Un sogno di nome Trotula

Ed ecco finalmente svelata la sorpresa che bolliva nella pentola del Quartetto Hartmann, del quale più volte abbiamo avuto modo di apprezzare lo stile in bilico tra Medioevo e modernità, e tra le due sponde del Mediterraneo: un album, il loro primo album, dedicato a Trotta detta Trotula, l’emblema stesso del lato femminile della Scuola Medica Salernitana. Siete curiosi di sapere il perché? Lo chiedo a Carlo Roselli, leader del gruppo.

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Copertina dell’album. Per cortesia di Carlo Roselli.

«Filo conduttore dell’album sono i testi che a Trotula ha dedicato lo scrittore Antonio Petti, – rivela, – che noi stiamo cercando di trasformare in uno spettacolo teatrale. E poi Trotula appartiene a Salerno, alla nostra terra; naturalmente non per fare campanilismo, ma per indicare una direzione, quella al femminile. E io ritengo che sia una presa di posizione non da poco, quasi un atto rivoluzionario, soprattutto in questi tempi.»
Attenzione, però, non lasciatevi ingannare dal titolo: se vi aspettate un album di musica medievale, avete completamente sbagliato strada.
«Il repertorio medievale è quello con cui il nostro gruppo ha avuto inizio, – precisa Carlo, – ma ormai lo stiamo abbandonando perché abbiamo trovato il nostro suono. Certo, nel nostro album ci sono pezzi medievali arrangiati alla nostra maniera, ma ora ci rivolgiamo anche all’India del Nord e all’Afghanistan. Inoltre al liuto e ai tamburi affianchiamo strumenti come il contrabbasso e il clarinetto. Insomma, il nostro è un approccio nuovo, se contiamo anche le voci narranti, interpretati da attori come Alberto Ferraro.»
Se dovesse definire questo primo album, Carlo Roselli quali parole userebbe?
«Tanta tradizione, ma anche tanta libertà creativa a più livelli. Possiamo dire che l’album si sta formando strada facendo, e definisce un percorso anche compositivo.»
E anche il supporto che hanno scelto è piuttosto inusuale: non il CD, non il digitale, ma il vinile. Perché?
«Perché il vinile ci piace, – confessa ridendo Carlo. – Il vinile è un oggetto importante, che ha un valore e una storia, non è la stessa cosa di un CD. Il vinile, inoltre, permette un ascolto molto più complesso, ed è più duraturo del CD che noi in passato volevamo credere fosse eterno»
Per permettere a questo progetto di realizzarsi, e affrontare le spese di registrazione, missaggio e produzione, gli Hartmann hanno scelto la tecnica del crowdfunding: l’obiettivo è raccogliere 1500 euro in due mesi per produrre 300 copie numerate di vinile, con tanto di copertina xilografata a mano da una dei membri dell’ensemble, Renata Frana. Il crowdfunding prevede una serie di ricompense a seconda dell’importo, a partire dall’ascolto dell’album in digitale.
Non siete curiosi di ascoltare il risultato?

Per contribuire:
Musicraiser – Hartmann – Trotula

 

Informazioni su Mercuriade

Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e con il giornale on-line "Citizen Salerno" e ora collaboro con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e come rievocatrice indipendente promuovo la Scuola Medica Salernitana, gloria della mia città.
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