Piccoli passi di una rhizotomoe.

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Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Voglio iniziare da questa terzina del Cantico delle Creature di Francesco d’Assisi perché è la premessa di tutto: la gratitudine alla terra e per la terra è l’atteggiamento fondamentale in cui si deve porre una raccoglitrice di erbe, sia pur principiante. Non bisogna mai dimenticare di essere soltanto l’umile destinataria di un dono, che la bontà e la fantasia di un Padre ha fatto sbocciare gratuitamente dal ventre della terra.Me ne sto accorgendo in queste prime volte, che, accompagnata dal mio maestro, comincio ad arrampicarmi sulle colline per riconoscere e raccogliere i frutti di questo grembo: il rispetto e la reverenza sono condizioni essenziali, anche quando si tratta di staccare con il mio falcetto un ramo di puleggio o un mazzo di ruta. Per far questo bisogna lasciarsi tutto alle spalle, e immergere anche l’anima nel verde che si attraversa, farla salire come un rampicante sulla mole degli alberi, mischiarla anche al vento che spazza la macchia; e la lode sale quasi spontanea, si smette di chiedere e si comincia a ringraziare, per tutto quanto si vede e che un Creatore che è Padre ed è buono ci ha dispensato quasi scialando, con un’abbondanza che può venire solo dall’amore. E con amore io devo raccogliere, con cura e rispetto, come si trattasse di gemme preziose, da custodire e non sprecare.

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La stessa gratitudine si deve avere per le persone che ti trasmettono questa sapienza, i custodi di un tesoro che ti investono della responsabilità di esserlo a tua volta, con tutto quel che ne consegue, sia che si tratti del mio maestro (che per rispetto del segreto non nominerò), sia che si tratti di Lillina, con i suoi corsi Una pianta al giorno al Giardino della Minerva. Io scelgo sempre l’appuntamento delle 10:30, in modo da poter essere praticamente sola con lei, ed essere così più libera di avere un rapporto di scambio quasi simbiotico, in cui l’una impara qualcosa dall’altra. E apprendere così l’arte di manipolare i semplici, in modo che divengano composti: composti dall’apparenza ovvia, ma al tempo stesso ancestralmente conmplessa, in cui non c’è niente di banale o di scontato, si tratti pure di un “latte detergente” al rosmarino, la Rugiada di Mare, la Pianta del Ricordo.

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E arriva la parte più difficile: quella di trasmettere agli altri quel tesoro, quella briciola che si è riusciti ad acquisire, come nell’incontro Le Erbe del Regimen. Il racconto di Mercuriade, alla libreria Il Bibliofilo di San Giorgio del Sannio (Benevento). Riuscire a trasmettere a chi ti ascolta non solo a cosa serve quella o quell’altra pianta, ma la sacralità di gesti e nomi, e quanto le erbe appartengano anche alla sfera dell’anima oltre a quella del corpo. E farlo sì attraverso colori e odori, ma anche attraverso le storie: quella della piana di Maratona in cui fioriva in quantità il finocchio, quella della sventurata ninfa Mintha amata da Ade e trasformata dalla gelosia di Persefone in una pianta di menta, quella dei Romani dei tempi più antichi che si vantavano di mangiare solo minestra di malva. E, se parli di anima, e soprattutto se la gente che ti segue è venuta con la voglia di capire, nessuno può rimanere indifferente, in particolare i bambini.
Anche se chi parla non è davvero Mercuriade, medica della Scuola Salernitana, ma una rhizotomoe ai suoi primi passi.

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Informazioni su Mercuriade

Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e ora collaboro con il giornale on-line "Citizen Salerno" e con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e sono membro di varie associazioni culturali tra cui la "Veritatis Splendor" e la "Felix".
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