Fiera del Crocifisso Ritrovato: un successo di pubblico ma si può ancora migliorare.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Da un paio d’anni, c’è un’ospite che, puntualmente, non manca mai all’appuntamento della Fiera del Crocifisso Ritrovato, di solito fissato per l’ultimo fine settimana di aprile: la pioggia. Nelle 12 edizioni che l’evento ha raggiunto quest’anno, giornate calde e assolate si sono alternate ad acquazzoni improvvise, e più di una volta il maltempo ha costretto a smontare il tutto in fretta e furia, o a rimandare l’evento alla settimana successiva. Per quanto riguarda quest’anno, sui tre giorni di fiera previsti, dal 25 al 27 aprile, ne è stato fatto in pratica soltanto uno, il primo; negli altri due, la pioggia ha reso di fatto impraticabili e quasi deserte le strade e le piazze del centro storico che alla fiera fanno da sfondo.

Il largo di San Pietro a Corte.

Il largo di San Pietro a Corte.

Eppure, se le due giornate in questione avessero seguito il tenore della prima, il bilancio si sarebbe chiuso con un successo spettacolare: in centinaia tra salernitani e turisti si erano riversati nel centro storico, tra spazi animati da espositori salernitani e non, monumenti ravvivati da mostre di tutti i tipi, e spettacoli di musica e danza. Aumentate le iniziative salernitane, come quella dei bambini dell’Istituto Comprensivo Gennaro Barra, che a Piazza Abate Conforti hanno ridato vita ai mestieri nostrani dimenticati; come quella il gruppo di Living History Gens Langobardorum, che, insieme all’associazione Sant’Andrea nell’Annunziatella, ha fatto rivivere a San Pietro a Corte la Salerno longobarda, multiculturale e mediterranea; o come quelle della libreria per bambini Saremo Alberi, con il suo programma molto ricco di letture animate e laboratori di ceramica, cucina e paleografia.
Non sono mancati, però, neanche gli “ospiti fedelissimi” che la Fiera del Crocifisso Ritrovato accoglie tutti gli anni: ad esempio, la fabrianese Cinzia Franceschielli e il suo gruppo Associazione Historica, che praticamente ha reso famoso Largo San Petrillo tra gli stessi salernitani; e in più hanno curato anche la mostra Lo Matrimonio medievale all’interno del Tempio di Pomona.
«Il nostro obiettivo primario è rieducare le persone al vero made in Italy, cioè l’artigianato,» spiega “monna Cinzia” non senza una punta di orgoglio. «Anche se, come associazione, esistiamo solo da due anni, di fatto sono dieci anni che portiamo nelle città italiane arti e mestieri, dai cartai di Fabriano agli erboristi, dai vetrai ai fabbricanti di ceste; i nostri artigiani vengono da tutta Italia, e, soprattutto, vivono dello stesso lavoro che mostrano alla gente.» E, a proposito di gente, Cinzia Franceschielli e i suoi artigiani sono particolarmente legati al pubblico salernitano: «Sono quattro anni che rinnoviamo l’appuntamento alla Fiera del Crocifisso Ritrovato, e siamo rimasti molto colpiti dal calore dei Salernitani: è un pubblico molto attento, curioso, chiede molto, si ferma a parlare con noi. E questo ci dà molta soddisfazione, perché questo vuol dire che c’è una cultura alla base. Un pubblico così non è facile da trovare in Italia, nelle altre città troviamo quasi indifferenza.»
Dello stesso parere è Francesca Bertoso, erede del padre Luigi alla guida del gruppo veronese Sipario Medievale: «In questi cinque anni in cui ci hanno invitato qui, ci siamo sempre sentiti a casa. Questa fiera è molto sentita dai Salernitani, dato l’interesse e la disponibilità che ci mostrano; altrove sembra ci sia quasi paura, qui troviamo calore.» Per Francesca Bertoso e il suo gruppo, che comprende coniatori di monete e tessitori di seta, l’interazione con le persone è molto importante nella loro opera di recuperare gli antichi mestieri: «Noi non ci limitiamo a spiegare il lavoro, ma lo facciamo vivere; molte volte facciamo lavorare con noi anche il pubblico, soprattutto se si tratta di bambini e ragazzi, organizziamo laboratori per loro. E anche noi impariamo.»

Mostra "Lo matrimonio medievale" a cura dell' "Associazione Historica" di Fabriano.

Mostra “Lo matrimonio medievale” a cura dell’ “Associazione Historica” di Fabriano.

Insomma, le potenzialità sono tantissime; tanto più che la Fiera del Crocifisso Ritrovato sta diventando pian piano un evento conosciuto, prova ne sia la presenza, quest’anno di molti stranieri e Italiani di altre città, romani in particolare. Ed è un vero peccato, sia per il pubblico sia per gli organizzatori e i partecipanti, che tutto questo ben di Dio sia mandato a monte da un acquazzone.
È vero, questo è un rischio insito da sempre in una fiera, come lo era nella Fiera di Salerno istituita da Giovanni da Procida nel 1259, che due volte l’anno, a maggio e a settembre, occupava questi stessi spazi; ma nel XXI secolo i modi di declinare una fiera sono diventati molti di più, specie se si tratta di qualcosa che ha già un nome e attira gente da fuori.
Si potrebbe così prevedere un “piano B”, cioè un luogo chiuso e appropriato in cui spostare, in caso di maltempo, gli spazi della fiera; ad esempio il Complesso di Santa Sofia, i cui tre piani più la chiesa sono abbastanza ampi per ospitare una intera fiera e i suoi spettacoli e mostre, prova ne sia l’annuale appuntamento Salerno Comicon, con i suoi molti eventi annessi e connessi, alloggiato proprio nell’ex convento di Piazza Abate Conforti.
L’anno scorso, la Fiera del Crocifisso Ritrovato rientrò nel progetto Giovani Tradizioni, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che affidava ai giovani il compito di raccontare, con dei video reportage, gli eventi più importanti connessi alla tradizione popolare e folklorica sparsi per la penisola; il video della scorsa edizione ha fatto il giro d’Italia, e ora la Fiera del Crocifisso Ritrovato è sulla bocca di molte più persone. Non vale dunque la pena di migliorarla?

Articolo pubblicato su – Citizen Salerno.

Qualcosa in  più:
Crocifisso Ritrovato 2014, una Fiera da non perdere, di Maria Cristina Folino – Zerottonove.

Annunci

Informazioni su Mercuriade

Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e ora collaboro con il giornale on-line "Citizen Salerno" e con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e sono membro di varie associazioni culturali tra cui la "Veritatis Splendor" e la "Felix".
Questa voce è stata pubblicata in Medioevo e attualità, Messaggi personali racconti & poesie. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...