La Gens al Crocifisso Ritrovato, parte III – profumo di novità.

Due buone notizie in questa Fiera del Crocifisso Ritrovato 2015:

  1. Non ha piovuto;
  2. Il nostro evento Principatus Salerni ha molta più probabilità di realizzarsi, perché abbiamo venduto più biglietti della lotteria in un fine settimana che in cinque mesi!!!

Anche se lentamente, la Gens Langobardorum sta crescendo, e il nostro ancora piccolo spazio sta cominciando a distinguersi dagli altri banchi che affollano Piazza Abate Conforti, dominata dall’antico monastero di Santa Sofia. Certo, ad alcuni bisogna ancora spiegare che “qui non si vende niente”, ma la novità di un gruppo di rievocazione interamente salernitano sta circolando, e sentirci chiedere, magari da gente che viene da tutt’altra parte «Siete voi i Longobardi?» dà una certa soddisfazione. E, naturalmente, ci sono anche quelli che ci hanno conosciuto attraverso i social network, che finalmente si vedono per la prima volta. Si promette un’affluenza niente male per Principatus Salerni.
Non c’è che dire, siamo stati decisamente ben messi quest’anno: uno spazio proprio all’ingresso della piazza, abbastanza per piazzarci due banchi, la tenda, un piccolo spazio davanti per allenarsi, e, il primo giorno, perfino… un cavallo!!!

Il marphais Talarico a cavallo.

Il marphais Talarico a cavallo.

Questa è stata anche l’occasione per la prima uscita ufficiale del nostro nuovo arrivo, il taverniere Pietro detto Vercorde, cioè “il Pazzo” (al secolo Americo, il birraio che ha voluto a tutti i costi un nome “normale”, almeno in rievocazione), il quale, fin dall’inizio, ha fatto pienamente onore al suo soprannome, ansioso com’era di avere qualcuno da mettere sotto la spada, ed essendo stato capace di rompere l’impugnatura dello scudo del principe durante il primo duello con lui!!! Tiriamo tutti un sospiro di sollievo a sapere che lui, non essendo un arimanno, non dovrà portare la spada… In compenso, il secondo giorno ci ha stupiti tutti, preparando al momento un ottimo vino speziato con tanto di pezzetti di mele dentro!

Pietro Verecorde, il taverniere della Gens, mentre prepara il suo vino speziato.

Pietro Verecorde, il taverniere della Gens, mentre prepara il suo vino speziato.

Sarà stata l’adrenalina scatenata dal caldo, o dalla parentesi calcistica del sabato pomeriggio (traduzione per i “forestieri”, la Salernitana entrata in serie B), ma quasi tutti i nostri uomini, ad eccezione dell’abate (Deo gratias), sembravano particolarmente smaniosi di menar le mani: tra l’altro trascinando anche i bambini con le loro spadine di legno in duelli all’ultimo sangue! Dove, però, il princeps ha dato il meglio di sé è stato nel duello a dadi con il marphais, che si è ritrovato letteralmente massacrato e prosciugato del suo gruzzoletto di fiches di ceramica: se si fosse trattato di solidi veri il povero Talarico sarebbe stato ridotto sul lastrico per davvero…

La fortuna sfacciata del principe Arechi ai dadi.

La fortuna sfacciata del principe Arechi ai dadi.

La Gens Langobardorum, per il momento, ha un’anomalia rispetto agli altri gruppi di rievocazione altomedievali: conta una maggioranza schiacciante di donne. Il che è utile, di tanto in tanto, a portare una ventata di raffinatezza vogue Bisanzio, per dirla con la badessa Agata, la cui eleganza ha rappresentato ancora una volta un fiore all’occhiello per il gruppo. E non si può dire che le altre, dominae o plebee, siano da meno: la semplice presenza a Largo San Petrillo dell’orafo Claudio Passeri è stata sufficiente per mettere nelle loro fini orecchie la pulce di un particolare capace di dare splendore a tutto il resto: un anello, un semplice paio di orecchini a cerchio di rame, o addirittura pendenti bizantini impreziositi da perle e pietre dure, come quelli che sono arrivati a contornare il volto della domina Teodenanda.

La domina Teodenanda con i suoi pendenti greci.

La domina Teodenanda con i suoi pendenti greci.

Per quanto mi riguarda, questo evento è stato portatore di novità, durante e soprattutto prima. Per la prima volta ho dovuto improvvisare l’estrazione di una freccia e la sua medicazione facendo mente locale in tempo reale di tutte le prescrizioni in merito di Paolo di Egina: sì, ho detto proprio improvvisare, dato che l’arcaio Airolfo mi è letteralmente piombato davanti senza preavviso alcuno portando un altro dei suoi arcai con una freccia (con le barbe) stretta sotto l’ascella.
La vera novità, però, è un’altra.
Da semplice appassionata della Scuola Medica Salernitana e della medicina altomedievale mi sto accingendo a diventare una vera rhizotomoe (raccoglitrice di erbe), essendomi messa alla scuola di un grande maestro, che non nomino per non infrangere il segreto che si impone ad un’adepta. Grazie a lui sto scoprendo ciò che si nasconde dietro i nomi greci e latini delle erbe menzionate dagli antichi autori, e, soprattutto, che quei nomi hanno una forma, un colore, un odore tutto loro, diverso da tutti gli altri, un modo particolare di essere colti, legati, conservati.
La mia prima uscita alla ricerca di erbe è stato un momento magico, nel vero senso della parola: ho toccato con mano una magia fatta di gesti all’apparenza semplici, ma in realtà antichi e segreti, legati a detti e tradizioni, di profumi da assaporare senza fretta, di contatti affrontati con la punta delle dita, con attenzione estrema sia per ciò che si tocca sia per la propria pelle. Sensazioni vissute per la prima volta, eppure riverberi di ricordi lontani: quelli della ragazzina che si aggirava cantando, solitaria come un’ombra, tra gli ulivi e gli oleandri di Palinuro, spezzettando le grandi foglie di aloe per sentirne il succo fresco e leggero, che, con un gesto quasi innato, come lo avesse da sempre saputo, si addentrava tra le spine della macchia al di sopra della spiaggia e si strofinava le mani con foglie di menta per ripulirle dalla sabbia.

Il bottino del mio primo giorno da rhizotomoe.

Il bottino del mio primo giorno da rhizotomoe.

So di avere ancora tutto da imparare, ma l’importante è iniziare. E avere il coraggio di provare e riprovare, sperimentare e ricominciare, e se si sbaglia tutto, pazienza, andrà meglio la prossima volta.
Così è stato per il peganos, il collirio alla ruta descritto da Metrodora in poche, laconiche parole in Greco, e che alla Fiera del Crocifisso si presentava per la prima volta nella boccetta romana nuova di zecca: non era esattamente quel che si dice il massimo della purezza, dopo due giorni già si vedevano galleggiare i residui di calcare, ma non mi posso davvero lamentare per essere la prima volta, l’odore delicato e dolce ha conquistato i visitatori.
È andata decisamente meglio con la melissa in vino, anche se quel Vercorde di Pietro (è proprio il caso di dirlo) mi ha tenuto sveglia tutta la notte per non aver esitato ad assaggiarla, stregato dal suo odore!! Per fortuna, dopo ho saputo che non gli poteva accadere granché: al massimo sarebbe piombato in un sonno talmente profondo da non presentarsi la domenica per l’ultima giornata…

Le novità dello spazio della medicina...

Le novità dello spazio della medicina…

Per saperne di più:
Fiera del Crocifisso 2015: l’esperienza di due artigiani di Fabriano – articolo su “Citizen Salerno”.

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Informazioni su Mercuriade

Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e ora collaboro con il giornale on-line "Citizen Salerno" e con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e sono membro di varie associazioni culturali tra cui la "Veritatis Splendor" e la "Felix".
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2 risposte a La Gens al Crocifisso Ritrovato, parte III – profumo di novità.

  1. frate Wolmaro ha detto:

    complimenti a tutti!

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