Capannoni e cattedrali

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Ottomila presenze. Questo è il bilancio ufficiale del XXXVIII convegno regionale Campania del Rinnovamento nello Spirito Santo. Una giornata di intensa spiritualità che bisogna solo provare per poter capire, ma anche di riflessioni, catechesi, con spazi appositi per bambini e ragazzi.
Il tutto in un capannone dismesso alla periferia di Pagani.
Con questo, non voglio assolutamente sminuire la grandezza del momento: un incontro forte con Dio può avvenire dovunque. E, in quasi dieci anni che sono nel Rinnovamento, ho potuto toccare con mano come sia avvenuto effettivamente dovunque, dai padiglioni della Fiera di Rimini alla palestra del seminario di Salerno, fino allo Stadio Olimpico di Roma dove, negli ultimi due anni, abbiamo avuto la grazia sfacciata di avere tra noi addirittura papa Francesco.
La mia vuole essere soltanto una piccola riflessione.
La scelta delle sedi di convegni diocesani, regionali e della grande Convocazione Nazionale è dettata dalla praticità, dalla possibilità dei luoghi in questione di avere una capienza sufficiente per contenere tutti i fedeli, che in questi casi si contano a migliaia.
C’è dunque un’esigenza di fondo.
Ma è sicuro che l’unica risposta possibile siano capannoni e stadi?

Siviglia, cattedrale di Santa Maria de la Sede, interno - quella di Siviglia è la cattedrale gotica più grande d'Europa.

Siviglia, cattedrale di Santa Maria de la Sede, interno – quella di Siviglia è la cattedrale gotica più grande d’Europa.

La mia formazione storica mi porta a dire che in altri tempi la stessa esigenza avrebbe subito stimolato la costruzione di nuove basiliche, che avessero tutti i requisiti per rispondere alle sfide poste. Abbiamo infiniti esempi, in tutta Europa, di basiliche e cattedrali nate a partire da grandi afflussi di pellegrini, attirati da un miracolo o da una reliquia, cui l’intera comunità ha lavorato per generazioni, senza preoccuparsi se mai l’avrebbero vista finita, e cui hanno contribuito tutti, dal ricco signore con le rendite delle sue terre lasciate per testamento alla vecchietta che aveva da dare solo due spiccioli.
In effetti, una basilica ha non pochi vantaggi rispetto a un capannone o ad uno stadio: è più pulita (ricordo i palmi dei bambini completamente anneriti dopo un attimo in cui li avevano poggiati a terra), e, se tenuta bene, non ci piove dentro. Ma, soprattutto, è meno dispersiva, e il suo linguaggio stimola di più il fedele alla preghiera e alla meditazione.

Colonia, Cattedrale dei Santi Pietro e Maria - Navata centrale.

Colonia, Cattedrale dei Santi Pietro e Maria – Navata centrale.

Certo, una basilica pensata per il Rinnovamento può avere esigenze diverse rispetto ad una basilica tradizionale: anzitutto dovrebbe avere una capienza per migliaia e migliaia di persone. Poi l’architettura potrebbe essere ripensata completamente, in modo da essere adatta non solo alle celebrazioni eucaristiche o alle adorazioni, ma anche ai momenti di effusione dello Spirito in cui può succedere di tutto, compreso lo scatenarsi in danze improvvisate; poi potrebbe prevedere spazi appositi in cui bambini e ragazzi possano fare il loro momento di preghiera e la loro messa.
Perché tutto questo dovrebbe costituire un limite invece che uno stimolo a pensare un’ “architettura rinnovata”?

Cattedrale di Santiago di Compostela - Navata centrale.

Cattedrale di Santiago di Compostela – Navata centrale.

Sia chiaro, per “architettura rinnovata” non intendo certo quella della maggior parte delle chiese contemporanee, a mio parere più simili appunto a capannoni e con ben poco di “sacro”: capisco benissimo il richiamo alla povertà lanciato ora più che mai da papa Francesco, ma “povero” non significa per forza “squallido”. L’essere umano ha bisogno di bellezza, e la bellezza è da sempre legata a doppio filo con il sacro: non è un caso se, nel corso della Storia, i luoghi deputati alla bellezza sono stati anzitutto prima i templi e poi chiese, santuari e cattedrali.
E poi, forse, anche le “chiese-capannoni” appartengono al passato, a quella fase immediatamente dopo il Concilio Vaticano II, tra gli anni ’70 e gli anni ’80, in cui la parola d’ordine era “liberarsi dal vecchio”.
E dunque perché non può essere proprio il Rinnovamento nello Spirito, con le sue nuove esigenze, ad aprire una nuova fase nell’architettura e nell’arte cristiana?
Se accadde nel XIII secolo con i Francescani, senza i quali forse la rivoluzione di Giotto non sarebbe stata possibile, perché non dovrebbe accadere ora?

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Informazioni su Mercuriade

Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e ora collaboro con il giornale on-line "Citizen Salerno" e con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e sono membro di varie associazioni culturali tra cui la "Veritatis Splendor" e la "Felix".
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2 risposte a Capannoni e cattedrali

  1. Luca Zacchi ha detto:

    L’ha ribloggato su Luca Zacchi, energia in relazionee ha commentato:
    Una riflessione davvero interessante…

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