Un bambino e un giullare per raccontare l’Italia che sarà.

Ormai è un habitué a Salerno e dintorni, una presenza quasi fissa ad appuntamenti come la Fiera del Crocifisso Ritrovato e la Festa Medievale di Corpo di Cava. Si può tranquillamente definire un “artista di strada” nel senso migliore, anche se i suoi primi passi sono stati fatti sui sentieri del teatro, e gli è capitato anche di attraversare quelli della radio (ricordate le sue strofe a Radio KissKiss?); e ora approda a quelli del cinema.
Stiamo parlando di Gianluca Foresi. Mai sentito nominare? E se vi dicessimo che si tratta del Giullar Cortese, “con le rime sempre accese”, come si presenta sempre nei suoi spettacoli? Ebbene sì, le sue rime così apprezzate nelle piazze di tutta Italia, in uno stile trecentesco fiorentino frizzante e mai noioso, sono arrivate sul grande schermo, con il film Sarà un Paese, opera prima di Nicola Campiotti.

Gianluca Foresi in uno dei suoi spettacoli.

Gianluca Foresi in uno dei suoi spettacoli.

«Il mio è soltanto un cammeo di pochi minuti, – si schermisce l’attore umbro. – E questa volta non vi farò ridere, vi farò riflettere. Questo è un film serissimo, che usa sì il linguaggio lieve del sogno e dell’immaginazione, ma che mette lo spettatore davanti al dato reale, concreto, quello che ci troviamo tutti i giorni sotto gli occhi. Parla dell’Italia, di quella delle cose che non vanno, ma anche dell’Italia più buona, semplice, che si rimbocca le maniche.»
Che questo sia un film serio nessuno lo mette in dubbio. Anzi, l’UNICEF l’ha preso sotto la sua ala, per “l’altissimo valore del messaggio contenuto”; la prima nazionale, al cinema Barberini di Roma, ha visto anche la presenza del presidente dell’associazione Giacomo Guerrera. La pellicola, però, era già stata proiettata in anteprima, fuori concorso, al Festival del Cinema per Ragazzi di Giffoni.
Si tratta in pratica di un viaggio che racconta l’Italia con gli occhi di un bambino, Elia, alla cui scuola si mette il fratello trentenne Nicola, trentenne disoccupato e sfiduciato; un viaggio che va dalla A alla Z, da Cadmo, il mitico inventore dell’alfabeto, agli alieni.
Il “cammeo” di Gianluca Foresi è posto alla G di Governo, il Governo buono o cattivo i cui effetti, in città e in campagna, si vedono affrescati sulle pareti del trecentesco Palazzo Comunale di Siena; è da qui che salta fuori il Giullar Cortese, e, come una specie di “Virgilio vestito da pazzo”, svela al piccolo Elia il senso di quell’affresco, uno dei punti fondamentali del suo viaggio.
«La parte che recito è scritta da me, un po’ in rima “dantesca” un po’ in prosa, – spiega Gianluca Foresi. – Spiego il vero significato della parola “governo”, che per noi è diventata quasi una parolaccia: non c’è niente da fare, il benessere o il malessere di un Paese dipende da com’è governato. E qui il Medioevo, l’ambiente dei miei spettacoli nelle piazze italiane, diventa il luogo del sogno, del desiderio e della speranza di poter governare bene questo Paese.»
Uno dei pregi del film è di presentare contraddizioni e meraviglie dell’Italia in maniera unitaria senza un Nord o un Sud. E, a proposito di Sud, Gianluca Foresi, avrebbe qualcosa da dire, con il suo occhio critico di artista “forestiero”: «Il Sud è ingiustamente bistrattato e maltrattato: certo, è uno specchio di quello che nel nostro Paese non va, perché lì le cose si vedono più chiaramente che al Nord, ma è anche una terra vivace, desiderosa di scacciare i luoghi comuni negativi che le sono stati appiccicati addosso, e, soprattutto, accogliente, pieno di gente capace di farti sentire sempre a casa.»
La cosa è particolarmente vera per Salerno e Corpo di Cava, che lo hanno quasi “adottato”. Ai giovani artisti salernitani che sembrano non trovare risposte ai loro sforzi, dà un piccolo consiglio: «La fortuna del mondo del teatro è non essere stato ancora travolto dallo show-business, com’è accaduto per il mondo del cinema; dunque il consiglio che posso dare è non guardare il profitto ma la qualità, mettere le relazioni prima del prodotto».
E, per finire, il Giullar Cortese dedica un pensiero a Salerno, in versi però. Poteva essere diversamente?

Ogne fiata che io scorgo Salerno,
il cor mi palpita sì fortemente
con un tumulto quasi sempiterno
che arriva dritto alla mia mente
da far dimenticar tutto l’inferno
albergante su lo nostro continente.

Articolo pubblicato su Citizen Salerno – “Sarà un paese”: nel film di Campiotti sul belpaese anche Gianluca Foresi, il “Giullar Cortese”

Annunci

Informazioni su Mercuriade

Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e ora collaboro con il giornale on-line "Citizen Salerno" e con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e sono membro di varie associazioni culturali tra cui la "Veritatis Splendor" e la "Felix".
Questa voce è stata pubblicata in Medioevo e attualità, Spettacoli. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...