Concerto dei Rosa Aulentissima al teatro di Sant’Apollonia: tutti i profumi dell’amore.

E pensare che la piccola chiesa di Sant’Apollonia, fondata nel XVI secolo come Santa Maria della Misericordia, apparteneva alla Confraternita “de’bottegari e venditori di vino”, e successivamente, nell’Ottocento, a quella dei “tavernieri e pizzicaroli”: una chiesetta di popolo, in cui gente non ricca ha investito i suoi risparmi, e che, a quanto pare non aveva nemmeno risorse sufficienti perché si potesse cantar messa tutti i giorni. Chi l’avrebbe mai detto a questi semplici bottegai che un giorno, proprio tra queste mura, si sarebbero sentite risuonare le note che, ai loro tempi, si potevano ascoltare solo nei palazzi dei ricchi?

Facciata settecentesca della chiesa di S. Apollonia, oggi Teatro di S. Apollonia - Salerno.

Facciata settecentesca della chiesa di S. Apollonia, oggi Teatro di S. Apollonia – Salerno.

Ed è proprio quel che è accaduto il 28 dicembre scorso, quando, sfidando la temibile concorrenza della prima del film made in London “Life and death in Pompeii and Herculaneum” che veniva proiettato al Museo Archologico Provinciale, proprio di fronte, l’Ensemble made in SalernoRosa Aulentissima” ha animato per un’ora e mezza quella piccola chiesa barocca trasformata in teatro, con un repertorio di musica polifonica medievale e rinascimentale.
Dai Carmina Burana a Filippo Azzaiolo, passando per i madrigali quattrocenteschi di Juan del Encina, i coristi dell’Ensemble, accompagnati dal una semplice tastiera, da un flauto e da poche percussioni, cantano l’amore, in tutte le sue forme, dall’amore sacro che spinge il pellegrino a mettersi in viaggio, all’amore non corrisposto per una donna che magari preferisce un partito migliore, all’amore clandestino consumato magari a rischio della vita.

L'Ensemble "Rosa Aulentissima" in concerto a S. Apollonia - Salerno.

L’Ensemble “Rosa Aulentissima” in concerto a S. Apollonia – Salerno.

Sul podio, c’è il maestro Rocco Celentano, direttore anche del coro polifonico della cattedrale, che, bisogna dirlo, è molto contento della sua “truppa”:
«Solo alcuni dei coristi vengono dal conservatorio, – rivela. – Ma, quando c’è la passione, che spinge anche a un duro lavoro, le soddisfazioni vengono. Dal nostro primo concerto a Teggiano, in due anni di vita, abbiamo animato le piazze del Cilento, e anche della Basilicata.»
Gli fa eco Marilina De Caro, ispiratrice e fondatrice del gruppo:
«In realtà, l’Ensemble Rosa Aulentissima nasce come compagnia teatrale. Solo che, un bel giorno, ci siamo imbattuti nel musicista Juan del Encina, vissuto alla corte di Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia, e ci siamo innamorati di questa musica meravigliosa e così “inconsueta” per il grande pubblico. Ci siamo dati questo nome, “Rosa Aulentissima” preso dai versi del grande poeta della Scuola Siciliana Cielo d’Alcamo, proprio per parlare d’amore, declinato in modi diversi.»
Rispetto agli altri ensemble di musica antica, i Rosa Aulentissima hanno una particolarità, come spiega ancora Marilina De Caro: «Il nostro “ambiente naturale” non sono le sale da concerto ma le piazze: in questo senso, siamo legati alle nostre origini di compagnia teatrale; la nostra idea è quella di mettere insieme le varie arti, non solo musica dunque, ma anche danza, recitazione, in modo da abbattere il muro che spesso divide i musicisti dal pubblico in questi repertori “di nicchia”. Per “sdoganare” la musica medievale e rinascimentale, e renderla accessibile al pubblico comune, quello che affolla le feste “medievali” di Teggiano e di Padula, la parola chiave è “sdrammatizzare”: prendere tutto con ironia, e alternare sempre i pezzi più raffinati e importanti con altri più “leggeri”, in modo da tenere sempre alta l’attenzione del pubblico. E noi siamo rimasti sorpresi di scoprire che, contrariamente a quanto si crede di solito, la musica del Medioevo e del Rinascimento attira molto, e non solo gli specialisti che già la conoscono; molti rimangono stupefatti di vederla nelle piazze, ma credo che sia proprio così che si avvicina la gente a questo tipo di musica.»

Articolo pubblicato su – Citizen Salerno

Advertisements

Informazioni su Mercuriade

Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e ora collaboro con il giornale on-line "Citizen Salerno" e con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e sono membro di varie associazioni culturali tra cui la "Veritatis Splendor" e la "Felix".
Questa voce è stata pubblicata in Musica, Spettacoli. Contrassegna il permalink.

2 risposte a Concerto dei Rosa Aulentissima al teatro di Sant’Apollonia: tutti i profumi dell’amore.

  1. marzia ha detto:

    L’ha ribloggato su Alchimie.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...