Il sesso secondo la Scuola Medica Salernitana: Costantino l’Africano e il “De Coitu”.

Donna che si rade il pube, bassorilievo da Porta Tosa, XII secolo – Milano, Museo d’arte antica del Castello Sforzesco.

Nell’immaginario collettivo, e nella cultura popolare, se c’è mai stato nella Storia un periodo sessuofobo, quello è stato il Medioevo. Un tempo dominato dalla Chiesa, il quale non avrebbe risparmiato nessuno sforzo per reprimere e proibire, anzitutto demonizzando l’eros, e la donna, veicolo di lussuria: l’unico ambito in cui il sesso potesse essere tollerato sarebbe stato il matrimonio, ma solo tollerato, in quanto, come afferma una frase molto citata (tra l’altro estrapolandola dal suo contesto, ovvero la lettera successiva al sinodo di Roma tra il 380 e il 390), sono le nozze a fornire i vergini.

Obscenum, XI-XII sec. – Chiesa di St. Mary and St. David, Kilpeck, Herefordshire, Inghilterra.

In realtà basta scorrere bene i testi, al di là delle correnti sessuofobe e di pamphlet come quelli contro gli abusi del clero che circolano soprattutto nel corso dell’XI secolo, per accorgersi che di sessualità nel Medioevo ne parlano tutti con la massima libertà: non solo i medici, ma anche poeti e letterati, giuristi e canonisti, perfino i monaci; la letteratura medievale abbonda di scene erotiche, anche molto spinte, mentre i cosiddetti “obscena” delle cattedrali romaniche mostrano sfacciatamente organi sessuali maschili e femminili perfino in chiesa.
I medici, dal canto loro, compresi quelli della Scuola Medica Salernitana, considerano il sesso parte integrante a tutti gli effetti delle funzioni umane, esattamente come il mangiare, il sonno, il moto, il bagno, e che dunque va assecondato, naturalmente nei giusti limiti e nelle giuste situazioni, come tutto il resto. Secondo il Regimen Sanitatis, ad esempio, il sesso fa bene, è salutare e contribuisce a una vita sana, ma solo se praticato con moderazione, e in primavera, autunno e inverno (il periodo più adatto per le “lune di miele” è tra novembre, dicembre e gennaio): d’estate è sconsigliatissimo per il troppo caldo che toglie le forze, così come è sconsigliato durante le mestruazioni della donna.
Medici e chirurghi come Giovanni Plateario e Ruggiero da Frugardo, nel passare in rassegna nei loro trattati tutte le malattie “dal capo ai piedi”, non hanno certo pudori a descrivere i problemi e le disfunzioni dell’apparato riproduttivo, dell’uomo come della donna, e a consigliare i loro rimedi.
Ci sono perfino trattati interamente dedicati a quelli che nel Medioevo sono chiamati gli “organi generativi”, come quelli sulle malattie delle donne attribuite alla medica Trotta detta Trotula, o il De Coitu ( il cui titolo non ha bisogno di traduzione) di Costantino l’Africano. Questo personaggio è originario di Cartagine, e verso il 1076 approda prima a Salerno e poi a Montecassino, dove prende l’abito di San Benedetto, dedicando la sua vita a tradurre in Latino molti testi della medicina greca, ebraica e araba, come il Pantegni e il Viaticum. Non si sa se il De Coitu sia un’opera originale di Costantino o la traduzione di un trattato arabo; certo è che l’influenza araba è molto forte nel testo, soprattutto nella continua comparsa di piante o droghe di origine orientale.

Scena erotica – particolare dalla Tappezzeria di Bayeux – inizio XII secolo.

Il trattato si basa naturalmente sulla grande tradizione medica di Ippocrate e Galeno, citati continuamente nel testo, ma attinge a piene mani anche dalla tradizione medica araba. La teoria di fondo è sempre quella greco-romana dei quattro umori, e su questa base, Costantino annovera l’attività sessuale tra le cose che fanno bene alla salute, insieme all’esercizio, al bagno, al cibo, al bere e al sonno: arriva a sostenere che l’eiaculazione sia necessaria agli uomini per eliminare la “fumosità” ed eliminare malattie fisiche e mentali (ancora oggi i medici discutono se l’eiaculazione regolare possa prevenire il cancro alla prostata, oltre che aggressività, ansia e depressione).

… il coito elimina le negatività dell’organismo, mitiga il furore, giova ai melanconici, ridona la ragione ai dementi e libera dall’eccitazione sessuale […].

La particolarità di questo trattato è che è dedicato esclusivamente all’apparato riproduttivo maschile, ma questo significa anche che, al contrario di quanto comunemente viene creduto, la sterilità è ritenuta un problema anche maschile, ad esempio se la natura dell’individuo è troppo fredda e secca e dunque il seme è debole.
Il prologo, però, dice a chiare lettere che l’atto sessuale necessita della donna, che riceve il seme. In questo, Costantino l’Africano sembra seguire la linea di Aristotele, allora nuova nella medicina europea, secondo la quale solo il maschio sia capace di generare e la femmina offra semplicemente il terreno di coltura, e questo non solo per gli esseri umani, ma per tutti gli “animali perfetti”; la linea più seguita dalla Scuola Medica Salernitana invece, di derivazione ippocratico-galenica, concepisce l’esistenza di un “seme femminile” che fornisca al nascituro le qualità del freddo e dell’umido (mentre il seme maschile fornirebbe le qualità del caldo e del secco), e dunque l’idea che ne deriva è che la femmina sia responsabile della generazione nella stessa misura del maschio, a seconda di quale seme prevalga. E in questo, il piacere, maschile e femminile, ha un ruolo fondamentale, perché è proprio con il piacere che avviene l’emissione del seme; se manca il piacere, nell’uomo come nella donna, l’atto è sterile.

Piastra apotropaica, XIV sec. – Bruges, collezione privata.


Il De Coitu fornisce persino delle ricette di rimedi che “giovano al coito”, ovvero di pozioni capaci di accrescere il desiderio sessuale, e persino di unguenti che favoriscono l’erezione; Costantino afferma addirittura in alcuni casi di aver sperimentato personalmente sui suoi pazienti alcune ricette e di averle trovate efficaci. Consiglia apposite diete per aumentare la produzione di sperma, ovvero cibi come ceci, rape e fave, conditi con spezie come il pepe lungo, lo zenzero e il pepe nero.
Al di là di un’impostazione che ricalca pedissequamente la medicina antica e i suoi inevitabili errori di anatomia, il De Coitu rivela un’insospettata modernità proprio per il suo approccio olistico, e alcuni degli ingredienti che Costantino utilizza per i suoi preparati, come il pepe nero, la zucca e la cannella, sono ancora oggi utilizzati in erboristeria per le disfunzioni sessuali, oppure in profumeria, come il muschio. D’altra parte gli olii, i massaggi e gli impacchi caldi per risvegliare il desiderio sessuale sono tecniche ormai certificate dalla moderna sessuologia.
Dunque il monaco e studioso di medicina Costantino l’Africano, nell’XI secolo, non trova niente di strano né a interessarsi di sesso né tantomeno a dare consigli per rendere il rapporto più efficace e piacevole. Niente male, per un’epoca che ancora oggi bolliamo come “sessuofoba”.

Bibliografia:
Alessandro Barbero, La vita sessuale nel Medioevo – Festival del Medioevo, 2019;
Jacques Rossiaud, Sexualités au Moyen âge, Parigi, Gisserot, 2012;
Giuseppe Lauriello, La sessualità nel Medioevo. Il “Liber de coitu” di Costantino l’Africano, Tuscania (VT), Edizioni Penne & Papiri, 2020;
Maurizio Bifulco, Emmanuele A. Jannini, Vieri Boncinelli, Simona Pisanti, The modernity of medieval sexual medicine, in “Fertility and Sterility. Editorial Office, American Society for Reproductive Medicine”.

Informazioni su Mercuriade

Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e con il giornale on-line "Citizen Salerno" e ora collaboro con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e come rievocatrice indipendente promuovo la Scuola Medica Salernitana, gloria della mia città.
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2 risposte a Il sesso secondo la Scuola Medica Salernitana: Costantino l’Africano e il “De Coitu”.

  1. mary ha detto:

    interessante come sempre, brava Federica!

  2. newwhitebear ha detto:

    molto interessante come il solito

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