Salerno alla prima crociata: una storia mediterranea.

Moneta di Riccardo da Salerno reggente di Edessa - 1104-1108 - collezione privata.

Moneta di Riccardo da Salerno reggente di Edessa – 1104-1108 – collezione privata.

Scordatevi lo “scontro di civiltà”.
È questo il messaggio, chiaro e netto fin dall’inizio, che emerge dalle parole dello storico Franco Cardini, a Salerno per il seminario “Non solo Crociate: il Mediterraneo, le religioni e gli scambi“, tenutosi il 1 marzo e organizzato dal Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università.
Quello cui il prof. Cardini tiene di più è a demolire l’immaginario collettivo di uno scontro frontale che avrebbe visto contrapposte nel Medioevo due mondi agli antipodi, Cristianità e Islam. Le cose nella realtà furono molto più complesse, da tutti i punti di vista:
«Tanto per cominciare, queste travalicano i confini spazio-temporali cui siamo abituati: immaginiamo le Crociate come limitate al Medioevo e alla Terrasanta, ma arrivano a comprendere la Vienna della battaglia contro i Turchi nel 1683. Quella fu una Crociata a tutti gli effetti, con tanto di bolla papale a sancirla: lo scontro, però, non fu tra cristiani e musulmani, ma tra l’Impero Ottomano da una parte e il Sacro Romano Impero dall’altra. Nello stesso periodo in cui il Sultano metteva alla prova di volta in volta le difese europee nel Mediterraneo o nei Balcani, si stringevano alleanze che a noi sembrerebbero improbabili, come tra l’Impero Ottomano e la Francia, o tra l’Imperatore di Germania e lo Shah di Persia.»
Per restare al Medioevo, esistono dinamiche pressoché ignote al grande pubblico, come quelle che accompagnarono la conquista araba del Mediterraneo nel VII secolo.
«La maggior parte del Nord Africa, territorio dell’Impero d’Oriente, era sì popolato da Cristiani, ma di Cristiani monofisiti considerati eretici da Costantinopoli; ed essi preferirono di gran lunga la tassa che imponevano gli Arabi per continuare a praticare il loro culto ad un imperatore che li sovraccaricava di imposte e non perdeva occasione per vessarli. I califfi omayyadi di Damasco costruirono un impero praticamente ad immagine di quello bizantino. Si trattò dunque di una guerra tra imperi, non di uno “scontro di civiltà”. Non può esservi un vero scontro tra civiltà là dove vi sono radici comuni: e Cristianesimo e Islam hanno in comune non solo la radice semitica (tanto che Cristiani ed Ebrei sono definiti dai Musulmani le “genti del Libro”), ma anche la forma mentis originata dalla cultura classica, che tanto ha contato nella filosofia araba. Agli stessi Cristiani non venne mai in mente di parlare di scontro di civiltà: nelle fonti non si parla mai dei Saraceni come appartenenti ad un’altra religione, e, quando non vengono definiti “pagani”, li si considera come aderenti ad un’eresia. Dunque, in fondo, come parte del loro stesso mondo.»
Un mondo che, sostanzialmente, ha il Mediterraneo al centro e la cui unità, secondo Franco Cardini, non si è mai spezzata.
«Noi tendiamo a fidarci troppo delle periodizzazioni costruite “a posteriori”, ma io credo che, più che di una rottura dell’unità mediterranea, secondo la definizione di Henri Pirenne, si debba parlare piuttosto di un progressivo decadere delle aree di Nord-Ovest. In realtà, Dante stesso, nel XIII secolo, si credeva cittadino romano, ed era convinto che l’Impero Romano d’Occidente non fosse mai venuto meno, essendo stato trasmesso a Carlo Magno dalle mani del papa.»

Moneta di Ruggiero da Salerno, reggente di Antiochia - 1112-1119.

Moneta di Ruggiero da Salerno, reggente di Antiochia – 1112-1119 – collezione privata.

Nell’XI secolo dunque, quando per la storiografia moderna inizia quel movimento che viene chiamato “Crociate”, il mondo mediterraneo è un mondo integrato. E, in questo discorso, Salerno ha un ruolo tutt’altro che marginale.
«Salerno e in generale il Sud Italia, così come la Spagna, era da tempo parte di un mondo mediterraneo unito e prospero, in cui le principali forze in campo sono i Greci e gli Arabi; sono i Nord-Europei che in quel periodo stanno cominciando a crescere e premono per entrare nel gioco. Salerno è un contesto più vicino al mondo bizantino che al Nord Europa, e aveva già da tempo una grande familiarità con il mondo arabo.»
È chiaro dunque che, quando i conquistatori normanni venuti dal Nord della Francia, proprio in quell’XI secolo si impadroniscono di questo mondo, è inevitabile che ne vengano assorbiti. E portano questa loro esperienza nei “pellegrinaggi armati” in Terrasanta: poco note sono figure come Riccardo da Salerno e suo figlio Ruggiero, entrambi appartenenti alla stessa famiglia degli Altavilla, che all’inizio del XII secolo divengono reggenti rispettivamente del principato di Edessa e di quello di Antiochia, coniando monete del tutto simili a quelle bizantine. L’esempio, tuttavia, può venire da molto più in alto:
«Boemondo d’Altavilla, primogenito di Roberto il Guiscardo, quando parte per la Terrasanta e vi trova il suo spazio grazie all’incontro con Raimondo di Saint-Gilles, aveva già alle spalle una lunga frequentazione con il mondo bizantino, non soltanto militare ma anche diplomatica. E lo stesso duca delle Puglie e delle Calabrie Roberto, da noi spesso immaginato come un barbaro, doveva gran parte della sua fortuna, oltre che alle sue capacità militari, ai contatti politici e diplomatici con Bisanzio e con realtà ad esse collegate come la Puglia. Non dimentichiamo che all’inizio, i cosiddetti “crociati” sono mercenari chiamati in aiuto da Costantinopoli contro i Turchi Selgiuchidi, poi spostatisi di propria iniziativa (come ci riporta incredula Anna Comnena nella sua Alessiade) verso Gerusalemme; e i primi ad essere contattati sono proprio i Normanni dell’Italia meridionale. Significativo è il fatto che, nelle cronache arabe, il capo della prima crociata non sia Goffredo di Buglione, ma Ruggiero, il “Gran Conte” di Sicilia, fratello del Guiscardo.»

Per saperne di più:
Il celebre medievista Franco Cardini a Salerno: ‘Musulmani sempre più divisi, anche a causa dei predatori occidentali’ – pubblicato su “Citizen Salerno”;
Franco Cardini, La croce, la spada, l’avventura: introduzione alla crociata, Rimini, Il Cerchio, 2000;
Id., Europa e Islam: storia di un malinteso, Bari, Laterza, 2007;
Id., L’invenzione del nemico, Palermo, Sellerio, 2006.

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Informazioni su Mercuriade

Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e ora collaboro con il giornale on-line "Citizen Salerno" e con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e sono membro di varie associazioni culturali tra cui la "Veritatis Splendor" e la "Felix".
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2 risposte a Salerno alla prima crociata: una storia mediterranea.

  1. marzia ha detto:

    Interessante , come pure l’excursus che ne ha fatto diverse volte Alessandro Barbero in RAI STORIA, lo hai mai seguito?

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