Il nuovo debutto di Mercuriade

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Iniziare un nuovo percorso è come salpare per una terra sconosciuta: conosci la tua nave, gli strumenti di navigazione che hai a tua disposizione, ma non puoi sapere dove ti porterà. Per quanto tu possa mettere tutto nero su bianco, studiare tutte le possibili combinazioni, non c’è niente da fare: non saprai mai quale sarà il risultato che salterà fuori. 
È questo lo spirito con cui un’eterna rievocatrice alle prime armi come me deve affrontare i nuovi progetti, anche se è in compagnia di un personaggio che crede di conoscere ormai bene come Mercuriade, e cui ha dato tutto quel che poteva dare, compreso un vestito nuovo con tutti i crismi della fedeltà storica. 
E in un progetto c’è sempre l’altra parte, coloro cui lo presenti e che dovranno lavorare insieme a te, che lo dovranno adattare alle loro esigenze, e che potrebbero tanto arricchirlo quanto snaturarlo.
Senza contare gli imprevisti, le rogne dell’ultimo momento, la disponibilità del pubblico a recepire la tua martellante campagna pubblicitaria con tutti i mezzi possibili, dal telefono, ai social.
Insomma, tutto è possibile, il successo come il fiasco.

Dunque, la cosa migliore in questi casi è rilassarsi e godersi ogni momento come se il risultato, tutto sommato, non contasse più di tanto.
E così, il primo appuntamento del ciclo “Mercuriade: le lame e gli unguenti” organizzato sabato 27 aprile con gli amici della Cooperativa Galahad al Museo Virtuale della Scuola Medica Salernitana si è rivelato un piacevole modo per mettersi alla prova: ad esempio, su come mettere in piedi dal nulla un abbigliamento basilare duecentesco più o meno guardabile per mio povero paziente Gianluca (il sostantivo vale anche come aggettivo in questo caso) con quello che avevamo nell’armadio, essendo il nostro “costumista” venuto meno; o sull’immaginare come saresti se ti trovassi sul serio a prestare il primo soccorso a un epilettico (che per i Medievali, almeno per quelli colti, non aveva niente a che vedere con un indemoniato), e scoprire che i consigli e i divieti di Giovanni Plateario, con qualche piccolo aggiustamento, possono essere validi ancora oggi.
Alla fine ti accorgi che il successo non è nel numero di chi ti ha seguito, ma nell’interesse con cui ti hanno seguito, e questo si vede anche dalla sottigliezza a volte anche traditrice delle domande che ti pongono, e dagli stimoli che ti lanciano per arricchire ulteriormente gli altri appuntamenti che faranno parte del progetto.
Ma su questo non svelerò niente, Mercuriade vi aspetta per scoprirli prossimamente…  

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Informazioni su Mercuriade

Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e con il giornale on-line "Citizen Salerno" e ora collaboro con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e come rievocatrice indipendente promuovo la Scuola Medica Salernitana, gloria della mia città.
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