La Scuola Medica Salernitana spiegata agli studenti

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Un pubblico decisamente insolito affolla il Salone dell’Ordine dei Medici di via SS Martiri, il pomeriggio di martedì 18 febbraio: non dottori o professori di medicina, ma adolescenti, studenti del liceo. Prendono posto, armati di quaderni e penne per gli appunti, alcuni perfino di portatili o tablets (tempi moderni).
È il secondo appuntamento del progetto didattico Salerno, scuola di medici e laboratorio di testi, messo in piedi dall’associazione Adorea, e che coinvolge gli studenti di cinque licei salernitani: il liceo classico Torquato Tasso, l’istituto nautico Giovanni XXIII, il liceo scientifico Giovanni da Procida, il liceo statale Regina Margherita e il liceo classico paritario Giovanni Paolo II.

Il giovane pubblico dell'incontro.

Il giovane pubblico dell’incontro.

A spiegarci ragioni e modalità di questo progetto è Vittoria Bonani, presidente dell’associazione Adorea:
«È importantissimo che i giovani conoscano l’enorme peso che la Scuola Medica Salernitana ha avuto non solo per lo sviluppo della medicina, ma per l’intera cultura occidentale. Ancora oggi molti salernitani non conoscono nemmeno questo periodo della loro città, tra il IX e il XIII secolo, quando era uno dei centri culturali più importanti d’Europa; e allora bisogna cominciare dalla scuola, in modo che gli studenti, i cittadini di domani, prendano conoscenza di questo valore».
La Bonani specifica che per il momento si tratta di un progetto di piccole dimensioni:
«È un primo anno di prova» puntualizza, «fatto di due incontri al mese, ognuno dei quali analizzerà un aspetto della Scuola Medica Salernitana. Abbiamo aperto questo ciclo il 1 febbraio, con la presentazione del romanzo di Dorotea Memoli Apicella Io, Trotula; i due prossimi incontri di marzo, l’11 e il 18, esamineranno rispettivamente La medicina nel mondo antico, greco e romano, e la Storia delle erbe, degli erbari e della dieta mediterranea. Il ciclo si concluderà ad aprile, con due incontri, l’1 e il 15, interamente dedicati al Regimen Sanitatis, a questa grande “guida alla salute” che per molti aspetti è valida ancora oggi.»
L’incontro del 18 febbraio è invece dedicato alla Storia della Scuola Medica Salernitana: il prof. Giuseppe Lauriello, medico e storico della medicina, presenta agli studenti una breve panoramica di questa complessa realtà, dagli inizi sfumati nella nebbia del periodo tra VIII e IX secolo, fino alla soppressione di Gioacchino Murat nel 1812, della quale nessuno si accorse. La storica Maria Antonietta del Grosso, invece, si incarica di mostrare come Salerno, fin dall’Alto Medioevo, fosse una città mediterranea e multiculturale, che aveva contatti il mondo ebraico, bizantino e islamico.
Questo, però, per Vittoria Bonani, non è che un primo passo:
«L’anno prossimo partirà un progetto molto più complesso, che vedrà protagonisti gli stessi giovani, insieme ai loro insegnanti: saranno loro ad essere direttamente impegnati in attività di vario genere incentrate sulla Scuola Medica Salernitana, coordinandole con le diverse materie scolastiche, e anche visite guidate.»
Dello stesso parere è anche la prof.ssa Caterina Babina, che insegna Italiano e Latino all’Istituto Regina Margherita.
«Oggi, nei programmi scolastici, c’è più attenzione alla Scuola Medica Salernitana rispetto a quella che c’era fino a qualche generazione fa» puntualizza, «come c’è più attenzione alla storia di Salerno in generale, soprattutto quella legata al periodo longobardo. Già l’anno scorso, la II e la IV hanno messo in scena la leggenda del re d’Inghilterra Roberto Gambacorta venuto a curarsi a Salerno dagli effetti di una freccia avvelenata, e di sua moglie Sibilla di Coversano che sacrifica la propria vita per lui, succhiando il veleno dalla ferita; hanno prodotto perfino un moviemaker. Quando la dirigente dell’istituto ha accettato di entrare nel progetto organizzato dalla Adorea, i ragazzi hanno risposto subito con entusiasmo. Forse noi adulti ci fidiamo troppo poco dei nostri ragazzi, loro vogliono sentirsi attori di quello che è stato.»

Articolo pubblicato su Citizen Salerno

Per saperne di più:
Sito dell’Associazione Adorea.

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Informazioni su Mercuriade

Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e ora collaboro con il giornale on-line "Citizen Salerno" e con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e sono membro di varie associazioni culturali tra cui la "Veritatis Splendor" e la "Felix".
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5 risposte a La Scuola Medica Salernitana spiegata agli studenti

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  2. costa ha detto:

    cara mercuriade è sempre un piacere passare per il suo blog pieno di articoli….volevo lasciarle un riflessione….ogni natale arrivano i film su di un improbabile medioevo ,ho notato
    che mancano film medievali ambientanti nel sud Italia o europeo….soggetti all’achetipo di pulcinella sarcastico e dissacratorio? mancanza di letteratura di genere? passato come vergogna? ………in attesa di un film culto su cavalieri al sole tra il mare e la montagna ecc….
    saluti

    • mercuriade ha detto:

      Be’, in effetti il Medioevo meridionale è stato un bel po’ trascurato, e non da ora… Già Salmbene definiva i “Siciliani” (cioè i Meridionali) “homines caccarelli et merdaçòli”.

      • costa ha detto:

        purtroppo è colpa di noi meridionali incapaci di narrare la nostra terra e storia ,non si va al di là delle storie di operai,contadini sfruttati ..Riccardo cuor di leone che si sentiva più francese che inglese gli inglesi ne hanno fatto un simbolo del loro paese , i Normanni in inghilterra si comportavano da sprezzanti dominatori ma alla fine per gli inglesi il medioevo è una industria culturale anche lucrosa ………….

  3. senm_webmrs ha detto:

    Complimenti! Bisognerebbe proprio copiarvi 😀

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