dunque già nota e consolidata nella tradizione ebraico-cristiana.
Nel mondo tardoantico, almeno dal II secolo, però, si assiste a veri e propri elementi di sincretismo tra la cultura cristiana e la tarda cultura pagana, soprattutto con il movimento neoplatonico, e questo a dispetto della posizione nicena, che tende a far rientrare tutta l’esperienza cristiana nei binari dell’ufficialità e a guardare con sospetto ogni tipo di “disordine”, anche fisico.
In particolare la danza estatica, che nei culti antichi aveva conosciuto una grande fortuna (soprattutto in quelli misterici), ora viene assimilata sì alla danza dello Spirito Santo, quella di Davide, ma sempre sul filo del rasoio tra ordine e disordine, tra divino e diabolico; questo, però, accade non solo in ambito cristiano, ma anche in quello pagano, tant’è vero che l’imperatore Giuliano manifesta l’intenzione di proibire ai sacerdoti di aver contatti con i danzatori. La danza in sé non è considerata un fatto “pagano”, e troviamo espressioni di tolleranza fin oltre l’età carolingia. È anche vero che ruolo della danza nel mondo cristiano è stato molto trascurato dalla storiografia contemporanea, perfino da un fine indagatore come Schmidtt. Anche per i pagani, la koreia, quando è autentica, non è disordinata, ma forma un movimento circolare rotatorio. Lo stesso Platone nel Timeo assimila la iora alla danza del cosmo, e per i neoplatonici era elemento fondamentale della teurgia, presenza nella realtà terrena di simboli che conducono alla dimensione del divino, disseminati dal demiurgo. Continua a leggere

Pubblicato in Fede & filosofia | Lascia un commento

Se finisce il paradosso dell’interiorità

di Lucetta Scaraffia

Nell’ultimo libro di Jérôme Baschet le origini cristiane dell’idea di persona.

native

L’anima di Orlando portata dagli angeli in Paradiso – miniatura dalle “Grandes Chroniques de France”, 1375-1400 – Parigi, BnF.

Non succede spesso che uno storico medievista ponga al suo ambito di studi domande che nascono dall’attualità, e cerchi di rispondere attraverso una ponderosa e approfondita ricerca. Questo approccio inedito fa dell’ultima opera di Jérôme Baschet (Corps et âmes. Une histoire de la personne au Moyen Âge, Paris, Flammarion, 2016, pagine 408, euro 26), importante studioso francese che è stato allievo di Le Goff, un libro particolarmente interessante. L’interesse si fa ancora più forte vedendo che la domanda riguarda un tema essenziale, la concezione di persona, e le sue origini cristiane. Quanto di questa radice religiosa ha influito nel creare la specificità della cultura occidentale? Quanto ha determinato quella separazione fra spirito e materia che rende diversa questa cultura da tutte le altre che si basano invece su concezioni moniste dell’essere umano? Separazione decisiva perché poi corrisponde a una netta divisione fra l’essere umano e il mondo animale e, più in generale, fra l’essere umano e il mondo naturale, che diventa così campo libero da conquistare con la tecnica. Continua a leggere

Pubblicato in Fede & filosofia, Storia & Personaggi | 17 commenti

Vestirsi nel Medioevo: teoria e pratica.

Per cortesia di Maria Grazia di Stefano.

Negli ultimi anni, all’interno del mondo dell’editoria storica, soprattutto quella dedicata al Medioevo, si è assistito ad un crescente interesse per lo studio dell’abbigliamento e della moda: si tratta però soprattutto di lavori dedicati agli aspetti storico-sociali del vestire, all’evoluzione del gusto e al bagaglio di concetti ad esso sottintesi, in saggi di studiosi di tutto rispetto come Maria Giuseppina Muzzarelli in Italia e di Michel Pastoureau in Francia. Nell’ambito della rievocazione storica un simile approccio è certamente utilissimo per inquadrare i vari significati del vestirsi in un mondo totalmente diverso dal nostro, ma si ha l’impressione che il discorso resti sul piano puramente teorico, senza toccare alcuni aspetti pratici che ai rievocatori interessano molto: qual era la forma esatta di una cotta o di una giornea? Quali stoffe erano usate per confezionarle? Come venivano indossate?
Per questo, ultimamente hanno visto la luce una serie di pubblicazioni sull’argomento esplicitamente rivolte ad un pubblico di rievocatori, oppure scritti direttamente da loro, come nel caso del pionieristico volume Adla Magione del Tau di Andrea Guerzoni e Remo Buosi edito nel 2000 e poi nei 2004. Alla prima categoria appartiene il lavoro di Loredana Imperio, Vestire nel Medioevo, appena pubblicato dalle Edizioni Penne & Papiri nella seconda ristampa aggiornata. Continua a leggere

Pubblicato in Living History | 1 commento

Viaggiare tra banditi e unicorni

di Franco Cardini

Nel Medioevo non si muovevano solo pellegrini e mercanti ma pure mercenari, sbandati, curiosi.

66

Marco Polo lascia Kubilaï Khan – miniatura da “Il Milione”, Parigi, 1410-1412 – Parigi, BnF.

Non sono troppi, in Italia, gli storici à part entière: quelli che dominano seriamente la ricerca d’archivio ma non per questo trascurano la dialettica storiografica; che mostrano di sapersi avventurare nei pericolosi meandri della storia generale ma al tempo stesso accettano la sfida della microstoria; che si mostrano fedeli alla storia delle strutture socioeconomiche ma nondimeno avvertono il fascino della storia della cultura e delle idee, perfino di quella che per breve intenso periodo è stata definita «delle mentalità». Da noi, ad esempio, il compianto Vito Fumagalli ne era un esempio splendido. E oggi, se ne dovessi cercare altri almeno tra i medievisti, penserei a pochi nomi tra cui senza dubbio Maria Serena Mazzi. Pistoiese, laureatasi con un’impegnativa tesi di storia della storiografia che nel giorno della discussione la condusse a un serrato dibattito nientemeno che con Ernesto Sestan, la Mazzi ha poi scritto di storia della sanità e dei costumi sessuali, di questioni della corte estense quattrocentesca, di esecuzioni capitali, di cose toscane e anche di viaggi medievali: non solo pellegrinaggi, non esclusivamente viaggi di mercatura o di avventura. Continua a leggere

Pubblicato in Vita quotidiana & Curiosità | Lascia un commento

Il cammino delle ortiche

Questo slideshow richiede JavaScript.

Per una giovane e ancora inesperta rhizotomoe in erba, intraprendere il cammino delle ortiche significa addentrarsi in un sentiero rischioso.
Non solo perché, fresche, pungono dannatamente e dunque bisogna fare molta pratica nel raccoglierle a mani nude se non ci si vuole ritrovare pieni di bolle il giorno dopo, ma perché, per una donna che aspira a radicarsi profondamente nel femminile, rappresenta la prova suprema: l’incontro con il maschile.
L’ortica è infatti la pianta virile per eccellenza: calda e secca come il seme dell’uomo, legata all’elemento del fuoco e al sole d’estate, posta sotto la protezione di Marte, l’essenza della guerra e della virilità stessa. Tutte cose che una donna deve maneggiare con cautela, o possono rivoltarsi contro di lei. Credo non fosse un caso se le donne che la raccoglievano, prima di andare, recitassero un’Ave Maria e, se capitava loro di pungersi, si difendevano con la giaculatoria «in sconto dei miei peccati». Continua a leggere

Pubblicato in Messaggi personali racconti & poesie | Lascia un commento

Re Artù. Un cavaliere per tutti

di Cesare Segre

A Parigi una mostra con centinaia di manoscritti ha ricostruito i mille temi della leggenda.

Royal 20.A.II, f.4

Re Artù – Miniatura, Inghilterra, 1 quarto XIV sec., Londra, BL.

Il mito resta ricco e vitale, capace di adattarsi a ogni cultura
La mistificazione può avere un successo anche enorme. Basta pensare alla Storia dei re di Bretagna, scritta da Goffredo di Monmouth in latino prima del 1138, che racconta le vicende della Bretagna e dell’Inghilterra dopo l’evacuazione dei Romani (410 d. C.). Vi campeggia la figura di Artù, re guerriero in lotta contro i tentativi d’invasione da parte degli Anglosassoni (sec. VI). Artù, allievo del mago Merlino, estrae dalla roccia la spada Excalibur, conquista la Gallia, combatte con successo l’imperatore di Roma, e cade ferito a Salisbury, ad opera di Mordred, nipote traditore. Si fa trasportare nell’isola di Avalon, dalla quale tornerà un giorno per liberare il suo popolo dalla dominazione straniera. Continua a leggere

Pubblicato in Vita quotidiana & Curiosità | 1 commento

“Medieval Experience” a Zumelle

01-Castello-Zumelle-FSovilla

Scorcio del castello di Zumelle.

È conosciuto come il castello meglio conservato della Valbelluna, al confine tra Veneto e Friuli: nato come presidio romano nel I secolo d. C., il castello di Zumelle, nel Bellunese, divenne nel Trecento la residenza della famiglia da Camino, signori del Trevigiano. Restaurato negli anni ’60 e negli anni ’90, dall’aprile 2015, il castello e relativo parco ha di nuovo riaperto i battenti dopo un lungo periodo di chiusura, ma in una veste molto particolare: un vero e proprio parco tematico, nel quale sono stati ricreati gli ambienti del villaggio e del castello come dovevano apparire nel suo periodo di massimo splendore, il XIV secolo. Non solo, si tratta di una struttura ricettiva a tutti gli effetti, con stanze per pernottamento, bar e ristorante. Continua a leggere

Pubblicato in Living History | Lascia un commento