Medioevo fantastico dalle terre d’Abruzzo

di Marco Bona Castellotti

Madonna in trono con il Bambino realizzata tra gli ultimi decenni del XII e gli inizi del XIII secolo da un maestro abruzzese. Castelli (Teramo), chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, provenienza: abbazia di San Salvatore (distrutta), località Villa Re Quirino Celli (Teramo).

Madonna in trono con il Bambino realizzata tra gli ultimi decenni del XII e gli inizi del XIII secolo da un maestro abruzzese. Castelli (Teramo), chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, provenienza: abbazia di San Salvatore (distrutta), località Villa Re Quirino Celli (Teramo).

Rischia di passare sotto silenzio una mostra tra le più attraenti di questi mesi: «Antiche Madonne d’Abruzzo», che, dopo essere stata esposta nel Castello di Celano, oggi è allestita in alcune sale del Buonconsiglio a Trento.
Comprende una ventina di straordinarie sculture lignee e tavole dipinte, dal XII al XIV secolo, provenienti per lo più da L’Aquila e da altre località dell’Abruzzo colpite dal terremoto. Alcune di queste opere sono state sottoposte a restauro, ma la Madonna in trono di Castelli, provincia di Teramo, non ha subito danni. La si data nei primi decenni del XIII secolo, dopo un iter critico molto contrastato, nel corso del quale fu declassata a tarda imitazione; tuttavia la solenne classicità di Gesù benedicente è uno degli elementi che manifestano l’esecuzione nel Duecento. Il classicismo colto e per nulla popolare di Cristo risalta nelle pieghe del manto che lo avvolge.
La selezione di queste sculture e tavole dipinte, curata da Lucia Arbace, si è prefissa il compito di affrancare la produzione abruzzese dal giudizio limitativo che la vorrebbe alle dipendenze di zone limitrofe meglio conosciute, in particolare Lazio e Umbria.
Lo stesso Federico Zeri invece aveva difeso la paternità abruzzese dell’ignoto pittore che eseguì la Madonna del latte di Sivignano: icona monumentale, alta oltre due metri, cui capitò di incorrere in una rocambolesca storia di cui furono protagonisti il parroco della chiesa di San Pietro a Sivignano, dove anticamente il dipinto era conservato, la popolazione e un incauto collezionista. Il parroco s’era risolto a vendere la magnifica tavola, e l’aveva sostituita con una copia fotografica a grandezza naturale. Ma gli abitanti di Sivignano avevano notato gli strani maneggi e avevano messo in salvo l’originale, nascondendolo in luoghi che cambiavano di settimana in settimana. Tutto ciò avveniva mentre infuriava l’ultima guerra. Poi la riproduzione fotografica, applicata su una tavola, fu smerciata per buona a un collezionista e dal clamoroso “bidone” Zeri risalì al quadro antico. Ora la magnifica tavola, che brilla nel suo superbo manto cromatico, è conservata a L’Aquila nel Museo Nazionale e temporaneamente la possiamo ammirare a Trento.

Anonimo, Madonna in trono con Cristo bambino, 2a metà XIII sec. - L'Aquila, Museo Nazionale d'Abruzzo,

Anonimo, Madonna in trono con Cristo bambino, 2a metà XIII sec. – L’Aquila, Museo Nazionale d’Abruzzo,

In Abruzzo l’iconografia della Madonna del latte è molto diffusa. Ne sono prova la grande tavola della Madonna di Ambro, e la Madonna di Montereale, una delle più sontuose, per il manto blu lapislazzulo. Un tempo la corona che le cinge il capo era rivestita di lamine d’oro oggi perdute, ma il rosso dell’incarnato di Maria è ancora vivo. Gli influssi dell’arte bizantina sono marcati, però il superamento delle resistenze bizantine si coglie nelle due sculture trecentesche di Teramo che gli studi hanno attribuito al così detto Maestro della Santa Caterina Gualino.
La finezza dello stile spicca nel verticalismo della figura e nella dolcezza dell’ovale del volto di Maria, una giovane donna di paese, dal carattere quasi infantile, estremamente compunta ed elegante.

da “Il Sole 24 Ore”, 06/03/2011.

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Informazioni su Mercuriade

Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e ora collaboro con il giornale on-line "Citizen Salerno" e con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e sono membro di varie associazioni culturali tra cui la "Veritatis Splendor" e la "Felix".
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Una risposta a Medioevo fantastico dalle terre d’Abruzzo

  1. donatellajager ha detto:

    Ringrazio per le vostre sempre interessanti comunicazioni e ne allego una nel nostro piccolo dedicata a Matilde di Canossa a chiusura del Novecentenario..

    Cordialità

    Donatella Jager Bedogni

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