Quando l’arte serviva (e serve) a guarire… purché lo si sappia!

HPIM2009

Si concluderà il 15 marzo prossimo la tappa salernitana della mostra itinerante Quando l’arte serviva a curare. Gli erbari fra scienza e arte, messa in piedi da Aboca Museum, il museo delle erbe di Borgo Sansepolcro curato dall’azienda erboristica Aboca, e ospitata al Museo Diocesano.

HPIM1998 Una sala settecentesca al primo piano dal soffitto affrescato fa da sfondo ad un percorso che inquadra la funzione dell’arte di esporre la scienza, in particolare la botanica, specialmente se applicata alla medicina. Erbari a stampa dettagliatamente illustrati, albarelli, mortai, cui fanno da contrappunto grandi pannelli esplicativi in cui l’immagine attrae più della parola scritta, e i profumi delle erbe essiccate come malva, aloe e calendula, ricordano il contributo che l’arte ha fornito nel corso dei secoli alla medicina, e fa balenare l’idea che il bello non sia contrapposto all’utile, tutt’altro.

HPIM1999 Ne è più che convinto il direttore del Museo Diocesano, don Luigi Aversa, che sottolinea come la scelta del luogo per ospitare il periodo salernitano della mostra non sia stato per nulla casuale: «Il palazzo che oggi ospita il Museo è stata l’ultima sede dello Studium di medicina di Salerno, dal 1742 al 1811» puntualizza, «Era lì che si trovava quando Gioacchino Murat lo soppresse nel 1812; in un certo senso. Dunque la Scuola Medica Salernitana, sia pure nella sua fase di decadenza, è passata anche di qui, e da sempre nella Scuola Medica Salernitana l’arte è stata al servizio della salute: basta guardare gli erbari illustrati come quello di Giovanni Plateario che si trova alla Biblioteca Provinciale di Salerno, o altri testi di medicina e chirurgia sparsi nei musei di tutto il mondo.»

1908480_628362357289597_2629467970309187020_n All’interno della mostra non manca nemmeno uno spazio dedicato ai libri, completo di una mini-tisaneria, gestito dai volontari delle associazioni salernitane Il Centro Storico e Artexa; lì fanno bella mostra di sé le edizioni di testi di medicina medievale come il duecentesco Il Tesoro dei Poveri di Pietro Ispano (papa Giovanni XXI), o pregiati facsimile di antichi manoscritti come il De Materia Medica di Dioscoride o il Kitâb al-Diryâq (erbario arabo di XII secolo), decisamente fuori dalla portata di un singolo visitatore medio, ma che non dovrebbero assolutamente mancare in una delle biblioteche di quella che si vanta di esser stata la città della medicina.

HPIM2011 L’anello di congiunzione tra la Aboca e il Museo Diocesano è la prof.ssa Paola Capone, docente di Storia dell’Arte Moderna e Storia delle Arti Grafiche all’Università di Salerno. «In realtà collaboro da molto tempo con Aboca Museum,» chiarisce la prof.ssa Capone. «Mi hanno invitato diverse volte a tenere convegni e conferenze, in particolare per quanto riguarda i codici miniati e la storia della Scuola Medica Salernitana. La Aboca è molto interessata alla Scuola Medica Salernitana e ai suoi testi fondamentali

HPIM2014 A confermarlo è Anna Zita de Carlo, curatrice di Aboca Museum, museo delle erbe e dell’arte erboristica ospitato nel rinascimentale Palazzo Bourbon del Monte di Borgo Sansepolcro: «Salerno è per noi una meta particolarmente ambita, perché lì abbiamo trovato un’ottima accoglienza non solo dal punto di vista commerciale, ma anche culturale: si percepisce la volontà di una terra che è stata una pietra miliare della storia della medicina di riappropriarsi di una parte importante del suo passato e far sì che diventi presente. Personalmente sono convinta della bellezza e dell’importanza della mostra, e che questi due aspetti siano due facce della stessa medaglia: l’arte può servire ancora a guarire, ma è necessario uscire da una logica puramente iconografica. In fondo, è quello che noi di Aboca facciamo da sempre: studiare sistematicamente gli antichi erbari non solo dal punto di vista storico o antropologico come si fa di solito, ma prendendoli sul serio, recuperando quelle antiche conoscenze che la civiltà delle molecole e dei principi attivi ha accantonato. Speriamo che in futuro possa emergere qualche progetto da sviluppare precisamente sulla Scuola Medica Salernitana.»

HPIM1997 C’è un problema, però: la mostra è stata aperta il 6 dicembre scorso, e, eccezion fatta per i cento e più visitatori presenti il giorno dell’inaugurazione, la risposta dei Salernitani è stata molto scarsa. Questo è un punto che la prof.ssa Capone lamenta in modo particolare: «Il brutto è che molti cittadini sarebbero interessati alla mostra, ma non sanno nemmeno che ci sia: tanti sono cascati dalle nuvole quando ne ho parlato. E tutto per colpa della mancanza quasi totale di informazione: la notizia non ha avuto risonanza, nonostante giornali e televisioni locali ne abbiano parlato, perché non è stato possibile fare una distribuzione capillare in largo anticipo di manifesti e volantini, soprattutto nei luoghi attinenti all’argomento (farmacie, erboristerie, bar, ristoranti, ecc.). Ed è un vero peccato, soprattutto in un periodo di grande afflusso turistico come questo del periodo natalizio legato alle Luci d’Artista. Ma, fino al 15 marzo, abbiamo ancora un po’ di tempo…»

Articolo pubblicato su Citizen Salerno – “Quando l’arte serviva a curare”: gli erbari in mostra al Museo Diocesano di Salerno.

Per saperne di più:
Sito di Aboca;
Sito di Aboca Museum.

Annunci

Informazioni su Mercuriade

Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e ora collaboro con il giornale on-line "Citizen Salerno" e con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e sono membro di varie associazioni culturali tra cui la "Veritatis Splendor" e la "Felix".
Questa voce è stata pubblicata in Scienza tecnologia e medicina. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...