Principatus Salerni, III edizione – Alto Medioevo mediterraneo

Solo pochissimo tempo prima non ci avremmo nemmeno osato sperare, ma alla fine è accaduto: la terza edizione dell’evento made in GensPrincipatus Salerni” si è fatta, il 26 e il 27 ottobre, ed è stato un successo spettacolare. E il tutto grazie ad un nostro progetto che ha avuto l’approvazione del Fondo per le Rievocazioni Storiche del Ministero per i Beni Culturali e ci ha permesso di tradurlo in realtà senza passare quasi un anno a vendere biglietti della lotteria. Abbiamo potuto così permetterci di avere non solo i nostri fedelissimi longobardi di Fortebraccio Veregrense e Benevento Longobarda e gli Orientali pugliesi degli Imperiales Friderici II, ma anche la Militia Buxenti di Caselle in Pittari, l’Ordine del Lupo di Avellino e i Pugliesi Historia Bari.
Finalmente, dopo ben quattro anni, Salerno ha potuto rivivere l’atmosfera degli anni 871-872, quando la città fu assediata dagli Agareni (Saraceni), con il suo sapore multietnico e multiculturale; nonché l’adrenalina di una battaglia vera, quella finale tra gli assedianti e gli assediati.

La faccia della stanchezza.

Premetto che personalmente non ho potuto godermi molto, per colpa delle mie scarpe storiche nuove, talmente strette che a stento potevo alzarmi dal mio sgabello senza sentire i piedi bruciarmi peggio di quelli di Pinocchio quando ebbe la brillante idea di poggiarli sul braciere.
Il mio banco della medicina era allestito nel Tempio di Pomona, l’antico palazzo arcivescovile di Salerno, all’interno del quale avevamo allestito un percorso di vita quotidiana, con a destra la sezione dedicata ai Longobardi e a sinistra quella dedicata agli Agareni.

Il Tempio di Pomona

La scenografia, a mio parere, non poteva essere più indovinata: una grande sala divisa a metà da colonne di spoglio, dall’atmosfera molto altomedievale (una buona idea per la prossima edizione potrebbe essere allestirvi il palazzo del principe, con tutto il mobilio e i suppellettili ricostruiti). Un Alto Medioevo, però, diverso da quello cui ci hanno abituati il cinema e le serie televisive: un Alto Medioevo mediterraneo, fatto sì di scarpe in stile germanico confezionate dal bravo Alberto Visani, di spade e armature a scaglie o a cotta di maglia, ma anche di stoffe preziose provenienti da terre lontane, da gioielli esotici e ceramica invetriata, roba che il commercio portava a Salerno dal Nord Africa e dal Medio Oriente fin dal tempo di Arechi II. Perché l’Alto Medioevo è anche questo, ed è tempo che anche il grande pubblico se ne renda conto.

Cariperga e la sua cucina.

Certo, problemi ce ne sono stati, non bisogna negarselo: organizzare un evento, prestando attenzione anche al minimo imprevisto è una FATICACCIA IMMANE, e chi ci si imbarca deve esserne consapevole. Anche la coesione del gruppo viene messa a dura prova, perché è molto facile lavarsene le mani e scaricare le patate bollenti sulle spalle dei responsabili, i quali, sotto un peso del genere, rischiano seriamente di crollare (e chi potrebbe biasimarli?)
Per fortuna, il successo di pubblico è stato tale da ripagarci anche dei momenti più tesi in cui siamo stati tentati di abbandonare tutto: il campo è stato affollatissimo per tutti e due i giorni, e questo nonostante non fosse prevista una parte gastronomica (questo per sfatare il mito che tutto ciò che interessa al pubblico di una rievocazione storica è mangiare). E non si trattava solo di Salernitani: vi erano anche viaggiatori che arrivavano da molto lontano, compreso un docente all’Università di Firenze rimasto incantato dalla dolcezza della nostra cuoca Cariperga.

L’incoronazione di Guaiferio

La fidelizzazione del pubblico, soprattutto salerntiano, abbiamo potuto toccarla con mano in tutte quelle persone cui non è bastato venire a visitare il nostro campo il sabato, ma che sono tornati anche l’indomani. Una signora che ha seguito Alberto la realizzazione di una carbatina da parte di Alberto, ed è voluta tornare il giorno dopo per vederla finita!!
Molto apprezzati sono stati i “momenti forti” (a parte la battaglia) che hanno scandito la domenica: il matrimonio longobardo e l’incoronazione del principe: dopo la “cerimonia”, gli “sposi” (il presidente & relativa consorte) hanno perfino ricevuto gli auguri del pubblico!

Una longobarda tra due agarene.

Per quanto mi riguarda, però, preferisco sempre i momenti che restano: la gioia di poter ritrovare vecchie conoscenze e vedere finalmente dal vivo chi avevo potuto contattare solo tramite internet, quella di scoprire aspetti sempre nuovi di una stessa persona. Come la danza di Serena, che ha animato la serata di sabato, che si muoveva sensuale e prudente come un serpente in mezzo a ben due spade che roteavano attorno a lei (io avrei avuto una fifa blu). O come la forza erculea di Angelo (che non so dove trovi), capace di portare per un centinaio di metri con un braccio solo un mortaio di pietra del peso di 5 Kg!!!
Aveva ragione Petrarca: tra tutto ciò che sta in Cielo e in Terra, non c’è nulla di più meraviglioso dell’uomo.

Informazioni su Mercuriade

Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e con il giornale on-line "Citizen Salerno" e ora collaboro con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e come rievocatrice indipendente promuovo la Scuola Medica Salernitana, gloria della mia città.
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2 risposte a Principatus Salerni, III edizione – Alto Medioevo mediterraneo

  1. newwhitebear ha detto:

    veramente interessante questa manifestazione.

  2. Luca ha detto:

    Che bello! 🙂

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