Medioevo, l’età dell’immaginario

di Armando Torno

Dalle fiabe all’incontro tra Bibbia e filosofia: tutto venne pensato in quegli scrittoi.

Sant'Agostino allo scrittoio - miniatura da "De Genesis ad litteram" - Mont-Saint-Michel, 1040-1055.

Sant’Agostino allo scrittoio – miniatura da “De Genesis ad litteram” – Mont-Saint-Michel, 1040-1055.

È il caso di studiare ancora il pensiero medievale?
Questa domanda invita a numerose risposte, ma la prima su cui vale la pena riflettere la dobbiamo a Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, una delle più note studiose della filosofia dell’età di mezzo. In uno degli ultimi incontri, parlando dei progetti nazionali che si appresta a dirigere, le hanno chiesto di replicare con parole semplici – possibilmente dedicate a un ragazzo – all’interrogativo. Ha detto: «Quali fiabe leggi? Quelle che hanno un’origine medievale. Che storie cerchi? Quelle che si rifanno a modelli di quel periodo. L’immaginario da noi utilizzato è costruito e continua a vivere grazie a fantasie medievali. E tali sono ancora le nostre speranze, le paure, persino i premi che desideriamo ricevere».

Tommaso d'Aquino che insegna - miniatura da "Commento alle Sentenze di Pietro Lombardo", ultimo quarto XIII sec.

Tommaso d’Aquino che insegna – miniatura da “Commento alle Sentenze di Pietro Lombardo”, ultimo quarto XIII sec.

L’età di mezzo, che gode di buona salute editoriale, resta importante anche per le indagini della teologia. Non a caso uno studioso come Inos Biffi, dopo una vita di ricerche, vede in questi mesi avviare dalla Jaca Book la pubblicazione delle sue opere complete: la parte dedicata alla «costruzione della teologia medievale» in 8 volumi sposta e corregge vecchie prospettive di lettura. In parole semplici, la disciplina che cerca di indagare Dio non si riassume semplicemente nell’intelligenza scientifica della fede, ma per quel periodo va intesa anche come affetto, estetica, rappresentazione.
Di più: dialogando con Emanuele Severino si scopre che Tommaso d’Aquino è stato uno degli autori più importanti della sua formazione. Ci confida: «La capacità interpretativa che ebbe di Aristotele resta formidabile, tanto che non esito ad affermare che lo abbia compreso meglio di molta critica contemporanea. Sono particolarmente sorprendenti le sue osservazioni sul “principio di non contraddizione”: Tommaso aveva capito che per Aristotele coloro che lo negano possono fare ciò soltanto a parole, senza poter credere a quel che dicono». Severino ricorda inoltre il nostro attivo legame con il pensiero medievale: «Facciamo un esempio che vale per molti altri: Heidegger si è laureato su Duns Scoto ed è con questo autore che ha cominciato le sue riflessioni sulla dottrina delle categorie e del significato».

Raimondo Lullo in una disputa - miniatura dall' "Electorium parvum seu Breviculum", 1321 ca - Karlsruhe, Badische Landesbibliothek.

Raimondo Lullo in una disputa – miniatura dall’ “Electorium parvum seu Breviculum”, 1321 ca – Karlsruhe, Badische Landesbibliothek.

Numerosi sono ancora i motivi che ci invitano a non dimenticare il pensiero del Medioevo. Per continuare con un ulteriore esempio, ben presente nel terzo volume della Storia della filosofia di Giovanni Reale e Dario Antiseri (in uscita venerdì 31 ottobre), è possibile soffermarsi sulla figura di Marsilio da Padova, nato tra il 1275 e il 1280, autore del celebre Defensor pacis, ovvero di un Difensore della pace che ha ancora pagine da meditare. Eccone una: «Noi diciamo che legislatore, cioè causa effettiva prima e propria della legge, è il popolo, ossia la collettività dei cittadini o la parte più importante di essi, che per sua scelta, ossia per volontà espressa con parole nell’ adunanza generale dei cittadini stessi, ordina ovvero determina di fare o di omettere una cosa concernente gli atti civili umani con minaccia di pena o supplizio terreno». Le leggi e lo Stato sono dunque cosa e costruzione umana e trovano giustificazione unicamente nella nostra volontà.
Inoltre questa fu un’età di convivenze e di scambi culturali fecondissimi. Franco Cardini, storico e professore a Firenze, che ha al suo attivo decine di pubblicazioni sul periodo, ci faceva notare: «Dobbiamo occuparci del Medioevo perché siamo disperatamente alla ricerca delle nostre radici identitarie: quei secoli restano la base della cultura che utilizziamo. D’altra parte, la modernità è cominciata tra il XII e il XIII secolo, quando si celebrò il grande incontro tra la tradizione ellenistico-romana e la scienza arabo-musulmana; e quest’ultima ci ha restituito molta filosofia antica e ha creato i fondamenti della scienza attuale». Inutile soffermarci su esempi particolari, giacché lo zero, tanta matematica, numerose questioni di medicina, di chimica, di astronomia le dobbiamo al mondo islamico. E nell’età di mezzo ci fu anche un fiorente pensiero ebraico che, tra l’altro, cercò con Mosè Maimonide di conciliare Bibbia e filosofia, rintuzzando i contrasti tra ragione e fede che ancora oggi tormentano i nostri dibattiti.

Alhazen insegna ai suoi discepoli - miniatura dal Makhluqat di al-Hariri, XIV secolo

Alhazen insegna ai suoi discepoli – miniatura dal Makhluqat di al-Hariri, XIV secolo

Ma è altresì vero che l’interpretazione biblica permea questa età trasformandosi continuamente in cultura (dopo il Concilio di Trento, nel XVI secolo, perderà buona parte di tale privilegio). Il terzo volume del Reale-Antiseri parte dal pensiero dei Padri della Chiesa dei primi secoli, mette in evidenza le nuove idee bibliche sull’uomo e sull’anima, le interpretazioni che si mescolano con la tradizione greca, la figura di Filone di Alessandria («il padre dei Padri»). Agostino spicca in tutta la sua grandezza e complessità. Giovanni Reale sta studiando da tempo questo autore, anzi da lui è sempre più coinvolto, tanto che attende alla cura del Commento al vangelo di Giovanni, un’opera sterminata di oltre duemila pagine che spera di chiudere il prossimo anno. «Agostino indica una via – ci ricorda Reale – che è ancora validissima: si deve credere per capire e, quando abbiamo compreso, la nostra fede aumenta. È un vero e proprio circolo ermeneutico». Inoltre l’attualità di questa figura passa, tra l’altro, dalle meditazioni sul tempo ma anche dalle riflessioni che ci ha lasciato sulla vita e sul significato della filosofia. Reale aggiunge: «Agostino era convinto che i pensatori antichi avessero inteso e visto l’aldilà, ma non riuscirono a comprendere l’amore di Dio. Soltanto con la croce di Cristo fu possibile compiere quella navigazione che ha avvicinato la divinità a tutti gli uomini». In calce a tali discorsi, Reale sottolinea un dato: «Le Confessioni di Sant’Agostino sono oggi il libro più venduto dopo la Bibbia». Che dire? Semplicemente che l’opera si meditò in tutto il Medioevo e giunse a Lutero: il monaco che si ribellò alla Chiesa di Roma partì, appunto, da Sant’Agostino. Altre storie verranno scritte, su Dio e sugli uomini, ma forse conviene ricordare che il dialogo tra le fedi è continuamente evocato nell’età di mezzo: tra i molti, Raimondo Lullo lasciò un’ opera carica di speranza facendo dialogare un cristiano, un ebreo e un musulmano con un filosofo pagano. Idea che per noi resta, nella migliore delle ipotesi, un sogno.

da “Il Corriere della Sera”, 28/10/2008

Per saperne di più:
Maria Teresa Fumagalli Beonio Brocchieri, Profilo del pensiero medievale, Bari, Laterza, 2002;
Inos Biffi, Mirabile Medioevo, Milano, Jaca Book, 2009;
Emanuele Severino, La filosofia dai greci al nostro tempo. La filosofia antica e medioevale, Milano, Rizzoli 2004;
Giovanni Reale, Dario Antiseri, Storia della filosofia: Patristica e scolastica, Volume 3, Milano, Bompiani;
Franco Cardini, Europa e Islam. Storia di un malinteso, Bari, Laterza, 2007.

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Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e ora collaboro con il giornale on-line "Citizen Salerno" e con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e sono membro di varie associazioni culturali tra cui la "Veritatis Splendor" e la "Felix".
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