Dopo di noi il deserto. Perché?

Pastena di Amalfi - casa in rovina.

Pastena di Amalfi – casa in rovina.

Palmira distrutta pezzo per pezzo, le meraviglie dell’antica Mesopotamia prese a martellate, in Medio Oriente distrutto tutto ciò che abbia a che fare con il passato. Questo, per una che che come me ama visceralmente l’arte e la bellezza è già un colpo al cuore.
Ma anche qui, nella civile Europa, sembra che qualcuno stia “prendendo a martellate” la nostra bellezza. E non si tratta solo della famosa e famigerata noncuranza italiana: più di una volta è uscita la notizia che in Francia abbiano tirato giù con le ruspe piccole chiese medievali per fare spazio a parcheggi o a centri commerciali. E il restauro di un’unica parete a Pompei non basta a rincuorarmi.
A me non importa se ci sia o no dietro una volontà politica di azzerare il passato, come nel romanzo di Orwell 1984, oppure sia una questione di negligenza o di speculazioni varie. Quel che conta è che la bellezza cade a pezzi, e ormai qualcosa per fermare questa deriva bisogna fare, o dopo di noi sarà il deserto.
D’altronde non è necessario andare troppo lontano, mi basta guardarmi intorno, nella mia Salerno, nella mia terra che io nonostante tutto amo fino alle budella: gli affreschi della cripta di San Pietro a Corte rischiano di sparire per sempre perché nessuno finora si è curato di restaurarli; altrettanto dicasi per gli affreschi altomedievali della chiesa di San Marco a Rota, a Mercato San Severino, che stanno letteralmente cadendo a pezzi; Castel Vernieri a Fuorni, l’antica residenza di Giovanni da Procida, ridotta ad un rudere nonostante sia sottoposta a vincolo da più di vent’anni, nell’indifferenza di tutti. Per fortuna ci sono le associazioni culturali, le fondazioni, i gruppi archeologici, altrimenti molti tesori come il castello di Nocera sarebbero già andati in cenere da un pezzo.
Credo che il guaio sia proprio questo: l’indifferenza, perché «con la cultura non si mangia» come ebbe a dire un nostro ministro (non faccio nomi), perché la cultura non si consuma, non soddisfa un bisogno immediato, perché costringe a scomodarsi, e soprattutto richiede un’educazione.
Ora, il colpo di grazia: il decreto che riduce i funzionari della Soprintendenza per i Beni Culturali di Salerno e Avellino da dieci a tre.
Ma come si può anche solo immaginare che tre persone possano controllare un’area che va dalla Costiera Amalfitana all’Appennino Campano fino al Cilento?
Ah già, i famosi “tagli”. Ma “tagli” a che cosa? Agli sprechi, o piuttosto ai beni stessi?
Perché sappiamo tutti come andrà a finire: questi tre poveracci addosso ai quali ricadrà tutta la responsabilità della gestione dei beni culturali inclusi in quest’area non ce la faranno ad occuparsi di tutto, e allora ce ne si dovrà “sbarazzare”; e o ce se ne dimenticherà semplicemente, lasciandolo crollare pietra su pietra nell’indifferenza quasi generale, o lo si venderà ai privati e non si sa cosa ne faranno.

Gli stessi funzionari hanno affidato a questa lettera aperta la loro protesta.

E allora? Cosa vogliamo fare?

Annunci

Informazioni su Mercuriade

Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e ora collaboro con il giornale on-line "Citizen Salerno" e con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e sono membro di varie associazioni culturali tra cui la "Veritatis Splendor" e la "Felix".
Questa voce è stata pubblicata in Medioevo e attualità, Messaggi personali racconti & poesie. Contrassegna il permalink.

4 risposte a Dopo di noi il deserto. Perché?

  1. Forse l’orrore di Palmira dara’ la sveglia a uomini e donne che si sono scordati di che cosa e’ fatto il loro mondo e da chi e’ stato fatto. Ma nell’attuale melma dirigente non c’e’ speranza. Lei non ha menzionato il peggiore delito commesso da questo, vabbe’, chiamiamolo governo: la sovrintendente che ha permesso il bestiale “cubo” sul Canal Grande contro le proteste di tutta Venezia e mezzo mondo e’ stata punita… con il posto di sovrintendente a Roma. Ora la donna che ha sfregiato la piu’ bella citta’ del mondo e’ incaricata della difesa della Citta’ Eterna. L’articolo otto della Costituzione, signori? Ma questi sono i vermi che, mentre prescrivono tagli per tutti, insistono per accrescere e mantenere tutti i loro emolumenti e privilegi. Per quanto riguarda la Francia di Hollande, vale la legge storica che odi e pregiudizi sono gli ultimi a morire. Hollande e i suoi animali hanno scordato tutti i principi della rivoluzione, ma si ricordano ancora del desiderio di estirpare la Chiesa. E l’alternativa? Grillo e Marine Le Pen. “Io alzo i miei occhi alle montagne. Da dove mi verra’ aiuto?”

    • Mercuriade ha detto:

      Io lascerei fuori la politica da questa storia.
      Perché sono sempre più convinta che la risposta debba venire dal basso, non dall’alto. Dalle associazioni, dai giovani che ogni volta si gonfiano il fegato perché un castello abbandonato o una pieve in rovina venga valorizzata con un evento, e si battono perché una situazione di degrado venga portata alla ribalta.
      Solo dal basso si può creare una coscienza culturale che permetta di vincere l’indifferenza.

  2. marzia ha detto:

    Uscirà a breve un film sulla dialettica potere/ arte….
    I Nazisti hanno fatto cose simili, ma noi abbiamo cattiva memoria..
    Ho 60 anni e continuo ad inorridire, ma c’è chi va oltre…
    Ti lascio una notizia positiva ( io mi cerco le notizie positive), che son meglio delle proteste.
    http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Terrorismo-Isis-Opere-di-arte-Oxford-Harvard-Palmira-886d4e1e-2882-4fba-8381-99940e59e92f.html

  3. marzia ha detto:

    “Francofonia – Le Louvre under german occupation” è il nuovo film di Sokurov, come “Arca russa” ambientato in un museo. Non so voi, ma io sono già in fibrillazione…
    https://mubi.com/films/francofonia-le-louvre-under-german-occupation

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...