Un weekend con Trotula

Monica Guerritore legge "Io, Trotula", di Dorotea Memoli Apicella.

Monica Guerritore legge “Io, Trotula”, di Dorotea Memoli Apicella.

Ha avuto una madrina d’eccezione la presentazione del romanzo Io, Trotula, ultima fatica della scrittrice salernitana Dorotea Memoli Apicella: Monica Guerritore, che ha trovato un momento libero dalla sua tournée teatrale per far rivivere la più celebre delle magistrae della Scuola Medica Salernitana, e la cui voce intensa e femminile ha dato alle poche pagine lette per l’occasione il tocco di intimità di un diario segreto.

La Cappella di Santa Caterina al Museo Diocesano di Salerno, sede della presentazione del romanzo "Io, Trotula".

La Cappella di Santa Caterina al Museo Diocesano di Salerno, sede della presentazione del romanzo “Io, Trotula”.

E forse non a caso cade alla vigilia della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne questa giornata al Museo Diocesano di Salerno, domenica 24 novembre, momento culminante di tre giorni dedicati completamente a Trotula e alla Scuola Medica Salernitana: è stata infatti preceduta dal convegno “Erbe, manoscritti, incisioni. Esplorazioni nel mondo del Regimen e della fitoterapia”, tenutosi alla sede dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Salerno sabato 23 novembre; ed è stata seguita dall’assegnazione in cattedrale, lunedì 25 novembre (tra l’altro festa di Santa Caterina d’Alessandria, patrona della Scuola Medica Salernitana), del Premio Internazionale Trotula de Ruggiero, con cui si sono premiate le migliori ricercatrici nell’ambito della medicina.

La mostra sulle erbe di Trotula curata dal dott. Nicola di Novella.

La mostra sulle erbe di Trotula curata dal dott. Nicola di Novella.

Tre giorni fortemente voluti dall’Associazione Adorea di Vittoria Bonani (già direttrice della Biblioteca Provinciale di Salerno), associazione che ha solo pochi mesi di vita, ma che ha ben chiaro il suo obiettivo: restituire a Salerno, e in particolare alla sua Scuola Medica, la sua storia di crogiuolo di culture diverse (latina, greca, ebraica, araba), e poi di centro propulsivo della cultura, e soprattutto di quella legata alla medicina, per tutta l’Europa medievale tra l’XI e il XIV secolo.
E ha voluto cominciare proprio con Trotula, per ridare memoria e dignità a questa grande donna per troppo tempo trascurata e dimenticata, con un progetto molto ambizioso, che comprende presentazioni del romanzo della Memoli Apicella a Napoli e a Milano, concerti di musica medievale, la realizzazione di un calendario artistico e perfino di un documentario per le reti nazionali.

La mostra sulle erbe di Trotula curata dal dott. Nicola di Novella.

La mostra sulle erbe di Trotula curata dal dott. Nicola di Novella.

Il convegno di sabato 23 ha d’altronde visto coinvolti nomi di tutto rispetto dell’Università di Salerno, della Seconda Università di Napoli e perfino della Federico II, per mostrare la grande attualità dell’approccio della Scuola Medica Salernitana e di Trotula; e questo soprattutto in riferimento alle erbe, il cui utilizzo è stato in molti casi riconosciuto valido dalla scienza moderna. Il convegno era perfino completato da una mostra sulle erbe utilizzate da Trotula, a cura del dott. Nicola di Novella, farmacista e botanico, e direttore scientifico del Museo delle Erbe “Viridarium” di Teggiano: «Dagli anni ’60-’70, la fitoterapia, ovvero il curarsi con le piante, è stata relegata nell’ambito delle “medicine alternative” – deplora il dott. di Novella, – e così si è perduta una scuola millenaria di fitoterapia che aveva origine proprio nella Scuola Medica Salernitana, e che è seguita ancora oggi, anche se da pochissimi, nelle aree rurali del Cilento e della Calabria. Per recuperare questo patrimonio dalle potenzialità immense bisogna studiare la Scuola Medica Salernitana non solo dal punto di vista storico come finora si è fatto, ma anche scientifico.»

Il romanzo "Io, Trotula" di Dorotea Memoli Apicella.

Il romanzo “Io, Trotula” di Dorotea Memoli Apicella.

Ha posto invece l’accento sul contributo delle donne alla Storia la presentazione di domenica 24, avvenuta forse non a caso in quella che era, nell’antico seminario e ultima sede della Scuola Medica Salernitana al momento della soppressione nel 1812, la Cappella di Santa Caterina: un contributo in molti casi dimenticato o negato, come sottolinea nel suo intervento la prof.ssa Amalia Galdi, docente di Storia Medievale all’Università di Salerno. E anche per Trotula molti in passato ne hanno negato l’esistenza o hanno sminuito la sua opera di scienziata, anche se resta una figura dai contorni non del tutto definiti. Dorotea Memoli Apicella ha dunque dovuto combinare, nel suo romanzo storico Io, Trotula, realtà e immaginazione, dati storici e ricostruzione verosimile, secondo la regola del Manzoni per il quale il romanzo storico deve appoggiarsi alla storia senza farle concorrenza.
«Io faccio vivere la mia Trotula nell’XI secolo, – spiega l’autrice. – in un momento in cui Salerno diventa città chiave nella politica internazionale: è il tempo della fine del principato longobardo conquistato dai Normanni di Roberto il Guiscardo, il tempo del grande arcivescovo Alfano I, il tempo di papa Gregorio VII, che trascorse gli ultimi anni di vita proprio a Salerno… E il tempo in cui la Scuola Medica Salernitana, con Costantino l’Africano, recepì le grandi potenzialità della medicina araba, facendo per così dire il salto di qualità. Trotula vive in una Salerno multietnica e multiculturale, una città che aveva la più grande comunità ebraica del Mezzogiorno e in cui vivevano anche molti mercanti musulmani: e dunque in un certo modo privilegiata rispetto al resto dell’Europa di allora.» Trotula è veramente esistita: ma chi è? «Per me è una donna straordinaria, – risponde la Memoli Apicella, – che non ha dato solo insegnamenti scientifici, ma morali. Ad esempio, nei suoi scritti si è battuta contro l’aborto, che causava quasi sempre la morte della donna, si è battuta perché le malattie delle donne fossero affrontate in maniera scientifica a tutti gli effetti, ha fatto di tutto per alleviare le sofferenze delle donne, in molti casi provocate dagli uomini. E questo ritorna di particolare attualità oggi, quando si parla sempre più di femminicidio».

Articolo pubblicato su – Citizen Salerno

Per saperne di più:
Dorotea Memoli Apicella, Io, Trotula. Storia di una leggendaria scienziata medievale, Cava dei Tirreni, Marlin, 2013.
Sito dell’associazione Adorea;
Museo delle erbe “Viridarium” – Teggiano.

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Informazioni su Mercuriade

Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e ora collaboro con il giornale on-line "Citizen Salerno" e con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e sono membro di varie associazioni culturali tra cui la "Veritatis Splendor" e la "Felix".
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