Una birra di nome Arechi tra i Longobardi

Americo Galdi con il fantasma di Arechi che sale dal fumo della birra!!!

Americo Galdi con il fantasma di Arechi che sale dal fumo della birra!!!

Terminerà il 1 marzo prossimo la prestigiosa mostra Mulieres, ospitata nei locali di palazzo Fruscione e dedicata al grande fumettista Milo Manara, la cui inaugurazione è prevista per il 3 febbraio e che promette di attirare visitatori e appassionati anche da fuori regione, in particolare nei fine settimana.
Questo fine settimana, però, nello specifico sabato 7 febbraio, ci sarà un altro evento ad accompagnare la mostra, esattamente ad un passo di fronte, a San Pietro a Corte. Un evento che si preannuncia molto allettante, almeno a leggere il titolo: I Longobardi del Sud – Tradizione e produzione della birra.

Cariperga e i biscotti speziati - caldi e secchi, ideali per scongiurare gli "effetti collaterali" della birra!

Cariperga e i biscotti speziati – caldi e secchi, ideali per scongiurare gli “effetti collaterali” della birra!

Si dice spesso che il Sud è terra di vino, non di birra, bevanda del Nord; eppure l’alchimista egiziano Zosimo di Panopoli, nel IV secolo, dedica un trattato intero alla fabbricazione della birra, così come la birra è citata nel manuale di dietetica del medico bizantino Antimo, nel VI secolo, il quale la considerava la più salutare tra le “bevande fredde”, superiore all’assenzio e all’idromele, e la assimila alle tisane; inoltre sappiamo che la birra era uno dei prodotti tipici dell’abbazia di Montecassino nel VII secolo. Il Regimen Sanitatis, poi, il vademecum per la salute della Scuola Medica Salernitana, tesse un vero e proprio elogio della birra, soprattutto per le sue proprietà diuretiche. Si trattava di una birra, però, molto diversa dalla nostra, basata sulla fermentazione del frumento, dell’orzo o del farro, con l’aggiunta di miele o succo di datteri, e il suo sapore, dato che non si conosceva ancora l’uso del luppolo, era molto più dolce rispetto a quello che conosciamo.
Una differenza che i visitatori potranno non solo apprendere, ma anche gustare, grazie al trentenne Americo Galdi, titolare del Birrificio Arechi, che, insieme al gruppo salernitano di Living History Gens Langobardorum, darà vita a questo curioso appuntamento storico-enogastronomico.
Lo abbiamo incontrato nel suo “quartier generale”, il punto vendita di Via Irno.

Il punto vendita della Birra Arechi e il suo curioso arredamento!

Il punto vendita della Birra Arechi e il suo curioso arredamento!

«Seguivo già la Gens Langobardorum e il suo lavoro di ricostruzione storica tramite facebook,» confessa con sincero entusiasmo. « Quando il presidente Luca Borsa mi ha proposto l’idea di questo evento ho accettato immediatamente: la storia, soprattutto la storia di Salerno, la mia terra, è la mia seconda passione insieme alla chimica
Mettendo piede nel suo birrificio, questa sua passione per la storia si avverte immediatamente, nello scudo e nel gladio romano appesi a una parete, nelle botti che sorreggono il bancone, nella cornamusa scozzese in bella mostra su una cassapanca tra gli scaffali pieni di bottiglie. E pensare che ha aperto i battenti solo dal settembre scorso…
«Sono laureato in Ingegneria Ambientale,» racconta, «e così, dopo la laurea, mi sono chiesto: perché non trasformare i miei interessi in un’attività imprenditoriale? E così, due anni fa, mi misi a studiare quell’arte meravigliosa che è la creazione della birra.»
Eh sì, perché fare la birra non è esattamente quello che si dice un “gioco da bambini”: è una vera e propria alchimia, e, come tutte le alchimie che si rispettino, ha bisogno di studio e di pratica. E, dietro il marchio “Arechi Birra”, che ha poco più di due anni di vita, e dietro le sue declinazioni (le birre belghe “Flavio Gioia” e “Santa Sofia” e l’irlandese “Sichelgaita”), c’è un attento studio delle materie prime, che dà risalto a quelle nostrane come il farro o i limoni della Costiera.
«Per tener testa alla concorrenza della birra industriale, è necessario puntare più sulla qualità che sulla quantità del prodotto,» puntualizza Americo Galdi «E bisogna dare il tempo alla gente di apprezzare il tuo lavoro; la birra artigianale è qualcosa di completamente diverso da quella industriale cui quasi tutti sono abituati, e perché soprattutto gli esercenti capiscano l’importanza del prodotto artigianale sono necessarie pazienza e “testa dura”. Il fatto che chi abbia provato la mia birra, soprattutto gente al di sotto dei 45 anni, l’abbia gradita è il carburante che mi spinge ad andare avanti in quest’impresa.»
Ed effettivamente si è trattato di un’autentica impresa, soprattutto agli inizi: infatti Americo Galdi ha dovuto cominciare appoggiandosi ad altri birrifici, come “Lievito e Nuvole” di Avella, e commercializzarli presso ristoranti, bar e locali, come “L’Eco Bistrot” a Pastena. Ora la sua prossima tappa sarà la creazione di un vero e proprio birrificio artigianale dietro il punto vendita, con le attrezzature adeguate, e dunque di cominciare davvero a produrre birra per conto proprio.
«Credo in un progetto messo in piedi da giovani Salernitani che possa aver presa qui, a Salerno,» afferma con forza, «e che frutti non soltanto quattrini, ma anche cultura, e (perché no?) anche una migliore qualità della vita, rendendo i Salernitani consapevoli del proprio territorio e delle potenzialità che racchiude: per questo mi piacerebbe coinvolgere anche altri giovani in questo progetto. E per questo sono molto felice di inserirmi nell’appuntamento di sabato 7 febbraio, che unisce storia e sapori; con la speranza che non finisca qui…»

Pubblicato su “Citizen Salerno” – Longobardi a Salerno – appuntamento storico-enogastronomico con la Birra “Arechi”.

Per saperne di più:
Sito ufficiale del Birrificio Arechi.

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Informazioni su Mercuriade

Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e ora collaboro con il giornale on-line "Citizen Salerno" e con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e sono membro di varie associazioni culturali tra cui la "Veritatis Splendor" e la "Felix".
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