Una nuova avventura: Principatus Salerni

Temevamo di non farcela, ma ora lo possiamo dire: la Gens Langobardorum ne è uscita viva e intera, e anche arricchita.
La prima edizione di Principatus Salerni: l’assedio saraceno è stata una prima assoluta, in molti sensi: anzitutto per noi che ci siamo imbarcati per la prima volta in un progetto così “in grande” senza nemmeno rifletterci troppo, con il rischio di ritrovarci persi in mare aperto; per Salerno, che, forse per la prima volta nella sua storia, ha visto una rievocazione di alto livello, anche se in embrione; e (perché no?) anche per il mondo della rievocazione, che per la prima volta in Italia ha visto incontrarsi mondi apparentemente agli antipodi come Longobardi e Saraceni.
Miracolo di Salerno, e più in generale dell’Italia meridionale, che in pieno IX secolo, ha visto incontrarsi (e scontrarsi, naturalmente) gente dalle origini più improbabili: Greci, Longobardi, Ebrei, Saraceni.
Ma, soprattutto, miracolo dei tre gruppi che hanno risposto prontamente al nostro appello, sopportando disagi e disguidi con annessi e connessi, cui (bisogna dirlo) hanno resistito in maniera veramente eroica! Noi, dal canto nostro, ce l’abbiamo messa tutta per farli sentire “a casa”, popolando i pic-nic dei due giorni di roba fatta in casa (nostra); è vero che la definizione non varrebbe per le mozzarelle di Paestum portate per miracolo dalla badessa Agata, ma è stata una delle leccornie più apprezzate dai nostri ospiti!

Ospitalità longobarda.

Ospitalità longobarda del Sud.

In fondo, esser riusciti a portarli a Salerno, all’ombra del Tempio di Pomona, la cattedrale altomedievale di Salerno dedicata alla Madre di Dio, già è una bella soddisfazione! E non solo i nostri ormai vecchi amici Fortebraccio Veregrense, gli orsi marchigiani la cui “orsaggine” puntualmente non si smentisce mai, e i nostri vicini di casa di Benevento Longobarda, ma anche i Saraceni (o meglio, Agareni) di Foggia Imperiales Friderici II, i quali per la prima volta in assoluto si sono cimentati con l’Alto Medioevo.

Il settore longobardo della piazza.

Il settore longobardo della piazza.

Risultato da incorniciare, anche solo per l’allestimento. Metà della piazza presentava un aspetto decisamente marziale, con banchi affollati di armi e corazze (compresi pezzi da urlo come la riproduzione dell’elmo di Agilulfo con tanto di frontale a sbalzo!!!) lo spazio per il tiro con l’arco curato dal nostro insostituibile Airolfo, con in più la “nota alcolica” delle birre del tabernarius Pietro (anche se in un poco filologico distributore); i Fortebraccio, però, un asso nella manica in più ce l’avevano, ovvero… la musica! Ossia avevano messo su un intero “complesso” con strumenti altomedievali, dalla crotta (discendente della cetra), flauti e un tamburo a cornice dalla membrana in pelle così tanto simile alla nostra tammorra!

Progetto Winileod - progetto di musica altomedievale dei Fortebraccio Veregrense.

Progetto Winileod – progetto di musica altomedievale dei Fortebraccio Veregrense.

Meno male che c’eravamo noi donne a portare un po’ di raffinatezza!! Oltre al mio banco della medicina arricchito dal mortaio nuovo e dall’olio di iperico, quello della cucina di Cariperga è stato, come al solito,  uno dei più presi d’assalto, tanto più che sfoggiava tanto di paiolo con treppiede e testo in terracotta per pinsa (l’antenato della pizza) e taralli “a baffo”, per non parlare di quello di Benevento Longobarda dedicato alla scrittura beneventana e alla miniatura, invaso dall’azzurro del vetriolo, dal rosso brillante del minio, e dal verde del velo di seta di Viviana. Ogni tanto, poi, si vedeva guizzare tra la folla il bagliore della seta ricamata e di pietre (semi)preziose, e tra un fruscio di vesti apparivano la principessa Landelaica e le dominae del suo seguito, nonché la badessa, strappando mormorii di ammirazione nella loro eleganza vogue Bisanzio.

Le dominae della Gens

Le dominae della Gens

Bastava, però, girarsi di 180°, ed era tutto un altro mondo, tanto si aveva l’impressione di trovarsi in una fiaba delle Mille e Una Notte: sete orientali e turbanti, il tutto sotto un maxi tendone da suq nordafricano che ha suscitato l’immediato spirito di emulazione del marphais Talarico (Pietro per l’occasione, cognato del principe Guaiferio…), e tanto di tenda berbera arredata di tutto punto!

Settore agareno con tenda berbera e tendone del mercato.

Settore agareno con tenda berbera e tendone del mercato.

Lo sfondo ideale per due giorni frenetici e infuocati (anche per il caldo!!), ma indimenticabili. La rievocazione vera e propria, quella dell’assedio di Salerno da parte dell’esercito di Abd-Allah, si è tenuta sabato pomeriggio, in una piazza stracolma, che ha sorpassato di gran lunga le nostre migliori aspettative! E con tutti i problemi tecnici che inevitabilmente l’hanno accompagnata come i microfoni “intermittenti” o il dove far spostare la gente durante la battaglia; e personalmente ci aggiungo tutte le ansie per la riuscita di una sceneggiatura che mi era costata due nottate di spremitura di meningi. Comunque sia, la scena è riuscita veramente bene, gli interpreti davvero fantastici, soprattutto Diego (qui Pietro di Ermesindo) e il maestro d’armi agareno Franco (il suo avversario ‘Abd-al-Baqi) i quali non solo con le cosiddette “mazzate” ma anche con l’improvvisazione hanno reso il momento del loro duello molto credibile (io tremavo come una foglia…).

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Longobardi contro Agareni…

L’evento è stato anche l’occasione per presentare il teaser del primo film della Gens Langobardorum, “Gemma“, tratto dal racconto di Tina Cacciaglia: dentro il Tempio di Pomona, nell’allestimento-lampo del palazzo di Guaiferio, facevano bella mostra di sé anche le fotografie dei retroscena del filmato, scattate dalla bravissima Cristina Santonicola,  che è stata anche fotografa ufficiale dell’evento (tocco femminile, non c’è niente da fare).
E poi i vari quadretti della domenica, compresa un’ordalia alla longobarda, ricostruita in tutta la procedura; per non parlare dello spettacolo di danza con la mia carissima Serena che, vestita di nera notte rotta dalle stelle di gioielli d’argento, sembrava uscita da una miniatura persiana…

La danza di Serena.

La danza di Serena.

Come sempre, però, le cose più belle sono “a riflettori spenti”: due giornate passate gomito a gomito con nuovi e vecchi amici sono stati sufficienti per creare un’atmosfera affiatata che credo mi terrà compagnia per un bel po’. Per me in particolare la soddisfazione era tanta, perché avevo l’occasione di ricambiare la calda ospitalità che mi diedero gli Imperiales a Lucera due anni fa, quando non ero che una “poppante” isolata senza nemmeno un progetto preciso in testa. Posso dire che è anche grazie a loro che oggi faccio parte di un gruppo di Living History potenzialmente “con gli attributi”, certo ancora agli inizi, ma che ha buone potenzialità tutte da tirare fuori. Ed è stata anche una bella soddisfazione vedere la Gens legare così in fretta con loro: credo mi resterà ancora a lungo il ricordo del pomeriggio passato sotto il velario “tra noi ragazze”, con Azzurra impegnata a dipingere con l’henné le mani delle nostre dominae.
E i momenti di risate stratosferiche, come l’affollamento delle stesse dominae nella tenda berbera, culminato con il “salto della sposa” sul materasso, cioé di domina Gemma, che da pochi giorni aveva convolato a nozze… secondo me miglior augurio non ci poteva essere!!

Tocco d'artista: Azzurra e l'henné.

Tocco d’artista: Azzurra e l’henné.

 Per saperne di più:
“Principatus Salerni”. Una scrittrice racconta – articolo pubblicato su “Rievocare”;
Scorci dalla Salerno longobarda: “Principatus Salerni” visto dai fotografi – articolo pubblicato su “Citizen Salerno”.

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Informazioni su Mercuriade

Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e ora collaboro con il giornale on-line "Citizen Salerno" e con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e sono membro di varie associazioni culturali tra cui la "Veritatis Splendor" e la "Felix".
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