Giovanna d’Arco e De Pizan: incrocio di destini.

di Bianca Garavelli

Per cortesia di Lisa Emiliani.

Per cortesia di Lisa Emiliani.

Il 1429 fu un anno decisivo per due donne importanti, oltre che per il popolo Francese, oppresso dagli Inglesi invasori: Giovanna d’Arco e Christine de Pizan. Per la prima perché, dopo una serie di vittorie incredibili per una diciassettenne senza esperienza di battaglie, si preparava ad attaccare Parigi, per riportare sul trono il legittimo re. Per la seconda perché, dopo anni di silenzio, finalmente scriveva una nuova opera: il poemetto dedicato alla Pulzella d’Orléans.
Un singolare incrocio di destini per un testo che detiene un altrettanto singolare primato: è il primo ispirato alla vergine guerriera e l’ultimo e l’ultimo della prolifica scrittrice italo-francese Christine de Pizan, nata a Venezia nel 1365 e vissuta in Francia, dopo aver seguito, ancora bambina, il padre, medico e astrologo famoso, alla corte di Carlo V.
Christine è oggi considerata, dopo anni di oblio e di un certo ostracismo, la «prima intellettuale di professione della letteratura europea», come ci ricorda la curatrice, la filologa romanza dell’Università di Bologna Patrizia Caraffi. Infatti, costretta dalle circostanze (era rimasta vedova, a soli venticinque anni, con tre figli da mantenere), Christine aveva intrapreso la professione di copista, quella che oggi diremmo di editrice, partecipando alla vita di corte, oltre che culturale, di Parigi, con un notevole numero di opere di generi svariati. Dal trattato politico, come il Libro della Pace, manuale di buon governo che anticipa di cento anni il Principe di Machiavelli, al saggio polemico come il Dibattito sul «Romanzo della Rosa», al trattato utopistico, improntato all’idea del primato delle qualità femminili, La Città delle Dame, in cui immagina che tre autorevoli donne, che si rivelano essere altrettante Virtù, la esortino a edificare le mura e gli edifici di una città-stato solo femminile.

Per cortesia di Sara Fabbri.

Per cortesia di Sara Fabbri.

A Christine seguirono moltissimi autori ispirati da Giovanna d’Arco: da Coleridge a Schiller, da Bernanos a Brecht. Ma nessun testo possiede l’energia luminosa di questo, scritto al culmine della gloria della Pulzella, dopo la conquista di Orléans nel maggio del 1429.
Giovanna incarna l’ideale di donna perfetta che Christine aveva sempre perseguito: aveva integrità, coraggio, ma soprattutto purezza di cuore, tanto che era stata scelta da Dio per salvare la Francia invasa. I versi ne celebrano le doti di combattente, ma soprattutto il senso di giustizia, che avrebbe riportato pace e stabilità nella travagliata Francia. Lei è più grande di Ester, Giuditta e Debora, che a loro volta liberarono i loro popoli dall’oppressione: è stata «inviata per miracolo dall’Angelo di Dio».
Poco importa se la parabola della Pulzella da quel momento fu tragicamente discendente: la carica di speranza del poemetto riuscì a passare alle generazioni successive, tanto che oggi Giovanna d’Arco, canonizzata nel 1920, è l’amata protettrice della nazione francese.

da “Avvenire”, 31/01/2014.

Per saperne di più:
Christine de Pizan, A Giovanna d’Arco, a cura di Patrizia Caraffi, Firenze, Le Lettere, 2013.

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Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e ora collaboro con il giornale on-line "Citizen Salerno" e con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e sono membro di varie associazioni culturali tra cui la "Veritatis Splendor" e la "Felix".
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Una risposta a Giovanna d’Arco e De Pizan: incrocio di destini.

  1. newwhitebear ha detto:

    un altro bel pezzo. Interessante e riflessivo

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