M’illumino di… Trotula

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Jorit, “Trotula”, murales, 2019.

Da qualche settimana, il parcheggio di Via Vinciprova a Salerno è illuminato da un volto di donna, mediterraneo, quotidiano, i cui occhi intensi, verdi come le erbe che le circondano il volto, sembrano voler indicare una direzione allo sguardo dello spettatore: è “Trotula”, l’ultima opera dello “street-artist” napoletano Jorit Agoch, celebre per avere, con i suoi murales, cambiato il volto dei palazzoni grigi di Scampia attraverso ritratti come quello di Angela Davis e Pier Paolo Pasolini. Volti di persone che hanno lottato per un mondo migliore, con l’arte, con la cultura, o con la loro stessa presenza; volti dipinto a strisce rossastre, come quelli di certe tribù africane o sudamericane, per indicare l’appartenenza di tutta questa gente, che venga dall’Italia o dagli Stati Uniti, che sia di pelle bianca o nera, ad un’unica grande tribù, quella umana. Tribù in cui ora, di diritto, entra anche Trotula.

 

E Trotula è stata anche protagonista, il 1 marzo scorso, dell’iniziativa “M’illumino di meno”, in occasione della Giornata Internazionale del Risparmio energetico: una serata al lume di candela, atmosfera soffusa e rilassata, magari accompagnata dal profumo di cannella e chiodi di garofano di una tisana ayurvedica. Una serata tra musica e teatro a cura del Trio Hartmann, ovvero Daniele Apicella alle percussioni, Renata Frana alla dilruba e Carlo Roselli ai plettri e alla narrazione.
Suggestioni musicali provenienti da un lato all’altro del Mediterraneo, intervallate da brani della piéce teatrale “Trotula” di Antonio Petti.

Chesta è ‘na storia antica, ‘na storia ‘e tanto tiempo fa. Qualcuno dice che è una favola, che non è vero niente, qualcuno dice che è una storia vera… io saccio che è una storia che si racconta in questa città di mare, di quanno ‘e ciardini erano chini ‘e portualle, ‘e mandarini addoravano e, si cammenave p’a via dd’a muntagna, ‘e noce, ‘e nucelle ‘è truvave pe’ terra.
‘A vita allora era cchiù bella ‘e mo? O è meglio mo? E chi ‘o sape… allora ‘o munno era diverso. Sulamente era brutto che chi stava ‘ngoppa, stava ‘ngopp’assai e chi stava ‘a sotto… stava ‘a sott’assai, ma proprio assai! Steva ‘nguaiato!
Dunque… in questo mondo diverso viveva una persona diversa, ma diversa overamente. Non era una fata ma una persona, una signora… una gran signora!

Abbondano le suggestioni della vecchia Salerno, non necessariamente quella dell’XI secolo, ma quella che conobbero i nostri nonni, quella dei “purtualli“, i grandi dolci aranci che si credeva venissero dal Portogallo, quella dai monti picentini pieni dei noccioleti che ancora oggi sono il fiore all’occhiello di Giffoni; un mondo di contadini, poetico ma molto concreto. Una Salerno piena di erbe: camomilla, ginepro, lavanda, mirto, santoreggia, salvia, rosmarino, issopo, melissa, arancio amaro, cipresso… Tutte erbe che si possono ancora trovare nel Giardino della Minerva, secondo la leggenda creato da un mago per un cavaliere che voleva compiacere la sua innamorata.
La Trotula che emerge da questo percorso di parole e musica non è una fata, ma una persona; una persona diversa, come ci spiega il leader del gruppo, Carlo Roselli:
«Quel che più mi colpisce di Trotula è che lei, donna, non ha operato solo come medico delle donne, ma come medico di tutti; una grande sapiente che ha messo il suo studio al servizio di tutti. E lo poté fare proprio perché viveva in un momento di grande civiltà rispetto ad oggi, un tempo in cui razzismo e maschilismo stanno tornando alla ribalta in modo preoccupante.»
Qualcosa che in fondo collega la musica rievocata dal trio Hartmann al murales di Jorit: una donna comune in grado di cambiare il mondo.

Informazioni su Mercuriade

Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e con il giornale on-line "Citizen Salerno" e ora collaboro con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e come rievocatrice indipendente promuovo la Scuola Medica Salernitana, gloria della mia città.
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