L’ultima alleata del Papa che rimase solo

di Arturo Carlo Quintavalle

La nobildonna fu sempre fedele al Pontefice morto esule a Salerno.

Matilde di Toscana e la sua corte - miniatura dalla "Vita Mathildis" di Donizone.

Matilde di Toscana e la sua corte – miniatura dalla “Vita Mathildis” di Donizone, 1115 c.a. – Roma, BAV.

C’è un ritratto che forse lei, e lei soltanto avrebbe potuto scrivere, Matilde, la comitissa di Canossa e marchesa di Toscana, un ritratto certo più volte disegnato nelle conversazioni con la madre Beatrice, o con il vescovo di Lucca o con l’abate di San Benedetto Po, quello di Papa Gregorio VII, il Papa della lotta contro l’Impero nel nome della libertà della Chiesa. Ma chi era Matilde? «Il re degli Alemanni l’ama a volte, altre la odia, ma la gente di Alemagna la serve ovunque e volentieri. Russi, Sassoni, Guasconi, Frisoni, Alverniati, Franchi, Lotaringi, Britanni la conoscono a tal punto da chiederle molte cose, la grande Matilde ha cavalieri che vengono da tutti questi popoli, e risponde sempre, alle schiere riunite, con volto sereno e mente pacata; detta lettere, conosce ben la lingua teutonica, parla la piacevole lingua francese, mantiene, regge, porta alla gloria i Longobardi».
Scrive così Donizone negli anni fra 1113 e 1115, lui che, abate di Sant’Apollonio, il monastero del castello di Canossa, conosce la storia della dinastia e la politica internazionale, le scelte della sua signora. Le lettere del Papa a Matilde sono note ma non i loro dialoghi, certo difficili, nell’inverno del 1077, nel munito castello di Canossa sotto il quale si presenta Enrico IV, l’imperatore scomunicato, a chieder perdono al Papa. Il Papa voleva andare in Germania per portare avanti la lotta per le investiture, che spettavano alla chiesa di Roma e non ai laici o all’Impero, e voleva un clero puro, non simoniaco, e tanto meno concubinario: su questa linea aveva combattuto per decenni come legato papale, col nome di Ildebrando di Soana, e adesso che, nel 1073, era stato acclamato Papa non poteva certo accettare imposizioni o violenze. In quell’inverno del 1077 l’Imperatore Enrico IV era sceso, attraverso la Svizzera e poi il Moncenisio, al settentrione, aveva armati, dunque per il Papa andare a nord del Po poteva essere pericoloso; così Gregorio si ferma a Canossa, che è al centro di un vero sistema di castelli, di fortificazioni collegate a vista, in modo che anche di notte coi fuochi si potessero segnalare i pericoli. Matilde è cugina dell’Imperatore, ha un esercito di fedeli soldati, sta al sicuro nei suoi fortificati castelli, ma le città non le sono tutte fedeli ed anzi, appena cala l’imperatore in Italia, fanno a gara nel dichiarare fedeltà a lui. Eppure Matilde non tradisce, e Gregorio VII lo sa bene. Le possibili parole della comitissa sono tutte nostre, ma è ragionevole pensare che abbia cominciato col rassicurare il pontefice. «Sicuri, siamo sicuri, duecento armati, altre centinaia nei castelli attorno, molte provviste e acqua, basta accendere un fuoco per chiamare le schiere; siamo in cima al monte, scosceso, difficile, lo ha visto bene. Si scorgono in basso delle luci, credo che l’ Imperatore sia giunto. Invieranno dei messi». Accanto a Matilde sta l’abate Ugo di Cluny, uno dei centri della Riforma che il papato vuole introdurre in Occidente; anche lui certo suggerisce attenzione e prudenza, la Germania è divisa, i Sassoni sono contro Enrico IV e anche diverse città, ma molti vescovi, molti principi sono invece con l’Imperatore, e il Papa è isolato in Italia mentre lo scisma divide la chiesa, da una parte chi sta con il Papa dall’altra chi si allea all’Imperatore; il pericolo è che si affermi un antipapa, come al tempo di Cadalo, dunque si deve cercare un compromesso. Gregorio VII però vuole che l’Imperatore si impegni a lasciare alla chiesa di Roma le consacrazioni dei vescovi, ovunque, anche in Germania, per meno non darà il perdono.
Cerchiamo di capire: Canossa è un castello munito di torri di pietra e di alte mura, dentro ha un monastero, con chiesa e cripta, dove sono sepolti in arche di pietra gli antenati di Matilde; per entrare nel maniero si devono passare diverse cinte munite. Si fa giorno, il paesaggio è quello innevato degli Appennini, allora densi di boschi, ma sotto il castello non ci sono ripari. I messi imperiali, religiosi e cavalieri, giungono a parlamentare, mostrano il sovrano che sta a piedi nudi, nella neve, vestito della semplice lana del penitente o del pellegrino. Il seguito del sovrano viene alloggiato da Matilde nel castello o in qualche dipendenza, intanto il re attende al freddo, per tre giorni. Interviene Ugo di Cluny, Enrico IV va nella Cappella di San Nicola a implorare una sua mediazione ma Ugo afferma di non potere, allora il re, in ginocchio, la chiede a Matilde. Siamo in basso, sotto il castello, Matilde risale e finalmente ottiene che Enrico venga accolto dal Papa. «Sette giorni prima della fine del mese di gennaio – racconta Donizone -, un mese molto più freddo e nevoso del solito, il Papa concede al re che aveva i piedi nudi gelati dal freddo di presentarsi a lui, e quello, gettandosi a braccia aperte a croce per terra, lo implora: perdonami padre beato, perdonami, ti prego». Il Papa si commuove, gli dà la comunione e quindi leva la scomunica. Qui finisce l’incontro di Matilde con Enrico IV, ma con un’appendice. Donizone precisa che Enrico ripassa il Po per andare a Nord ma, tradendo, attende con Guiberto vescovo scismatico di Ravenna e con altri armati, che il Papa salga oltre il Po per catturarlo, dunque Enrico subito rinnega il documento sottoscritto proprio a Canossa che garantiva la salvaguardia del Papa nelle terre dell’Impero.
La storia dei rapporti fra Matilde e Gregorio VII va avanti fino alla morte del Papa che scrive alla comitissa più volte, e scrive di lei allo stesso Imperatore, e a vescovi e principi d’Occidente, come di una sempre fedele alleata. Anche quando è costretto a fuggire da Roma ed a recarsi a Salerno sotto la protezione di Roberto il Guiscardo, quel filo diretto con Matilde rimane. Lo prova ancora Donizone: «Come Gesù affidò la madre al proprio discepolo così Gregorio affidò la contessa ad Anselmo che la guidò e indirizzò con parole ed esempi degni esortandola sempre ad opporsi allo scisma».
Ormai Gregorio VII è alla fine. Costretto a lasciare Roma, troppo pericolosa per l’incerta politica degli ottimati e del clero, si rifugia appunto a Salerno, dove è stata appena costruita la nuova cattedrale, dove si conserva la antica reggia dei Longobardi e ora dei Normanni; la città è sicura e su quello splendido trono d’avorio scolpito, nella grande chiesa che evoca col quadriportico e le colonne le antiche basiliche paleocristiane, Gregorio è consapevole di avere comunque costruito un modello che trionferà, quello della indipendenza della chiesa dal mondo dei laici. Le sue ultime parole «dilexi iustitiam et odivi inquitatem, propterea morior in exilio» non vanno lette come segno della sconfitta; «ho amato la giustizia, ho combattuto l’iniquità, muoio per questo in esilio» è citazione di Matteo: «Beati quelli che patiscono l’ingiustizia perché di questi è il regno dei cieli». Questo uomo forte e geniale, un Papa che ha cambiato la storia della Chiesa, ha fino all’ ultimo dialogato con la comitissa; lei dunque difenderà fino alla morte la Riforma e la Chiesa di Roma, lasciando al Papa tutto il suo enorme patrimonio di terre e di dipendenze. Nel nome della giustizia, contro l’iniquità.

"Il re chiede all'abate/supplica Matilde" - miniatura dalla "Vita Mathildis" di Donizone, 1115 c.a. - Roma, BAV.

“Il re chiede all’abate/supplica Matilde” – miniatura dalla “Vita Mathildis” di Donizone, 1115 c.a. – Roma, BAV.

L’umiliazione dell’imperatore
Donna profondamente religiosa, paladina della Chiesa, esaltata da Dante come simbolo della vita attiva, Matilde di Canossa, fu una protagonista della storia medievale. Figlia di Beatrice di Lorena e di Bonifacio III, marchese di Toscana, nacque nel 1046. Quando, nel 1076, entrò in pieno possesso dei domini del padre, che si estendevano dalla Lombardia al Lazio, divenne la più importante alleata di Papa Gregorio VII nella lotta per le investiture. Il Pontefice era fermamente intenzionato a dichiarare la superiorità del potere divino su tutti i poteri terreni, compreso l’Impero. Ebbe così una parte fondamentale nei rapporti tra il Papa e il giovane imperatore Enrico IV, suo cugino. Nel gennaio del 1077, davanti al suo castello, dove il Papa era ospite, avvenne l’umiliazione di Canossa. Enrico IV si presentò al cospetto del Papa, sostando per tre giorni davanti alle mura, scalzo e vestito da pellegrino, fino ad ottenere la revoca della scomunica.

da “Il Corriere della Sera”, 29/08/2003.

Per saperne di più:
Donizone (di Canossa), Vita di Matilde di Canossa, a cura di Paolo Golinelli, Milano, Jaca Book, 2008;
David J. Hay, The military leadership of Matilda of Canossa, 1046-1115, Manchester University Press, 2008;
Mostra – Matilde di Canossa: il papato, l’impero (Mantova e San Benedetto Po, 31/08/2008 – 11/01/2009)

Annunci

Informazioni su Mercuriade

Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e ora collaboro con il giornale on-line "Citizen Salerno" e con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e sono membro di varie associazioni culturali tra cui la "Veritatis Splendor" e la "Felix".
Questa voce è stata pubblicata in Donna e donne. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...