Segni del tempo: le erbe della Scuola Medica Salernitana in un calendario

Il Calendario Salernitano 2014.

Il Calendario Salernitano 2014.

È interamente dedicata alla Scuola Medica Salernitana questa ottava edizione del Calendario salernitano, realizzato dalla Banca Popolare della provincia di Salerno e dalla fondazione CARISAL, e presentato venerdì 20 dicembre al Gran Salone Genovesi della Camera di Commercio.

L'Erbario volgare della Collezione Altieri - Venezia, 1534.

L’Erbario volgare della Collezione Altieri – Venezia, 1534.

Quest’anno, però, il calendario, che, come sottolinea Giuseppe Vassallo, presidente dell’istituto bancario, ha come suo preciso scopo quello di valorizzare il patrimonio culturale della provincia di Salerno, ha ricevuto un contributo decisivo da Vittoria Bonani e dalla sua associazione Adorea che, in più, ne ha fatto la tappa conclusiva della prima parte del suo “progetto Trotula”, cominciato nel novembre scorso.

Ebbio o sambuco - xilografia dall'Erbario Altieri.

Ebbio o sambuco – xilografia dall’Erbario Altieri.

Il titolo del calendario è evocativo ed efficace: “Segni del tempo. Le erbe della Scuola Medica Salernitana”, ed è illustrato da 12 xilografie tratte da un prezioso erbario in volgare stampato a Venezia nel 1534, e proveniente dalla collezione privata di Bernardo Altieri, collezionista salernitano e vicepresidente dell’associazione Adorea; ogni xilografia rappresenta un’erba medicinale, ed è corredata da una didascalia che ne descrive caratteristiche e proprietà.

Aneto - illustrazione dal calendario salernitano.

Aneto – illustrazione dal calendario salernitano.

Quello da cui provengono è dunque erbario in volgare, come la stessa Vittoria Bonani descrive, un erbario che l’autore dichiara di aver tradotto dal latino perché potesse essere diffuso il più possibile a beneficio dei poveri, che non possono permettersi le costose visite di un medico personale; e questo erbario cita continuamente i grandi maestri della Scuola Medica Salernitana, in particolare Matteo Plateario (XII secolo) e Matteo Silvatico (XIV secolo), i cui trattati sulle proprietà delle piante medicinali avrebbero fatto scuola per secoli ancora.

Celidonia - illustrazione dal calendario salernitano.

Celidonia – illustrazione dal calendario salernitano.

E che forse qualcosa possono insegnarci ancora oggi, come sottolinea la prof.ssa Enrica De Falco, del dipartimento di Scienze Farmaceutiche e Biomediche dell’Università degli Studi di Salerno.
«Oggi c’è un’attenzione particolare verso il mondo delle piante. Non si tratta più semplicemente di “fitoterapia”, cioè di un uso delle piante legato strettamente ai loro principi attivi e dunque alla medicina; oggi si è scoperto che le piante possono aiutarci a star bene in molti modi, dalla cosmetica fino a quella che si chiama “alimentazione funzionale”, due esempi della quale sono la “dieta dei colori” e la “dieta mediterranea”. In questo senso, l’approccio della Scuola Medica Salernitana si rivela di grande attualità, e, al di là dei concetti che sono stati superati dal progresso della medicina, può essere studiato non solo dal punto di vista della memoria storica, come finora si è fatto, ma anche dal punto di vista scientifico.»
La prof.ssa De Falco passa in rassegna le piante raffigurate nelle 12 xilografie dell’erbario riprodotte nel calendario, elencando un buon numero di casi in cui i maestri della Scuola Medica Salernitana aveva “visto giusto”: come nel caso della borraggine, che viene descritta negli erbari come “contro la malinconia”, cioè contro l’eccesso di bile nera, e infatti è una pianta ricca di grassi insaturi e un buon antinfiammatorio, oltre ad essere una delle piante più utilizzate nella cucina tradizionale cilentana; o in quello delle artemisie (della cui famiglia fa parte l’assenzio), consigliato negli erbari contro la malaria, ed è effettivamente un potente antimalarico; o in quello del sambuco, che può avere una quantità infinita di usi, può essere un ottimo antinfiammatorio, ma è ottimo anche per le marmellate, e come colorante per i tessuti.

Gli acquerelli di Maria Giovanna Benincasa - Mostra "Nello scorrere dei giorni", Camera di Commercio - Salerno.

Gli acquerelli di Maria Giovanna Benincasa – Mostra “Nello scorrere dei giorni”, Camera di Commercio – Salerno.

E, su quest’ultimo punto, la prof.ssa De Falco avrebbe qualcosa in più da dire, essendo una delle principali sostenitrici dell’associazione cilentana “I colori del Mediterraneo”, che intende riscoprire l’arte di tingere con le piante.
«Questo progetto è nato da una passione, ma poi abbiamo scoperto che funziona, – confida. – Le tinture naturali possono rappresentare una soluzione ai problemi che i coloranti chimici rappresentano per la salute, soprattutto dei bambini: non hanno controindicazioni, e si possono applicare a una quantità praticamente infinita di materiali, dai filati ai tessuti, di lana, lino, canapa. E si può realizzare di tutto: capi d’abbigliamento, borse, bomboniere, ma anche bigiotteria fatta a uncinetto e sandali dalla tomaia di stoffa…  In più noi cerchiamo di utilizzare questa nostra attività per valorizzare il territorio: intanto, noi raccogliamo le erbe che utilizziamo nel Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, e abbiamo creato delle collaborazioni con le attività locali, ad esempio riutilizzando ad esempio gli scarti della lavorazione della lana dei pastori locali.»

Maria Giovanna Benincasa - Aneto, acquerello su carta, riproduzione dall'Erbario Altieri.

Maria Giovanna Benincasa – Aneto, acquerello su carta, riproduzione dall’Erbario Altieri.

La presentazione del calendario è anche l’occasione per una mostra di acquerelli, “Nello scorrere dei giorni”, firmati dall’artista salernitana Maria Giovanna Benincasa: 12 tavole che riproducono le erbe rappresentate nelle 12 xilografie dell’erbario Altieri riportate nel calendario, mentre la scritta sull’albarello che accompagna ogni erba non indica un unguento ma un mese, quasi a far credere che esista un’erba in grado di fermare lo scorrere del tempo.

Maria Giovanna Benincasa - Borraggine, acquerello su carta, riproduzione dall'Erbario Altieri.

Maria Giovanna Benincasa – Borraggine, acquerello su carta, riproduzione dall’Erbario Altieri.

«In realtà, all’inizio, il calendario doveva essere composto proprio da questi acquerelli, – confessa l’artista. – Per me disegnare è come parlare: mi sono cimentata con molte tecniche artistiche, perfino con la ceramica: in questo caso ho voluto ravvivare lo spigoloso bianco e nero delle xilografie cinquecentesche ammorbidendo le linee e riempiendole di colori, far vedere insomma le erbe raffigurate in modo più creativo e meno scientifico. Questa esperienza è stata molto arricchente, soprattutto perché ho dovuto studiare le piante di cui si parla nell’erbario, per poterle cogliere nel periodo di massima fioritura. Io ho una formazione accademica, e sono dunque molto legata alla fisicità delle cose: non mi ci ritrovo nell’arte così astratta che oggi va per la maggiore, e che tende a “vaporizzare” tutto, al contrario credo che faccia molto bene riscoprire la materialità di ciò che ci sta intorno, erbe comprese.»

Pubblicato su – Citizen Salerno.

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Informazioni su Mercuriade

Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e ora collaboro con il giornale on-line "Citizen Salerno" e con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e sono membro di varie associazioni culturali tra cui la "Veritatis Splendor" e la "Felix".
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Una risposta a Segni del tempo: le erbe della Scuola Medica Salernitana in un calendario

  1. Bernardo Altieri ha detto:

    La passione che questo sito dedica alla cultura ed alla storia salernitana è davvero encomiabile, da seguire con attenzione e da imitare. Complimenti!
    Bernardo altieri

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