Tra sogni ed emozioni, il Medioevo invisibile

di Alessandro Zaccuri

Nuovi studi ed edizioni dei testi d’epoca sfatano il mito di un’Età di Mezzo irrazionale. Al contrario, teologia e letteratura si allearono per dare una visione più ampia della realtà.

Pagina del Somnium Danielis, Francia-Inghilterra, primo quarto XIV sec. – Berlino, Staatsbibliothek.

Umberto Eco raccontava che Renate, sua moglie, era rimasta abbastanza colpita dalle ultime pagine de Il nome della rosa. D’estate in campagna ti rifiuti sempre di guardare i falò, gli aveva detto la donna, allora come hai fatto a descrivere così bene l’incendio della biblioteca? Perché so come un uomo del Medioevo avrebbe guardato il fuoco, aveva risposto il professore. Non è soltanto una battuta: il nostro rapporto con il passato si basa anche sulla possibilità di accedere alla dimensione più nascosta della storia, quella che di solito non trova posto nei resoconti di alleanze politiche e battaglie, ma che spesso ne determina l’esito. È il territorio invisibile dei sogni e delle emozioni, del quale forniscono testimonianza la letteratura e la teologia, il pensiero filosofico e la raffigurazione artistica. Non tutte le epoche sono ugualmente generose di documenti relativi a questa zona di decisiva penombra, ma senza dubbio il Medioevo è generosissimo di materiali al riguardo. A ricordarcelo provvedono adesso due libri che, pur diversi per impostazione, si rivelano ugualmente preziosi per addentrarsi nei meandri della passione e dell’immaginazione. Si tratta rispettivamente di Medioevo sensibile (traduzione di Gian Mario Cao, Carocci, pagine 376, euro 32,00), nel quale gli storici francesi Damien Boquet e Piroska Nagy propongono una «storia delle emozioni» fra il III e il XV secolo, e il Dizionario dei sogni nel Medioevo (Olschki, pagine XII+402, euro 35,00) allestito dall’italianista Valerio Cappozzo sulla scorta di numerose versioni, in latino e in volgare, del Somniale Danielis, senza dubbio il più fortunato e longevo tra i manuali di oniromanzia diffusi in Europa a partire dalla tarda antichità.

Letti in parallelo, i due corposi volumi contribuiscono a sfatare uno dei pregiudizi più tenaci che ancora gravano sull’Età di mezzo. Ci riferiamo al sospetto di irrazionalismo che, nel linguaggio corrente, viene considerato quasi un sinonimo del Medioevo stesso, in una riproposizione meccanica e in buona sostanza immotivata del pregiudizio positivista sui cosiddetti “secoli bui”. Tanto lo studio di Boquet e di Nagy quanto la ricognizione di Cappozzo dimostrano semmai il contrario, e cioé che, proprio a partire dalla constatazione che nell’essere umano esistono elementi non riconducibili alla ragione, il Medioevo elabora una serie di strumenti capaci di contenere eventuali derive irrazionaliste. Certo, le categorie che ne derivano appartengono a un orizzonte concettuale molto diverso rispetto a quello contemporaneo, ma non per questo possono essere screditate a posteriori.
Prendiamo il caso dei sogni, che giustamente nella sua introduzione Cappozzo inserisce nel contesto di un «reale» più ampio di quello che ci è stato poi consegnato dalle scienze sperimentali. Ma anche in questa realtà allargata, sempre disponibile alla rivelazione e all’intervento divino, non tutto si colloca sullo stesso livello. Prima dell’oniromanzia propriamente intesa (l’interpretazione del messaggio profetico presente nel sogno) viene infatti l’onirocritica, che è la distinzione tra sogni veritieri e sogni ingannevoli. Questi ultimi, in particolare, derivano dall’uomo stesso, dalle sue condizioni fisiche o da altre suggestioni momentanee. Il lavoro di decifrazione si applica solamente ai sogni di origine celeste, attraverso una serie di rispondenze di cui il Somnium Danielis offre una sistemazione molto efficace nella sua immediatezza. Convenzionalmente attribuito al profeta biblico Daniele, il testo si forma in ambito greco attorno al IV secolo e viene tradotto in latino, dando luogo a una sequenza di adattamenti a volte privi di indicazioni specifiche e che ora vengono ricondotti a un quadro d’insieme grazie all’eccellente ricerca di Cappozzo. Il meccanismo è lo stesso su cui si basa la Smorfia napoletana (oltre a diverse applicazioni per smartphone attualmente in voga, aggiunge il curatore): una corrispondenza pressoché fissa tra situazione onirica e contenuto divinatorio, ingenua in apparenza ma nondimeno molto feconda in sede letteraria, se è vero che anche i sogni della Commedia dantesca o del Decameron rispondono alla logica combinatoria del Somniale.
Un’analoga grammatica simbolica riguarda il dominio delle emozioni, esplorato da Boquet e Nagy mediante il ricorso a un vastissimo repertorio di fonti, che vanno dalla prima età patristica fino a quello che, sulla scorta del capolavoro di Johan Huizinga, si devinisce abitualmente «autunno del Medioevo». La contrapposizione fondamentale si delinea già fra IV e V secolo: da un lato c’è l’atteggiamento rigorista che Evagrio Pontico eredita dalla tradizione stoica e che comporta la condanna delle passioni come nocive per la vita spirituale; sull’altro versante, Sant’Agostino può essere considerato il portavoce di una concezione più originalmente cristiana, secondo la quale le passioni appartengono al disegno della Creazione, all’interno del quale vanno riconsiderate e ricondotte. In entrambi i casi si viene a configurare un governo delle emozioni che trova nell’esperienza monastica la sua più caratteristica sede di elaborazione. Uno dei meriti di Medioevo sensibile consiste nella chiarezza con cui, fin dall’inizio, gli autori fanno discendere le concezioni di volta in volta esaminate dalla dottrina dell’Incarnazione, in una prospettiva di «realismo eucaristico» che, nella sua complessità, porta ad attribuire un significato rilevante all’insorgere delle emozioni. La codificazione dell’amore cortese e il diffondersi di pratiche devozionali sempre più coinvolgenti segnano l’apice della mentalità medievale, anche attraverso la ripresa di intuizioni già presenti nel pensiero delle origini cristiane. Si considerino, nella fattispecie, le declinazioni successive della vergogna, la cui valutazione positiva si richiama al sentimento provato dai progenitori nell’Eden subito dopo la caduta. Nel corso del tempo, questa percezione della propria colpa e inadeguatezza si afferma come valore discriminante in ambito cavalleresco e, da ultimo, politico, così come politica diventa tutta la casistica delle emozioni regali, fra le quali spicca l’ira, terribile attributo che accomuna ulteriormente il monarca a Dio.
Sia Medioevo sensibile sia Il dizionario dei sogni nel Medioevo ribadiscono l’immagine di un millennio straordinariamente vivace per duttilità intellettuale. È la parte invisibile della storia d’Europa, appunto, e in quanto tale non può essere una storia soltanto europea. I contatti con il mondo musulmano si rivelano essenziali per arricchire il repertorio di raffigurazioni fantastiche del Somniale Danielis, ma anche per rafforzare le premesse medico-scientifiche su cui poggia l’analisi delle emozioni nel periodo della Scolastica. Un intreccio che gli specialisti come Cappozzo conoscono molto bene e che oggi andrebbe forse interpretato come una volta si interpretavano i sogni, le lacrime e gli altri segni del linguaggio silenzioso che da sempre ci permette di essere ascoltati e, più che altro, di ascoltare.

da “Avvenire”, 26/07/2018

Per saperne di più:
Damien Boquet, Piroska Nagy, Medioevo sensibile : una storia delle emozioni (secoli III.-XV), Roma, Carocci, 2018;
Valerio Cappozzo, Il dizionario dei sogni nel Medioevo: il Somniale Danielis in manoscritti letterari: Firenze, Olschki, 2018.

Annunci

Informazioni su Mercuriade

Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e con il giornale on-line "Citizen Salerno" e ora collaboro con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e come rievocatrice indipendente promuovo la Scuola Medica Salernitana, gloria della mia città.
Questa voce è stata pubblicata in Fede & filosofia. Contrassegna il permalink.

2 risposte a Tra sogni ed emozioni, il Medioevo invisibile

  1. Un articolo davvero interessante, esaustivo e ricco di spunti.
    Condivido e prendo nota dei suggerimenti di studio.

  2. newwhitebear ha detto:

    non sono uno studioso ma l’articolo, come molti altri in precedenza noffrono corposi spunti di riflessione e materiale da leggere.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...