I Longobardi alla conquista della RAI

Guardare per credere!

Guardare per credere!

Comincio con un imperativo a chiunque, viaggiatore o pellegrino che sia, si imbatta in questa fotografia: in queste due date, in questi orari precisi, si incolli al televisore e non se ne stacchi fino alla fine! Queste due date sono: sabato 12 aprile e sabato 3 maggio, ore 11:00. Il canale è Rai3. In caso contrario, vi perdereste due puntate della rubrica TGR Bellitalia, dedicate interamente a Salerno, che hanno visto protagonista la Gens Langobardorum! Sì, avete capito bene, questi quattro soggettoni, che hanno a stento un anno e mezzo di vita, sono stati contattati dalla RAI per raccontare due aspetti della storia di Salerno: i Longobardi del Sud e la Scuola Medica Salernitana.

Il corteo del principe Arechi durante le riprese alla Turris Maior.

Il corteo del principe Arechi durante le riprese alla Turris Maior.

Be’, a dire il vero non è che il merito sia tutto nostro: certo, la qualità e il duro lavoro fanno la differenza, ma a volte ci vuole anche quel pizzico di fortuna che a volte non ti aspetti. Il nostro è arrivato un anno fa, nel bel mezzo dell’acquazzone che rischiò di mandare a monte l’ambasceria di Carlo Magno al principe Arechi: acquazzone provvidenziale, con il senno di poi, perché permise a due bravi e appassionati registi cilentani, Nicola e Mariantonietta, di girare un piccolo servizio sulla Langobardia Minor. È stato in sostanza tramite loro che quel video è finito nelle mani di una loro conoscenza un po’ particolare, Marco Hagge, giornalista di Rai3 e coordinatore della rubrica “TGR Bellitalia”, fiorentino fino alle corde vocali; è stato tramite loro, e della pulce che gli hanno messo nell’orecchio, che gli è venuto il ghiribizzo di raccontare insieme a noi la storia di Salerno.

Il principe Arechi con la corona nuova di zecca.

Il principe Arechi con la corona nuova di zecca.

Naturalmente, anche se i nostri Longobardi hanno tenuto testa a Carlo Magno, che veniva da ben più lontano, conquistare la RAI non era cosa da poco. Abbiamo dovuto tirare fuori tutto quanto di nuovo avevamo, dalla corona del principe Arechi (splendido pezzo di oreficeria vogue Bisanzio di un’autentica artista che spero sia presto dei nostri!), alla cuoca Chiara detta Cariperga, al Venerabile Abate di San Benedetto Radoaldo (al secolo Valerio), che, proprio al suo debutto, non si è fatto scrupolo di deporre croce e pastorale e di indossare cotta di maglia, elmo e spada (se l’Abate di Montecassino sapesse…)! Risultato? Un weekend di fatica e spasso longobardi, talmente longobardi da coinvolgere anche il serissimo “boss” carolingio e la sua truppa, che sembra si siano divertiti anche loro da matti. Le “cose serie” le vedrete in televisione, e ci conto. Io voglio portarvi un po’ dietro le quinte per dimostrare una tesi semplice e logica: dai ai Longobardi abbastanza corda e si metteranno a “spararsi le pose”, come si dice quaggiù (a “bulleggiare”, direbbe Madonna Eloisa).

Scena dell'esercitazione tra il marphais e l'abate!

Scena dell’esercitazione tra il marphais e l’abate!

Anche se la prima puntata che vedrete in televisione sarà quella dedicata alla Scuola Medica Salernitana, noi abbiamo girato per primo il servizio dedicato ai Longobardi. La prima scena prevedeva un’ispezione del principe Arechi, con consorte e corte al seguito, sulla Turris Maior (quello che comunemente viene chiamato erroneamente “Castello Arechi”), con relativa esercitazione militare alla sua presenza. Il marphais Talarico e l’abate Radoaldo iniziano il duello, ma le cose vanno un po’ troppo per la fiacca perché Talarico è l’unico tra i due che sa usare la spada, e certamente non vuole rischiare la scomunica ferendo un uomo di Dio. Marco Hagge li incalza, vuole più grinta, scomunica o non scomunica. Fino a che un ruggito come di tigre rimbomba per l’intero cortile: «FENDENTE GRRR!!!» Tutti ammutoliscono e si voltano da dove proviene il suono. Incredibile ma vero: la principessa Adelperga, così bionda e regale, elegante nel suo abito di seta e nel diadema di perle nuovo di zecca, ha osato lanciare quel suono terrificante! Sarà per questo che il principesco consorte, disonorato, avrà scomodato l’arciere Airolfo per lavare l’onta nel sangue, fermato solo dall’eroico gesto della fedele Teodenanda di difendere la sua principessa a rischio della vita?

Nessuno tocchi Adelperga!

Nessuno tocchi la mia principessa!

Mentre accadevano tutti questi eroici fatti, le altre donne della Gens, compresa la sottoscritta e Madre Agata, dov’erano? Nella cripta di Santa Maria de Lama, ad allestire il tutto in attesa dell’arrivo della corte e relativa truppa, a provare scene complicate come l’urlo della povera Cariperga (questa volta tra le mie mani in veste di paziente per colpa di una frattura al braccio sinistro), e… a spararci le pose! Donne quanto volete, ma sempre longobarde siamo: basta vedere il modo in cui la Venerabile Madre ha liberato dai demoni tutta l’aula superiore della chiesa in modo che fosse pronta per ricevere principe & consorte!

Inimici di Dio, uscite da questo luogo santo!!

Inimici di Dio, uscite da questo luogo santo!!

Quanto alla frattura della povera Cariperga, è stata steccata con tutte le regole di Paolo di Egina, tanto che il direttore della fotografia, alla fine della scenetta, sarebbe stato tentato di farsi fare all’istante un’operazione simile; quella tentazione, però, si è subito dileguata non appena il suddetto ha visto gli arnesi chirurgici, in particolare il catetere maschile d’argento, che aveva fatto battere in ritirata financo i “barbari” neolitici di Paestum!

Le riprese nell'

Le riprese nell’ “antro della Sibilia”.

Niente, però, in confronto al giorno successivo, giorno dell’Anno Domini 1259, giorno della Scuola Medica Salernitana al suo massimo splendore, giorno dei Giardini della Minerva. Scena che non poteva oggettivamente mancare in un servizio su Salerno, cui noi, poveri altomedievali, ci siamo preparati come meglio abbiamo potuto, adattando i nostri abiti e riutilizzando alcuni pezzi vecchi, consultando in tutta fretta istruzioni in rete per confezionare i pezzi che mancavano. Dunque, cari Templari, Ospitalieri, Imperiales et cetera, usateci indulgenza per eventuali errori o arronzamenti, considerate che non è uno scherzo trasformare una schiera di Longobardi (vogue Bisanzio quanto volete ma pur sempre Longobardi), nella créme de la créme del Regno di Sicilia del XIII secolo: i Sanseverino di Marsico, di cui Maestra Mercuriade fisica è medico di fiducia.

Donna Teodora Sanseverino (nata d'Aquino) e la sua cameriera Caterina accolgono Maestra Mercuriade accorsa a curare il conte Ruggiero.

Donna Teodora Sanseverino (nata d’Aquino) e la sua cameriera Caterina accolgono Maestra Mercuriade accorsa a curare il conte Ruggiero.

E vi dico subito, a scanso di equivoci, una distrazione imperdonabile della quale mi dichiaro la sola responsabile. Nella puntata di sabato 12 potrete ammirare i vasetti nuovi di zecca (pescati per provvidenza pura) con tutti gli unguenti oggetto di uno dei trattati di Maestra Mercuriade: il problema è che, nella gran concitazione che inevitabilmente accompagna i preparativi, ho dimenticato a casa lo spago per chiuderli! Tutto quel che avevo appresso erano dei poco duecenteschi elastici di gomma. Dunque non vi allarmate quando li vedrete, non siamo usciti pazzi!

Occhio all'errore!

Occhio all’errore!

Per le altre cose, però, siamo stati il più scrupolosi possibile, anche nel dover allestire qualcosa che somigliasse a un letto del XIII secolo, con le poche cose che avevamo a disposizione: un tavolo (già presente in loco), due piumoni, due lenzuoli, un drappo damascato più o meno accettabile, un sacco mascherato da un lenzuolo e un cuscino. Il risultato è stato abbastanza dignitoso, ma soprattutto comodo, parola del diretto interessato!

Allora, che ve ne pare?

Allora, che ve ne pare?

Il diretto interessato è nientepopodimeno che l’abate Radoaldo, che per l’occasione ha vestito i panni dell’infermo conte Ruggiero Sanseverino di Marsico: un costume da bagno e un’infula confezionata miracolosamente in 20 minuti dalla madrina di mia madre. L’effetto è stato tale che credo che tutta la troupe starà ancora ridendo. Personalmente lascio a voi ogni commento, riferisco soltanto il soprannome che gli abbiamo affibbiato: “Il Lupo di Cappuccetto Rosso“. Naturalmente dopo che ha già divorato la nonna e indossato la sua cuffietta, pronto, appena la sventurata bambina sussurri «Parli con una bocca smisurata,» a risponderle «Detto fatto, ti ho già mangiata!»

Lupo lupone, sei un golosone, farai indigestione!

Lupo lupone,
sei un golosone,
farai indigestione!

La scena doveva essere quella di una serissima diagnosi medica, con tanto di esame del polso e di esame dell’urina scrupolosamente preparati in ogni minimo gesto con l’aiuto del prof. Lauriello, medico ed esperto della Scuola Medica Salernitana: e si è trasformata quantomeno in una commedia di Eduardo Scarpetta. Su questo tutti i presenti sono stati unanimi. Una spiegazione non la so dare, o forse debbo pensare che Luigi Serio, letterato napoletano del ‘700, avesse ragione: «Nuje napulitane simmo pe’ natura Policinielli», «Noi napoletani [ma all’epoca con questo termine s’intendevano i Campani in generale] siamo per natura Pulcinelli.» Nessuno di noi è un attore, qualcuno a stento ha partecipato alle recite scolastiche; e per giunta non avevamo uno straccio di canovaccio, abbiamo quasi del tutto improvvisato, in un misto di Napoletano e Italiano. Eppure pare che perfino Marco Hagge si sia divertito un mondo: noi sicuramente, ma proprio contorcendoci dal ridere, soprattutto quando, nel momento in cui hanno ripreso messer Ruggiero in primo piano, lui continuava a borbottare «Maronna mia… a’ capa… uh mamma mia ‘a capa…» in perfetto stile don Felice Sciosciammocca… all’anema d”o diavulo, quante storie per una febbre quotidiana! Perfetta anche domina Gemma, trasformata per l’occasione in donna Teodora Sanseverino, nata d’Aquino, sorella di San Tommaso in persona: quando si accendeva la macchina da presa partiva in taluorni (lamenti) continui da moglie disperata, ma, quando si spegneva, eccola farsi subito i conti in tasca sull’eredità. Della serie “chi disse ca la femmena sa cchiù de Farfariello [diavolo] disse la verità”!

L'affranta Donna Teodora.

L’affranta Donna Teodora.

Insomma, non vi conviene perdere queste due puntate: anche perché, quando le avrete viste, nello spazio dei commenti qui sotto potrete esprimere pareri, osservazioni e critiche per aiutarci a migliorarci. Una cosa, comunque, è sicura: vi divertirete anche voi!!

E' finita! Lassammo fa' a Ddio!!

E’ finita! Lassammo fa’ a Ddio!!

Qualcosa in più:
Intervista a Marco Hagge – Citizen Salerno;
Puntata di TGR Bellitalia del 12/04/2014 – Secondo servizio: La città della salute;
Puntata di TGR Bellitalia del 03/05/2014 – Quarto servizio: Longobardi sul mare.

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Informazioni su Mercuriade

Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e ora collaboro con il giornale on-line "Citizen Salerno" e con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e sono membro di varie associazioni culturali tra cui la "Veritatis Splendor" e la "Felix".
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9 risposte a I Longobardi alla conquista della RAI

  1. R.Tiziana Bruno ha detto:

    Favoloso! Mi auguro che le puntate vengano mandate anche in streaming. Per poterle rivedere con calma più volte!

  2. Madonna Eloisa ha detto:

    Bravi ragazzi! Così si fa!
    Spero di riuscire a vedere la puntata, se no al massimo la recupero!

  3. Donato Rizzo ha detto:

    Mia cara Mercuriade, hai descritto in modo mirabile quei due giorni di lavoro cui vi ho sottoposto.
    Quando, quasi un anno fa,cominciai a parlarvi di questa idea non ero del tutto sicuro che si sarebbe realizzata.
    Grazie davvero.

  4. vincenzo ha detto:

    BRAVI , COMPLIMENTI!!!!

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