I classici segreti del Medioevo erotico

di Mario Andrea Rigoni

Gianna Gardenal ha curato per gli Oscar Mondadori l’antologia “Poesia latina medievale”

Anche se con un incredibile ritardo di decenni rispetto alla traduzione inglese, spagnola e francese, è apparsa sul finire dell’anno scorso per merito della Nuova Italia la prima edizione italiana di Letteratura europea e Medio Evo latino di Ernst Robert Curtius, opera capitale della storiografia e della metodologia letteraria di questo secolo, che rivendica e illustra innanzitutto il ruolo decisivo giocato dal Medio Evo latino nella formazione della letteratura europea. Niente può confermare questo ruolo meglio della conoscenza diretta dei testi. Una buona occasione, in questa prospettiva, è adesso offerta dall’antologia della poesia mediolatina curata da Gianna Gardenal per gli Oscar Mondadori (Poesia latina medievale, originale a fronte, pp. 350, lire 16.000), della quale c’era bisogno perchè la buona scelta pubblicata agli inizi degli anni Cinquanta presso Guanda da Giuseppe Vecchi era da molto irreperibile al di fuori delle biblioteche universitarie.
Preceduto da una chiara e sintetica introduzione, il volume presenta una quarantina di autori, da Paolo Diacono fino a Jacopone da Todi, accompagnati ciascuno da una nota biobibliografica, e una sessantina di testi, provvisti di note esplicative essenziali. Tramite questi versi, tradotti con sobria eleganza dalla curatrice insieme con Ferruccio Folkel, il lettore scoprirà la grande ricchezza e varieta’ poetica del Medio Evo latino, anche se i centri di sviluppo sono di fatto contenuti nell’area franco-anglo-tedesca. Nello stesso tempo potrà saggiare sia l’antichità di tanti topoi della letteratura europea, sia l’esattezza delle idee correnti intorno agli aspetti principali della mentalità e della cultura medievale: dal disprezzo del mondo sensibile all’ossessione escatologica, dall’intensità del culto mariano alla denuncia della corruzione ecclesiastica, dal senso della caducità della vita all’inclinazione allegorica, due aspetti. questi ultimi. che si trovano perfettamente compenetrati nel carme famoso Omnis mundi creatura di Alano di Lilla. “Tutte le creature del mondo/ sono come un libro o un dipinto,/ uno specchio per noi … /La rosa dipinge la nostra condizione,/ del nostro stato è commento appropriato,/ è insegnamento per la nostra vita;/ mentre fiorisce di primo mattino,/ come fiore senza petali sfiorisce/ nella vecchiezza della sera./ Perciò il fiore respirando spira,/ mentre impallidendo appassisce,/ già morente sul nascere; insieme antica e nuova,/ insieme vecchia e fanciulla,/ la rosa sbocciando imputridisce./ Così la primavera dell’uomo …”.
Si potrebbe forse obiettare che, di autori della levatura di Alano di Lilla, poeta, pensatore e teologo tra i più notevoli del secolo XII, discepolo del neoplatonico Bernardo Silvestre, era auspicabile una scelta più ricca. Altrettanto si potrebbe ripetere per il caso di Ildegarda di Bingen, la grande mistica tedesca. Ma l’antologia doveva contemperare l’esigenza di offrire il meglio della poesia mediolatina con quella di documentarne comunque i diversi aspetti storicamente presenti: nel progetto di essere quanto più possibile varia e rappresentativa, essa raggiunge pienamente il suo scopo e anzi ottiene di correggere quell’ immagine troppo monolitica che talvolta abbiamo del Medio Evo.
Si prenda il tema dell’eros, la cui fenomenologia poetica non si risolve tutta fra i due poli della condanna della donna come origine di ogni male sulla terra, e l’esaltazione per contrapposto della mistica purezza della Vergine o della santa. Il primo atteggiamento è certo rappresentato da un Marbodo di Rennes, poeta celebratissimo, come da un Bernardo di Morlas; il secondo da Adamo da San Vittore, Ildegarda di Bingen, Alano di Lilla e tanti altri. Tuttavia, nella stessa epoca in cui vivono gli autori citati, troviamo sia una poesia, Remiricimontis Concilium o Concilio amoroso di Remiremont (non inclusa nella scelta), che descrive le orge avvenute all’ interno di un convento di monache in Lotaringia in spregio ad ogni norma morale cristiana, sia un giovanile componimento di Pietro di Blois (Carmina Burana, n. 72), antologizzato e giustamente messo in rilievo dalla Gardenal, nel quale sono narrati con brio i momenti di una violenza carnale esercitata a danno, ma con finale soddisfazione, dell’amata. Realistica senza essere volgare, diretta ed esplicita senza cadere nell’ineleganza (“Mi faccio audace, uso la forza./ Lei si difende con le unghie aguzze,/ mi strappa i capelli,/ con violenza respinge l’assalto,/ si china, stringe le ginocchia/ perchè non si apra/ la porta del pudore”), la sequenza del futuro arcidiacono si fonda sul principio che l’ostacolo innalza il grado del piacere. Proprio liriche come questa, apparentemente lontana dai toni e dai canoni dell’epoca, mostrano quanto complessa e anche contraddittoria fosse la stessa mentalità medievale e quanto si debba diffidare di troppo univoche definizioni. Nè tutti forse sanno, per restare nell’ambito del tema erotico, che “una delle perle della poesia medievale è il componimento”, presente nell’antologia, “che un chierico veronese del IX secolo dedicò ad un giovinetto che un altro seduttore, suo confratello, gli aveva sottratto” (Curtius).

da “Il Corriere della Sera”, 11/09/1993.

Per saperne di più:
Poesia latina medievale, a cura di Gianna Gardenal, Milano, Mondadori, 1993;
Poesia latina medievale, a cura di Giuseppe Vecchi, Milano, Guanda Editore, 1958;
Ernst Robert Curtius, Letteratura europea e Medio Evo latino, a cura di Roberto Antonelli, Venezia, La Nuova Italia, 1995;
Carlo Grande, Volgarità o schiettezza? Le parole per dire “quel coso lì”. Termini e avventure piccanti nei fabliaux medievali – “Vieni avanti creativo”, La Stampa.

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Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e ora collaboro con il giornale on-line "Citizen Salerno" e con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e sono membro di varie associazioni culturali tra cui la "Veritatis Splendor" e la "Felix".
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