Respice arcanum. Il papa.

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Se c’è qualcosa che davvero mi incuriosisce è quando uno storico si sposta dall’altra parte della barricata e prova a scrivere un romanzo, soprattutto se l’ambientazione ha a che fare con i suoi studi: questo perché chi scrive sa di cosa parla, conosce la complessità dell’epoca in cui fa scorrere la sua trama, e dunque è come guardare la Storia da un altro punto di vista; non più quello del susseguirsi logico di fatti, guerre, paci, ascese e cadute, ma quello delle persone che sono dietro a questi avvenimenti, tutto sommato esseri umani come noi, con i loro sentimenti, i loro vizi e moventi.
Questa curiosità è scattata subito quando ho saputo della pubblicazione di un romanzo storico, edito dalla Penne & Papiri di Tuscania, da parte di una degli specialisti di storia templare (quella vera!!) più accreditati al mondo: Respice Arcanum. Il Papa, di Barbara Frale
Barbara Frale fa parte del comitato scientifico dell’Archivio Segreto Vaticano, è la studiosa che ha scoperto la Pergamena di Chinon, e dunque gettato nuova luce sul processo che segnò la fine dei Templari; ma ha approfondito anche i retroscena e i giochi di potere che dominarono l’Europa tra l’ultimo scorcio del Duecento e i primi decenni del Trecento, con lo scontro tra il Papato da una parte e il re di Francia Filippo IV detto il Bello dall’altra. Panorama in cui giganteggia la figura del pontefice Bonifacio VIII, il diavolo in persona per Dante e Iacopone da Todi, personaggio spregiudicato e abilissimo politico, autoritario almeno quanto il re di Francia, e dunque con lui inevitabilmente votato allo scontro frontale.
Ed è proprio questo “scontro fra titani” lo sfondo del thriller storico Respice Arcanum, primo capitolo di una saga, che si snoda tra le tensioni politiche e diplomatiche tra Bonifacio e re Filippo, e le vicende dei due più giovani nipoti del papa, Crescenzio Caetani, giovane e brillante allievo alla Scuola Medica Salernitana, e la sua sorellina appena adolescente Maddalena, promessa sposa a un cugino del re di Francia e dunque in qualche modo destinata ad essere una “spia” dello zio. Due fratelli dal carattere diversissimo: quanto il primo è logico e razionale, nel pieno spirito aristotelico imperante in quel periodo, così l’altra è emotiva, profonda, e dotata di quella sapienza irrazionale e mistica che è il tratto distintivo delle eroine di Edgar Allan Poe.
Cerniera fra i due piani, e perno del racconto, è un personaggio dall’apparenza ambigua: Arnaldo da Villanova, medico personale del pontefice, circondato dalla fama dubbia di mago e alchimista. Subodorando le avvisaglie della “guerra totale” tra il papa e il re di Francia, Arnaldo decide di punire il re legandolo con un incantesimo d’amore proprio per la piccola Maddalena Caetani, e facendogli così provare i tormenti di un amore proibito e impossibile. Il momento della creazione del talismano attraverso cui avviene l’incantesimo è una delle scene più forti di tutto il libro: l’operazione alchemica è descritta con dovizia di particolari, e resa sfumando la sottile linea di demarcazione tra materialità e metafora, tra la concretezza dell’azione e l’evanescenza del simbolo. È nel corso di questa scena tra l’altro che si comprende il significato della formula Respice Arcanum, “Contempla il Segreto” o “Rispetta il Mistero”, e nessuno dei due significati va preso da solo.
Questo è senza dubbio l’aspetto che più ho apprezzato del romanzo: non c’è solo il racconto degli “intrighi internazionali”, ma in esso trova posto l’immaginario medievale con il suo intrecciarsi di filosofia, fede e magia, con la perfetta descrizione della Cabala di origine ebraica, e persino ricette di pozioni magiche tratte da testi dell’epoca.
E questo senza che la concretezza della storia ne venga sacrificata, anzi, forse si lamenta anche un po’ la presenza di descrizioni dettagliate di ambientazioni, situazioni, piatti, che rallentano il ritmo della narrazione e lo rendono meno serrato. Così come lascia un po’ l’amaro in bocca il fatto che dopo tutti questi retroscena, e l’attesa dello scontro frontale tra Bonifacio VIII e Filippo di Francia che cresce con il procedere del racconto, questo s’interrompa bruscamente, lasciando il lettore con la sua curiosità di sapere come vada a finire.
Questo, però, è solo il primo capitolo. Basta avere la pazienza di aspettare gli altri.

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Informazioni su Mercuriade

Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e ora collaboro con il giornale on-line "Citizen Salerno" e con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e sono membro di varie associazioni culturali tra cui la "Veritatis Splendor" e la "Felix".
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