Trotula è… Beauty_full.

Foto di Angelo Cilento - Per cortesia dell'Associazione Street Kali.

Foto di Angelo Cilento – Per cortesia dell’Associazione Street Kali.

Si è conclusa domenica 19 luglio la tappa a Baronissi del progetto Beauty_Full, iniziativa a cura dell’associazione di volontariato Street Kali interamente dedicata al tema scottante della violenza sulle donne. Il progetto, su richiesta della Commissione per le Pari Opportunità di Baronissi, è approdato alla Villa Romana il 10 luglio scorso con una mostra fotografica collettiva e la presentazione di un corso gratuito di autodifesa rivolto alle donne.

Foto di Angelo Cilento - Per cortesia dell'Associazione Street Kali.

Foto di Angelo Cilento – Per cortesia dell’Associazione Street Kali.

«Si tratta in realtà di un progetto partito da Salerno l’ottobre scorso, ora divenuto itinerante grazie alle richieste dei vari comuni,» spiega Annalisa Pignataro, curatrice dell’iniziativa che ebbe nel Complesso di Santa Sofia la sua sede salernitana. «A Salerno la mostra arrivò a toccare le cinquecento visite in sei giorni, e cento iscritte al corso di autodifesa. La prossima tappa sarà Procida, e dopo, forse, andremo a Sarno. Dunque ci viene richiesta una continuità.»
Qual è la ragione di un titolo tanto singolare come Beauty_Full?
«Si può riassumere in una frase: usare la bellezza per parlare della bruttura che genera la violenza. Non la “bellezza” che s’intende comunemente parlando della donna, però, quella sbattuta sui media che fa della donna oggetto di consumo; noi presentiamo una bellezza consapevole, che sia la bellezza intrinseca della donna, la bellezza delle arti, la bellezza che comunque costringe a porsi una domanda: perché si arriva a tanto? Perché qualcuno può giungere a pensare di essere padrone di un’altra persona? Parlare di violenza sulle donne è difficile, complicato, e si rischia spesso di sconfinare nella banalità. Noi abbiamo scelto una strada diversa: mettere in discussione tutto ciò che diventa cronaca, portare l’opinione pubblica su altri sentieri d’informazione
E decisamente insolito è stato il sentiero percorso in questa serata, così come la guida: Trotula, il simbolo stesso sia della donna medico sia della Scuola Medica Salernitana, protagonista dello spettacolo “De la trasgressione: intorno alla Scuola Medica Salernitana”, a cura della compagnia teatrale Teatri di Popolo. Una formula completamente nuova, corale, in cui tutti, dagli attori ai musicisti, ai danzatori, fino ai tecnici, sono autori e non solo esecutori dello spettacolo, come spiega il regista Marco dell’Acqua.
«In realtà siamo tutti in qualche modo registi, – tiene a sottolineare. – Questo spettacolo è stato scritto da tutta la compagnia, finanche dagli addetti alle luci. Non a caso ci chiamiamo “Teatri di popolo”: sia per questa nostra impostazione corale sia perché scriviamo i nostri spettacoli raccogliendo un linguaggio che derivi dal pubblico, materia prima della nostra scrittura. Vogliamo un teatro in cui lo spettatore sia il protagonista».
Fa decisamente riflettere il titolo: perché associare Trotula e la Scuola Medica Salernitana alla trasgressione?
«Abbiamo usato il termine “trasgressione” nel suo significato letterale: “andare oltre”, “andare contro”. “Andare oltre” perché c’è un’urgenza dell’azione per convocare due riflessioni, ossia l’accoglienza come legge e l’ascolto come medicina; “andare contro” per contrastare una realtà come la nostra che prevede la disgregazione anziché l’aggregazione. E la nostra Trotula propone appunto l’unione, l’incontro tra varie culture che genera la sapienza. Abbiamo rappresentato questo nel personaggio della sua serva Jamila, donna musulmana esperta di erbe che Trotula nasconde e da cui è disposta ad imparare.»
In questo contesto, stupisce solo fino ad un certo punto che ad accompagnare il pubblico sulle tracce di Trotula sia una figura chiamata “il Giullare” ma che in realtà è praticamente il nostro Pulcinella:
«Pulcinella è un personaggio che ha a che fare con tutti i tempi, dall’antica Roma a oggi: dunque è al tempo stesso onnisciente e dissacrante. Inoltre è al tempo stesso dentro e fuori dallo spettacolo, crea unione tra gli attori e il pubblico, tra il Medioevo narrato in questa storia e il presente.»
Un altro elemento di unione, e che costituisce una sorta di leitmotiv di uno spettacolo dall’emozione quasi ieratica: il mare.
«Il mare è un luogo potentissimo, l’espressione di una potenza operosa. Soprattutto, però, è capace di ascoltare: tutti noi abbiamo parlato almeno una volta con il mare, dunque chi meglio di lui può insegnarci ad ascoltare, e può anche farci rinascere? Trotula stessa, ad un certo punto, diviene una sorta di Venere generata dal mare, come mostriamo anche con la veste bianca.»
Ma chi è Trotula per Teatri del Popolo? Lo chiediamo proprio a lei, ovvero ad Anna Nisvoccia, dalla recitazione intensa ed evocativa, un po’ Ifigenia e un po’ Medea:
«La nostra Trotula è una donna che cerca di comunicare il senso di accoglienza, protezione, cura, complicità fra donne, ma anche incontro con gli uomini,» confessa l’attrice. «Non a caso ad un certo punto il Giullare dice che “Trotula è nuje”, “Trotula è noi”: infatti Trotula, nella nostra interpretazione, è l’aspirazione alla ricerca di una collettività unita nella cultura dell’incontro. Noi non vogliamo creare un monumento ad un’eroina, ma tirare fuori il suo messaggio: la solidarietà, intesa come solidità che produce conoscenza.»
Anna Nisvoccia tiene anche a sottolineare che questa non è una Trotula storica, ma simbolica:
«Ci piacerebbe raccontare di una donna capace di dedicare il suo presente ad un futuro che non vedrà mai, una donna che riesce ad andare oltre affrontando la disumanità. Da parte mia, interpretare Trotula rappresenta la possibilità di essere diversa, perché so di non essere come lei.»
La compagnia ci anticipa che questo è solo un assaggio di qualcosa ancora in fieri: la piéce uscirà per intero il prossimo ottobre.

Articolo pubblicato su “Citizen Salerno” – Trotula de Ruggiero è… “Beauty_full”: la storica donna medico diventa simbolo contro la violenza sulle donne.

Per saperne di più:
Pagina facebook dell’Associazione di Volontariato Street Kali;
Sito della Compagnia Teatrale Teatri di Popolo.

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Informazioni su Mercuriade

Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e ora collaboro con il giornale on-line "Citizen Salerno" e con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e sono membro di varie associazioni culturali tra cui la "Veritatis Splendor" e la "Felix".
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