“Disposte con misura, numero e peso” – a San Domenico appuntamento con la scienza del Medioevo.

Calcolo della stella polare - Miniatura da trattato di astronomia, Mont-Saint-Michel, XII sec.

Calcolo della stella polare – miniatura da Trattato di astronomia e geometria, Mont-Saint-Michel, metà XII sec. Avranches, Bibliothèque municipale.

Si apre con un intervento video in Inglese dell’autore la presentazione del libro La genesi della scienza di James Hannam, dottore di ricerca in Storia e Filosofia della Scienza all’università di Cambridge, uscito per la prima volta nell’edizione italiana solo due mesi fa, a cura della casa editrice D’Ettoris di Crotone, pur essendo stato pubblicato per la prima volta in Inghilterra nel 2009, e poi riedito negli Stati Uniti nel 2011. La traduzione è frutto del lavoro congiunto di specialisti di varie discipline provenienti da tutta Italia, due dei quali, Saul Finucci e Fabio Piemonte, escono dal dipartimento di Filosofia dell’Università di Salerno.

Calcolo del triangolo rettangolo - Miniatura da trattato di astronomia, Mont-Saint-Michel, XII sec.

Calcolo del triangolo rettangolo – miniatura da Trattato di astronomia e geometria, Mont-Saint-Michel, metà XII sec. Avranches, Bibliothèque municipale.

Non poteva mancare proprio a Salerno dunque questo volume innovativo da tutti i punti di vista, presentato venerdì 15 maggio tra gli affreschi e gli stucchi barocchi della cinquecentesca Cappella del Rosario, nel complesso dell’ex convento due-trecentesco di San Domenico, roccaforte salernitana durante l’Età Angioina dei frati domenicani, da sempre dediti allo studio, e che per giunta custodisce una reliquia del braccio di uno dei più grandi geni della filosofia di tutti i tempi, Tommaso d’Aquino, oltre alla tomba delle sue sorelle Marotta e Teodora. Ospite d’onore di questo appuntamento, organizzato dall’associazione culturale salernitana Veritatis Splendor, affiancata tra gli altri anche dal gruppo di Living History Gens Langobardorum, è il curatore dell’edizione italiana del volume, il prof. Maurizio Brunetti, docente aggregato di Geometria all’Università degli Studi di Napoli Federico II e autore di svariati articoli di topologia algebrica pubblicati su riviste internazionali di matematica; ad introdurre è il giovane dottore di ricerca salernitano in Filosofia Medievale Fabio Piemonte, il cui contributo alla traduzione del libro dall’Inglese è stato importante. Obiettivo della serata: sfatare i luoghi comuni che vorrebbero i mille anni intercorsi tra la caduta dell’Impero Romano e la scoperta dell’America come un periodo di assoluto letargo dal punto di vista scientifico.

Calcolo dell'altezza degli oggetti - miniatura da Trattato di astronomia e geometria, Mont-Saint-Michel, metà XII sec. Avranches, Bibliothèque municipale.

Calcolo dell’altezza degli oggetti – miniatura da Trattato di astronomia e geometria, Mont-Saint-Michel, metà XII sec. Avranches, Bibliothèque municipale.

«Questa visione del Medioevo, dal punto di vista della storia della scienza, è stata superata da più di cinquant’anni, almeno nei Paesi Anglosassoni,» sottolinea con forza Fabio Piemonte. «Purtroppo l’insegnamento nelle nostre scuole continua a seguire i vecchi stereotipi di origine rinascimentale, per i quali il Medioevo non avrebbe introdotto un bel niente in campo scientifico e tecnologico. In realtà bisognerebbe rendersi conto che, se la nostra scienza moderna è fatta in un certo modo, è perché poggia sulle basi poste anche nel Medioevo, come riconobbe lo stesso Newton dicendo “Se ho visto più lontano è perché stavo sulle spalle dei giganti”, riprendendo tra l’altro una frase di Bernardo di Chartres, filosofo di XII secolo. Il cammino della scienza, ossia dello sguardo di conoscenza razionale dell’uomo sulla realtà, non è un percorso lineare in salita costante, ma un fiume carsico, che ha cambiato continuamente volto e, partendo dall’Antichità, è passato attraverso il Medioevo per poi esplodere nel Seicento, senza fermarsi mai.» Gli scienziati del Medioevo, o meglio i “filosofi della natura”, come essi stessi si definivano, concepivano la realtà non come tanti pezzi staccati, da dover spiegare “a compartimenti stagno”, ma come un unico meraviglioso meccanismo, il cui funzionamento la ragione umana fosse perfettamente in grado di scoprire; e che la ragione potesse fare questo stabilendo rapporti qualitativi e quantitativi tra i vari elementi di questo meccanismo, attraverso le sette arti liberali, quelle del Trivio (grammatica, retorica e dialettica), e del Quadrivio (aritmetica, geometria, astronomia e musica). Fu proprio il Medioevo ad unificare queste discipline, costruendo una forma mentis che è sostanzialmente quella su cui poggia la scienza moderna. Ma non solo: «Al Medioevo dobbiamo un mucchio di cose della nostra vita quotidiana,» continua Fabio Piemonte: «gli occhiali, il sistema di rotazione delle terre in agricoltura, l’aratro in ferro, il collare da spalla rigido, la staffa, l’orologio meccanico; quell’epoca ha saputo inoltre recepire e perfezionare invenzioni provenienti da molto lontano, come i numeri “arabi” (che in realtà provengono dall’India), la bussola, la carta, la stampa e la polvere da sparo.»

L'anno solare - miniatura dal Liber Floridus di Lamberto di Saint-Omer, 1121 - Gent, Universiteitsbibliotheek.

L’anno solare – miniatura dal Liber Floridus di Lamberto di Saint-Omer, 1121 – Gent, Universiteitsbibliotheek.

Privilegia invece il campo della matematica il prof. Brunetti, con una relazione molto stimolante e che comprende anche multimedialità e piccoli “test” istantanei, fatti apposta per attirare il bel gruppetto di studenti delle scuole superiori presenti in sala. «Il concetto di “scienza moderna” non è solo un dato cronologico,» puntualizza, «ma un modo di fare scienza che si riassume essenzialmente nell’analisi di un fenomeno, nell’elaborazione di teorie quantitative e nella loro verifica tramite esperimenti. Molti non sanno, però, che questo approccio è frutto di un percorso risale fin nell’Antichità: lo stesso astronomo e geografo Tolomeo utilizzava questo “metodo sperimentale” in embrione per dimostrare la sua teoria della Terra al centro dell’Universo, e Aristotele puntualizzava che l’osservazione dovesse venire prima dei ragionamenti astratti.» Un percorso che ha dei risvolti anche sorprendenti: «In pochissimi sanno che il principio di inerzia, attribuito a Newton (“un corpo mantiene il proprio stato di quiete o di moto rettilineo uniforme, finché una forza non agisce su di esso”), ha le sue radici nel pensiero filosofico del Francese Giovanni Buridano, rettore dell’Università di Parigi nella prima metà del XIV secolo, il quale sosteneva, tra l’altro che “La Terra in rotazione imprime lo stesso movimento anche ai corpi solidali con essa”. Il suo allievo Nicola d’Oresme, poi, diede una dimostrazione geometrica del teorema della velocità media enunciato da un altro matematico suo contemporaneo, Guglielmo Heytesbury, cancelliere dell’Università di Oxford, e intuì che lo spazio è l’integrale della velocità. Vogliamo parlare, poi, dei calcoli matematici che sono alla base del progetto di una cattedrale gotica, così complessi da non essere proposti nemmeno nei corsi di base delle nostre facoltà di architettura?»

La Rosa dei Venti - miniatura dal

La Rosa dei Venti – miniatura dal “Corpus Pelagianum”, Spagna, XIII sec. – Madrid, Biblioteca Nacional de España.

Non manca nemmeno un riferimento alla rielaborazione del pensiero dei grandi filosofi della natura arabi: «Le prime teorie della visione elaborate nell’Europa medievale da Ruggero Bacone, che avrebbero portato all’invenzione degli occhiali, fanno propria l’impostazione di Alhazen, vissuto a cavallo dell’anno 1000. Tra l’VIII e il IX secolo, invece, “decolla” l’algebra, con il matematico e astronomo persiano al-Khwarizmi, dal cui nome tra l’altro deriva il termine “algoritmi”, la stessa parola “algebra”, deriva dall’arabo al-jabr, “ripristinare” o “completare”, parte del titolo di uno dei suoi trattati; e questa nuova disciplina arrivò in Europa già nel corso del X secolo, grazie all’opera di grandi intellettuali come Gerberto d’Aurillac (papa Silvestro II). Costoro vissero proprio nell’Alto Medioevo, nel quale un po’ tutti immaginiamo che si fosse tornati quasi all’età della pietra. Se lo sviluppo della scienza, nel mondo arabo, ad un certo punto si fermò fu a causa degli scontri tra le diverse correnti dell’Islam, tra Averroé, che insisteva sulla necessità di una dialettica positiva tra fede e ragione, e il sufista Al-Ghazali, autore di un trattato intitolato significativamente L’incoerenza dei filosofi. Le università europee, invece, fin dalla loro origine, godettero di un’indipendenza quasi totale, e fede e ragione non venivano viste come contrastanti, tutt’altro, se ogni cosa aveva una ragione era perché Dio aveva disposto così. Non a caso, una delle frasi della Bibbia più citate dai filosofi della natura del XII secolo era questa, tratta dal Libro della Sapienza: “Tu hai disposto ogni cosa con misura, numero e peso”».

Astrolabio - Francia, XIII sec. - Firenze, Museo della Storia della Scienza.

Astrolabio – Francia, XIII sec. – Firenze, Museo della Storia della Scienza.

Fabio Piemonte rincara la dose, portandoci tra pieghe decisamente insolite: «Se leggiamo la Genesi, notiamo che il sole e la luna sono definite come “due lampade”, il sole più grande e la luna più piccola. Dunque dovremmo pensare che gli uomini del Medioevo immaginassero il sole e la luna, come due lampade ognuna delle quali brilla per conto suo; eppure quando, nella sua decretale Solitae del 1210, papa Innocenzo III vuole dire che la potestà regale dei sovrani della terra è comunque riflesso dell’autorità spirituale di cui il papa è rappresentante in terra, ricorre alla metafora della luna che non brilla di luce propria ma riflette quella del sole; ciò vuol dire che anche il papa sapeva che il sole e la luna non sono due lampade, ma la luce della luna è in realtà la luce solare riflessa.» Insomma, l’immagine che salta fuori del Medioevo in questa serata è ben diversa da quella cui siamo stati abituati, e ci fa capire che, dopotutto, se oggi sappiamo tanto sull’universo che ci circonda, un po’ di gratitudine la dobbiamo anche ai sapienti vissuti in quei mille anni. Non dimentichiamo, tra l’altro, che anche la Scuola Medica Salernitana, che ha reso Salerno famosa in tutto il mondo allora conosciuto e importante tappa nel percorso verso la medicina moderna, è stata anch’essa frutto di quei secoli da noi oggi definiti “oscuri”…

Pubblicato su “Citizen Salerno” – La Scienza nel Medioevo – importante convegno presso la Chiesa di San Domenico (Salerno).

Per saperne di più:
James Hannam, La genesi della scienza, a cura di Maurizio Brunetti, Crotone, D’Ettoris Editore, 2015;
Video della conferenza: parte 1, parte 2, parte 3, parte 4, parte 5, parte 6, parte 7;
Fabio Piemonte, La scienza moderna nasce nel Medioevo – “Il Timone”, 06/2015;
Hannam e le radici medievali della scienza moderna – “La Croce”, 08/01/2015;
sito di James Hannam;
sito di Maurizio Brunetti.

Annunci

Informazioni su Mercuriade

Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e ora collaboro con il giornale on-line "Citizen Salerno" e con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e sono membro di varie associazioni culturali tra cui la "Veritatis Splendor" e la "Felix".
Questa voce è stata pubblicata in Scienza tecnologia e medicina. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...