Dietro le quinte di “Romeo&Juliet” – una salernitana racconta.

A volte un’esperienza iniziata per gioco può prendere una piega inaspettata. Così è accaduto alla salernitana Marika Motariello, classe 1986, architetto, la cui avventura è iniziata con un corso pomeridiano al liceo ed è finito… sul grande schermo! Nella specie, con il film Romeo&Juliet di Carlo Carlei, uscito nelle sale lo scorso 12 febbraio, ennesima riduzione cinematografica del dramma shakespeariano, nel quale Marika ha animato, insieme al gruppo di danza storica di cui fa parte, Il Contrapasso, diretto dalla prof.ssa Raffaella Lembo, la suggestiva scena della festa in maschera nel palazzo dei Capuleti, quella del primo incontro tra i due innamorati.

Marika Motariello (a destra) in una foto sul set.

Marika Motariello (a destra) in una foto sul set.

«Tutto avrei immaginato meno che questo, quando accettai la proposta della prof.ssa Lembo di iscrivermi al suo corso di danza storica,» confessa Marika, non senza un sorriso. «Non ero che una tredicenne al suo primo anno di liceo scientifico, e Raffaella Lembo era la mia insegnante di educazione fisica; entrai in questo corso pomeridiano senza darvi troppa importanza, soprattutto per avere un buon voto (e anche perché tra i partecipanti c’erano un paio di ragazzi che mi piacevano). Poi è scoccata la scintilla della passione, grazie all’entusiasmo che la prof. riusciva a trasmetterci, e anche perché, essendo quasi tutti compagni di classe, diventammo un gruppo molto ben affiatato, in cui le lezioni erano momenti di scoperta e di condivisione: senza contare che mi si è aperto un mondo, quello della danza e della musica medievale, rinascimentale e barocca, qualcosa che per me era completamente sconosciuto.» Ed effettivamente, della sua pluridecennale esistenza, il gruppo di danza storica Il Contrapasso ha collezionato un curriculum di tutto rispetto, partecipando a manifestazioni in tutta Italia, e a concorsi e festival internazionali come Pawana, a Wroclaw, in Polonia, nel 2007.

Il Contrapasso sul set.

Il Contrapasso sul set.

Ma com’è arrivato poi l’ingresso nel film Romeo&Juliet, che conta la Swarowski tra i produttori e tra gli interpreti una nomination all’Oscar (Hailee Stenfield, Giulietta) e un Golden Globe (Paul Giamatti, Frate Lorenzo)? «In pratica dobbiamo la nostra presenza al fatto che negli altri tre gruppi di danza storica c’era carenza di maschi,» scherza Marika, «ma, soprattutto, alla coreografa del film, Bruna Gondomi, insegnante di danza della prof.ssa Lembo, che ci conosceva e ci apprezzava da tempo, e con cui avevamo fatto anche degli stagesLa scena della festa “galeotta” è stata girata nel Palazzo Ducale di Mantova, proprio negli splendidi saloni cinquecenteschi, affrescati da artisti del calibro di Giulio Romano e di Andrea Mantegna, che avevano ospitato i memorabili ricevimenti dei Gonzaga. Come ci si sente a danzare lì? «Stanchi, infreddoliti e concentratissimi, ma alla fine molto arricchiti,» risponde Marika. «Ci svegliavamo alle sei di mattina e subito dovevamo essere pronti per essere vestiti e truccati, operazione che da sola durava due-tre ore; poi dovevamo aspettare che arrivasse il resto della troupe per poter cominciare a girare; e, tra prove e ciak vari, arrivavamo alle nove di sera, quando la temperatura scendeva anche sotto lo zero, e affrontarla con gli abiti che avevamo indosso non era esattamente il massimo. I ritmi erano talmente frenetici che, quando tornai a casa, mi sembrava di essere in vacanza! Quando scattava l’ “azione”, all’inizio ero molto tesa, ma la coreografia era semplice, e dunque ho potuto permettermi di godermi meglio le emozioni del momento; il regista non si faceva vedere quasi mai, ma per nostra fortuna abbiamo avuto sempre al nostro fianco gli assistenti alla produzione, persone meravigliose che ci hanno sostenuto in tutti i modi possibili. Quest’esperienza mi è servita ad imparare a relazionarmi con l’ambiente cinematografico, anche se per me è difficile considerarmi una “professionista”, per qualcosa che è e resta un grande amore come la danza storica.»

L'acconciatura di Marika.

L’acconciatura di Marika.

Un cenno speciale, Marika lo dedica alle varie addette ai costumi, dirette nientedimeno che da Milena Canonero, che proprio in questi giorni ha collezionato il suo quarto Premio Oscar: «Milena Canonero viene dalla leggendaria sartoria Tirelli di Roma, ma sono stata sorpresa di vedere che le persone che lavoravano con lei uscivano praticamente tutte dall’Accademia della Moda di Napoli, che (quasi nessuno lo sa) sforna i migliori costumisti del mondo. Questo mi ha aiutato ad apprezzare meglio degli abiti rinascimentali fatti come Dio comanda (così diversi da quelli “fatti in casa” che usiamo noi di solito), ma anche semplicemente a sentirmi un po’ più a casa avendo a che fare con delle conterranee: la cosa era reciproca, loro erano così contente di ritrovare con noi un po’ di Sud in mezzo a tutto quel Nord, e abbiamo passato ore e ore a scherzare.»

Marika nel suo costume di scena.

Marika nel suo costume di scena.

Quest’atmosfera affiatata, curiosamente, si è creata non solo con i tecnici, quelli che restano dietro le quinte, ma anche con gli attori, che non li hanno affatto “snobbati”, come racconta Marika. «Erano praticamente nostri coetanei, e questo ha reso il tutto un po’ più “informale”: si rendevano conto di dover imparare da noi, ci ascoltavano quando spiegavamo loro qualche passo un po’ più complicato, e magari li correggevamo. Non abbiamo percepito un senso di superiorità nei nostri confronti, anzi. Soprattutto Ed Westwick (Tebaldo) aveva un modo di fare molto semplice, da “ragazzo di strada”, con lui ci siamo fatti delle risate memorabili. Una sera, poi, ho incrociato Tom Wisdom (Paride) al McDonald, scoprendo che proprio quel giorno era il suo compleanno, e mi ha offerto una coca-cola; un vero gentleman

I danzatori con Douglas Booth (Romeo) e Hailee Stenfield (Giulietta) durante le riprese.

I danzatori con Douglas Booth (Romeo) e Hailee Stenfield (Giulietta) durante le riprese.

Il film, girato nel 2012, è uscito nelle sale italiane soltanto il 12 febbraio scorso, dopo continui rinvii. Cosa si prova a vedersi sul grande schermo? «Ho passato tutto il tempo della scena del ballo a cercare di individuare dove fossi, avendo io un abito abbastanza riconoscibile, dal corpetto verde smeraldo e il resto verde mela. Per il resto mi è dispiaciuto che, nel montaggio, abbiano mischiato tra di loro i passi delle tre danze che abbiamo eseguito, posti su una musica che non c’entrava niente.» E per il resto, cosa ne pensa una “trentenne qualunque” come Marika su questo nuovo adattamento per il cinema del dramma forse più famoso del Bardo di Straford? «Credo che il regista e i produttori abbiano voluto fare in qualche modo la stessa scelta che fece a suo tempo Franco Zeffirelli: scegliere un cast di attori adolescenti, e noti nel panorama degli adolescenti (Ed Weswick è stato appunto protagonista di un famoso telefilm), per avvicinare proprio loro alla tragedia di Shakespeare. Insomma, il testo è molto fedele, ma con una rivisitazione più “fresca”, per usare il linguaggio dei ragazzi: così, andando al cinema anche soltanto come scusa per vedere il bello del momento, hanno la possibilità di conoscere meglio un capolavoro forse citato troppo e letto troppo poco.»

Douglas Booth (Romeo) e Hailee Stenfield (Giulietta) in una scena del film.

Douglas Booth (Romeo) e Hailee Stenfield (Giulietta) in una scena del film.

A questo proposito, sui social network, gira da un po’ una frase un po’ dissacrante pensata come un invito alla lettura, che riporta quanto segue: “Ragazze che dicono di volere una storia come quella di Romeo e Giulietta senza sapere che durò tre giorni e finì con sei morti. Leggete!” Su questo, Marika avrebbe qualcosa da dire: «Come credo sia successo a molti altri, ho conosciuto questa storia sui libri di scuola, e mi è piaciuta subito. Non mi vergogno a dire che spesso mi sono immedesimata in Giulietta, perché è un’adolescente, come lo ero io; quelli che dicono di trovare questo capolavoro “sdolcinato”, dimenticano che “sdolcinati” lo siamo stati un po’ tutti, da ragazzini; poi si cresce, si fanno esperienze, si matura, si vedono le cose in modo diverso, ma quella voglia di amore assoluto, di voler seguire a tutti i costi il proprio cuore fregandosene di tutto il resto rappresenta comunque una parte di noi. Secondo me non c’è niente di artefatto o di “staccato dalla realtà” in Romeo e Giulietta, anzi, posso dire con sicurezza che è una storia vera, soprattutto in questi ultimi tempi: mi è capitato di imbattermi più di una volta in innamorati osteggiati dalle rispettive famiglie (soprattutto per motivi di differenza razziale o religiosa), cui l’amore ha dato la forza di andare contro tutto e tutti, perfino, a volte, di tagliare con le proprie radici, il che non è un sacrificio da poco.» L’eterno ritorno di una “storia vera”, come lo sono in fondo tutti i miti, che ha subito infinite mutazioni nel corso del Medioevo, da Boccaccio a Leon Battista Alberti, da Masuccio Salernitano a Matteo Bandello, per approdare in teatro con Shakespeare, diventando per tutti l’emblema dell’Amore, quello con la A maiuscola, senza se e senza ma.

Giulietta - statua in bronzo, 1969 - Verona, Stallo del Cappello.

Giulietta – statua in bronzo, 1969 – Verona, Stallo del Cappello.

Un mito cui, soprattutto nell’Ottocento, si è tentato di dare corpo, carne, luoghi. Ed ecco allora la “tomba”, della quale il pittore scapigliato Tranquillo Cremona rese tutta la dolce malinconia; ed ecco lo “Stallo del Cappello”, una casa-torre due-trecentesca da tutti ormai conosciuta come il Palazzo dei Capuleti, con il suo cortile e il balcone costruito di sana pianta negli anni ’30 del Novecento; ed ecco la statua di bronzo di Giulietta al centro del cortile, forgiata negli anni ’70, sulla quale la tradizione vuole che una ragazza, toccandole il seno sinistro, possa trovare l’amore della sua vita. Proprio su quel cortile è scoppiata una polemica pochi mesi fa, quando è stato stabilito un biglietto anche per il cortile del palazzo, tra chi ha gridato all’oltraggio alle migliaia di innamorati che ogni anno arrivano in città e chi considera tutto questo un fenomeno puramente commerciale, invitando a valorizzare la vera Verona storica. «Per me polemiche simili lasciano il tempo che trovano,» osserva Marika dal canto suo. «Anche io sono stata in quel luogo con la scuola, e anche io ho toccato il seno sinistro della statua di Giulietta; lo ammetto tranquillamente. A vedere questo come un fenomeno puramente commerciale si rischia di cadere nella trappola del “conformismo dell’anticonformismo”, e di cinismo oggi ce n’è fin troppo. Se tanti innamorati vanno in pellegrinaggio lì, un motivo ci sarà: sì, uso proprio questa parola, pellegrinaggio, perché secondo me lo spirito è lo stesso. Almeno io l’ho vissuto così: della serie “non è vero ma ci credo”. Se ci facciamo caso, anche i grandi santuari, da Lourdes ad Assisi, non scherzano in senso commerciale, ma i santini e le madonnine con l’acqua non li devi comprare per forza. Ecco, a me piace vedere le ragazze che toccano il seno della statua di Giulietta sperando di trovare l’amore della loro vita alla stregua delle tante persone armate di fazzoletti che toccano l’urna di Santa Rita da Cascia, perché sono alla ricerca della stessa cosa, l’amore, amor sacro o amor profano, ma sempre amore è. E intanto io l’amore della mia vita l’ho trovato…»

Articolo pubblicato su Citizen Salerno – “Romeo & Juliet” di Carlo Carlei (al cinema dal 12 febbraio). L’esperienza della salernitana Marika Motariello.

Per saperne di più:
Sito del gruppo di danza storica Il Contrapasso.

Annunci

Informazioni su Mercuriade

Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e ora collaboro con il giornale on-line "Citizen Salerno" e con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e sono membro di varie associazioni culturali tra cui la "Veritatis Splendor" e la "Felix".
Questa voce è stata pubblicata in Spettacoli. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...