La vita esemplare di Damiani

di Giovanni Santambrogio

Miniatura dal Codex Benedictus, Vat. Lat. 1202, Roma, Biblioteca Apostolica Vaticana.

Miniatura dal Codex Benedictus, Vat. Lat. 1202, Roma, Biblioteca Apostolica Vaticana.

Quando a metà del 1300 Francesco Petrarca lavorava al trattato De vita beata – un testo sulla solitudine come scelta di qualità della vita – chiese all’amico Boccaccio di procurargli notizie su Pier Damiani, originario di Ravenna, che agli inizi dell’anno Mille optò per l’eremo. Già Dante aveva parlato di lui nella Divina Commedia, collocandolo nel settimo cielo del Paradiso (canto XXI).
Perché tanta attenzione? Pier Damiani è uomo di profonda fede che elegge il digiuno e la preghiera a stile di vita, o meglio a “milizia divina” come lui li chiama. Vive da monaco a Fonte Avellana, ma ciò non gli impedisce d’essere una personalità d’azione sui fronti più delicati della riforma della chiesa e dei rapporti tra papato e impero. Cultura, dialettica, diplomazia, determinazione fanno di lui un protagonista del Medioevo. Interviene a debellare la simonia, a riportare il potere politico in spazi laici sottraendogli gli aspetti sacrali acquisiti, moralizza la vita del clero sposato, avvia la riforma monastica. Obbediente al Papa, ne è un fedele consigliere e rappresentante nelle missioni più difficili. Un primo modo per capire l’uomo e il santo – di cui Città Nuova ha già pubblicato diversi volumi dell’Opera omnia – è la lettura della Vita, scritta dal suo discepolo prediletto san Giovanni di Lodi e ora ritradotta dal latino da Roberto Cicala e Valerio Rossi con ampia e documentata introduzione.
Perché riparlarne ora? Pier Damiani si rivela uomo per i nostri tempi.
La Vita, composta da ventitré brevi capitoli, narra fatti semplici e di ordinaria normalità che acquistano valore straordinario per come Pier Damiani si muove. Uomo di Dio, parla animato dalla misericordia; uomo del suo tempo vive l’urgenza della piccola e grande storia, quella degli umili e quella dei potenti. Si preoccupa dell’indemoniato ma anche di cibo e condizioni di lavoro del popolo; riconcilia la chiesa ambrosiana con quella romana. La sua intimità con Dio rende ancora più familiari gli uomini. La fede non trascura la concretezza che porta l’eremita a dire: «Ogni valoroso prelato della milizia divina deve conoscere le proprie forze in ogni lotta spirituale. È molto vergognoso professare una milizia spirituale e, per pigrizia nell’esercitarla, ignorare le proprie possibilità di lotta». Uno stile, un santo.

da”Il Sole 24Ore”, 16/06/2013

Per saperne di più:
Giovanni di Lodi, Vita di san Pier Damiani, Novara, Interlinea, 2012.

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Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e ora collaboro con il giornale on-line "Citizen Salerno" e con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e sono membro di varie associazioni culturali tra cui la "Veritatis Splendor" e la "Felix".
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