C’era una volta… Trotula

Per cortesia di Federica Cafaro

Il maleficio di una strega malvagia ha rubato il sorriso ai bambini, e solo l’arte di una medica di nome Trotula può restituirglielo.
Così inizia il delizioso libro per bambini Trotula e il Giardino Incantato, una storia che ha per protagonista proprio la più nota rappresentante femminile della Scuola Medica Salernitana, la medica Trotta detta Trotula. Una storia con tutti gli ingredienti della fiaba, che racconta Trotula e la Scuola Medica Salernitana a misura di bambino, mescolando reale e immaginario, personaggi vissuti in epoche diverse come Alfano e Matteo Silvatico, una fata di nome Fusandola e una sirena venuta da lontano; d’altronde, anche nel Medioevo Trotula entrò nella tradizione poetica e popolare del Nord della Francia e dell’Inghilterra con il nome di Dame Trot.
Questo libro è opera collettiva di una intera squadra di autori, in primis il trio di soci Roberta Pastore, Anella Mastalia e Valerio Calabrese, ma coinvolge altre professionalità, come quella di Federica Cafaro, 31 anni, laureanda in Architettura all’Università Federico II di Napoli, autrice delle illustrazioni i cui colori mediterranei illuminano le pagine. Sono curiosa di sapere come ci sia finita in questo progetto.

Per cortesia di Federica Cafaro

«Conoscevo già Valerio Calabrese, frequentiamo entrambi la rassegna Libri d’Estate a Paestum,» risponde Federica. «Gli ho fatto vedere alcuni miei disegni, e gli sono piaciuti così tanto che mi ha coinvolta nel progetto; io non conoscevo la figura di Trotula, ma quando ho cominciato a scoprirla mi è piaciuta subito l’idea di raccontarla ai più piccoli.»
Bisogna sapere che Federica, oltre ai suoi studi di architettura, ha frequentato per tre anni la scuola di fumetto Comix di Napoli, più vari workshop a Firenze, Roma, Padova. Sotto la sua matita prende vita una Trotula vestita di rosso, dai capelli e dagli occhi blu.
«Il primo passo è stata la ricerca sull’iconografia, per poi reinterpretarla a misura di fiaba,» spiega Federica. «Ho dato la preferenza a colori caldi, che potessero evocare il Mediterraneo.»
Ma come appare un personaggio come Trotula agli occhi di una disegnatrice?
«Al primo impatto l’avevo immaginata come una fata,» racconta Federica. «Poi, confrontandomi con gli altri, siamo arrivati a una visione più collettiva, e a un personaggio più “quotidiano”, con cui i bambini potessero identificarsi.»
Un discorso a parte lo merita Ory, la sirena venuta da lontano che spezzerà l’incantesimo, la quale, come sottolinea Federica, «ha tratti africani e un nome, Ory, che viene dalla tradizione kenyota». E non a caso: una parte del ricavato della vendita del libro finanzierà borse di studio per ragazze in Kenya attraverso l’ONG Trame Africane. Dunque questo è un libro che parla anche di accoglienza.
A guidare Ory nel golfo di Salerno è un gabbiano, così come dei corvi sono strumenti della maledizione che toglie il sorriso ai bambini. «Gli animali hanno valore simbolico, come in ogni fiaba,» spiega Federica, «soprattutto gli uccelli, messaggeri per antonomasia.»
Da sottolineare che il “progetto Trotula” non si limita al solo libro, ma include un sito web tutto suo, una webserie, gadgets in tema, e addirittura un’apposita casa editrice, la Talea. Dovremmo aspettarci anche un’edizione in Inglese?

Per saperne di più:
Trotula – il sito.

Informazioni su Mercuriade

Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e con il giornale on-line "Citizen Salerno" e ora collaboro con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e come rievocatrice indipendente promuovo la Scuola Medica Salernitana, gloria della mia città.
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