Salerno in noir: quattro delitti per raccontare San Pietro a Corte.

Una settimana ricca di iniziative ha animato il centro storico di Salerno dal 23 al 28 giugno per il festival “Salerno Letteratura”: presentazioni di libri, iniziative dedicate al poeta nostrano Alfonso Gatto, perfino laboratori letterari per i bambini.
E quale occasione migliore per la prima presentazione dell’antologia La Corte Nera, un’antologia di racconti giallo-noir di scrittori salernitani ideata da Rocco Papa ed edita dalla Runa Editrice di Padova, proprio nel “luogo del delitto”, San Pietro a Corte? La presentazione è avvenuta il 25 giugno, e oggi, dopo oltre un mese, vediamo il libro ancora esposto nella vetrina della libreria Feltrinelli di corso Vittorio Emanuele.

Il libro "La corte nera" nella vetrina della libreria Feltrinelli di Salerno.

Il libro “La corte nera” nella vetrina della libreria Feltrinelli di Salerno.

Chiediamo il perché di questo successo all’autrice di Gemma, il primo dei quattro racconti dell’antologia: Tina Cacciaglia, in realtà Napoletana, ma ormai abbondantemente naturalizzata dato che vive e lavora a Salerno da dieci anni.
«Il giallo è un genere che attira da sempre, dai tempi di Edgar Allan Poe. Non parliamo, poi, se l’ambientazione è un luogo così ricco di suggestione come il largo di San Pietro a Corte, che è il cuore palpitante di Salerno, anzi, un po’ il suo “ventre”, per dirla con lo scrittore Émile Zola».
È stata proprio sua, e degli scrittori Paolo d’Amato, Rocco Papa e Piera Carlomagno, l’idea di utilizzare San Pietro a Corte come filo nero per un’antologia di racconti gialli prettamente Salernitana. Quattro racconti per quattro delitti avvenuti in quattro epoche diverse della storia di Salerno: 785, al tempo del principe Arechi II, del cui palazzo San Pietro a Corte è tutto quel che ci rimane; 1860, con l’arrivo di Garibaldi a Salerno, che da capitale del Principato Citra, provincia del Regno delle due Sicilie, divenne una città di provincia del nuovo Regno d’Italia; 1943, durante lo sbarco angloamericano che portò Salerno e provincia nell’occhio del ciclone della Seconda Guerra Mondiale; 1990, in un centro storico fantasma, devastato dal terremoto che dieci anni prima l’aveva travolta. E il luogo del delitto è sempre lo stesso, San Pietro a Corte, luminosa e oscura al tempo stesso, che racchiude in sé gli splendori medievali del Sacratissimo palazzo, e le ombre dei bassifondi moderni e contemporanei e della sua popolazione di mendicanti e prostitute.
«San Pietro a Corte mi ha affascinata da subito,» confessa dal canto suo Tina Cacciaglia. «Mi ha dato subito l’idea di qualcosa di unico al mondo, eppure ho scoperto che molti salernitani non conoscono la sua storia, non conoscono la loro stessa storia. Con gli anni mi sono appassionata sempre di più, ho cominciato a leggere Paolo Diacono, ad approfondire la storia di una città molto diversa dalla mia, ed è stata sempre per me una sorpresa continua: c’è di che restare a bocca aperta davanti ai resti del pavimento della reggia di Arechi, alle tessere delle pareti ricoperte di foglia d’oro. E come non citare il fatto che Salerno, nel Medioevo, era la città più importante al mondo per gli studi in medicina? Nel mio racconto, Gemma, ho unito tutto questo alla mia passione per il giallo, raccontando un delitto alla corte di Arechi II»

La Gens Langobardorum al "Salerno Letteratura" - Arco Catalano di Palazzo Pinto, laboratorio per bambini a cura di Rosa Tiziana Bruno "Tutta la verità su principi e principesse".

La Gens Langobardorum al “Salerno Letteratura” – Arco Catalano di Palazzo Pinto, laboratorio per bambini a cura di Rosa Tiziana Bruno “Tutta la verità su principi e principesse”.

Tina Cacciaglia ci fa poi una piccola confidenza: «Le informazioni prettamente storiche le avevo, ma mi mancavano quelle materiali, visive, che per uno scrittore contano molto per le descrizioni di ambienti e personaggi. Poi mi sono imbattuta, il 25 gennaio scorso, nella visita guidata “I Longobardi ti raccontano” organizzato dai ragazzi del gruppo di Living History Gens Langobardorum, i quali, con le loro ricostruzioni dettagliate e con i particolari che mi hanno indicato, hanno contribuito a dare verità al racconto. Quando si tratta di un racconto o di un romanzo storico il lavoro di documentazione è fondamentale, altrimenti non è più “storico”».

La novella di Landolfo Rufolo - miniatura dal "Decameron di Boccaccio" - Francia, XV secolo - Parigi, Bibliothèque de l’Arsenal.

La novella di Landolfo Rufolo – miniatura dal “Decameron di Boccaccio” – Francia, XV secolo – Parigi, Bibliothèque de l’Arsenal.

D’altronde, questo non è il primo thriller a sfondo storico in cui Tina Cacciaglia si cimenta: il romanzo scritto insieme a Marcella Cardassi, La Signora della Marra, sempre edito dalla Runa Editrice, è la cronaca del processo cui Carlo d’Angiò detto Lo Zoppo (il futuro Carlo II), allora soltanto Principe di Salerno, sottopose nel 1283 il clan Rufolo-della Marra, nobili e potenti banchieri della Costiera Amalfitana; questo romanzo è stato addirittura segnalato per merito al Premio Calvino 2009.
«Cominciò tutto un po’ per caso, con la tesi di specializzazione in restauro di un mio amico architetto incentrato sul palazzo della famiglia della Marra a Ravello, all’epoca poco più di un rudere. Ad un tratto, io e Marcella Cardassi ci imbattemmo in una carta di due righe del 1283 che raccontava il ruolo importantissimo che ebbe nel processo Chura Rufolo, moglie di Ruggiero della Marra, e sorella di Lorenzo Rufolo, ossia il Landolfo protagonista della quarta novella della seconda giornata del Decameron di Boccaccio. La cosa ci intrigò e iniziammo ad approfondire; e la storia che è saltata fuori era così intrigante che sembrava fatta apposta per un thriller.»
È proprio vero che molte volte la realtà supera l’immaginazione…

Pubblicato su – Citizen Salerno

Per saperne di più:
Tina Cacciaglia, Paolo d’Amato, Rocco Papa, Piera Carlomagno, La Corte Nera, Padova, Runa Editore, 2014;
Tina Cacciaglia, Marcella Cardassi, La signora della Marra, Padova, Runa Editore, 2013.

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Informazioni su Mercuriade

Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e ora collaboro con il giornale on-line "Citizen Salerno" e con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e sono membro di varie associazioni culturali tra cui la "Veritatis Splendor" e la "Felix".
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