La fede per credere, la ragione per dirlo

di Maria Bettetini

Anselmo e Cristo - miniatura dalle Orationes sive meditationes di anselmo d'Aosta, Inghilterra, XII sec.

Anselmo e Cristo – miniatura dalle Orationes sive meditationes di anselmo d’Aosta, Inghilterra, XII sec.

Mentre in alcuni paesi europei la filosofia viene tolta dai programmi di insegnamento e si chiudono facoltà e dipartimenti, a Milano si apre una mostra (accompagnata da conferenze e concerti) per introdurre alla vita e al pensiero di un filosofo e teologo dell’anno Mille, con specifici incontri anche per studenti delle scuole medie. Protagonista è sant’Anselmo, detto Anselmo d’Aosta o di Canterbury, nato nel 1033.
Le biografie di Anselmo raccontano di un giovane di famiglia italiana, nato ad Aosta (allora territorio di Borgogna), girovago per tre anni fino ad approdare nel 1059 in Normandia, nel monastero benedettino del Bec (oggi Le Bec-Hellouin). Lo aveva attirato la fama di Lanfranco di Pavia, maestro di logica, reduce dalla controversia sull’eucarestia (quindi sui problemi di segno e sostanza) con Berengario di Tours. Anselmo dopo un anno diventa monaco, seguendo quella che riterrà sempre la più alta scelta di vita: al Bec rimarrà altri trentatré anni, di cui quindici da priore e quindici da abate. Sono di questi anni il Monologion, soliloquio sulla gradualità delle perfezioni presenti nelle cose sensibili come via all’esistenza dell’Essere sommo, che le possiede tutte al massimo grado, e il Proslogion, dialogo con Dio sull’unico argomento che non ha bisogno di elementi esterni a se stesso, tratti dall’esperienza, per dimostrare l’esistenza di Dio.
Nel 1093 Anselmo viene nominato arcivescovo di Canterbury, per sostituire Lanfranco, morto da pochi anni. Qui entra in conflitto con Guglielmo il Rosso, figlio e successore di Guglielmo il Conquistatore, a proposito del riconoscimento dell’autorità papale e della difesa dei diritti della Chiesa in fatto di investiture e proprietà. Il re inglese si appella alla consuetudine, Anselmo, intransigente, a una razionalità che lo porta a seguire la volontà di Dio, identificata con quella del papa, piuttosto che gli uomini. Tra scontri e tempi di esilio, fino alla morte (Canterbury 1109) l’arcivescovo Anselmo compone il Cur Deus homo, trattato di alta teologia sul tema della cosiddetta “soddisfazione vicaria”, con l’intento di spiegare razionalmente l’incarnazione nella paradossale sintesi di gratuità e necessità. L’intento di Anselmo è dunque quello di giustificare razionalmente ciò che si crede per fede.
Il Proslogion parrebbe costituire un’eccezione, con il suo tentativo di trovare un argomento razionale valido per se stesso, senza il ricorso ad altro, per dimostrare l’esistenza di Dio; non si tratta tuttavia del manifesto di una completa autosufficienza e indipendenza della ragione rispetto alla fede. Il Monologion aveva raccontato la ricerca delle principali verità di fede da parte di chi le ignora «perché non ne ha mai sentito parlare o perché non vi crede»: la ragione arriva a dimostrarle con le sue sole forze (sola ratione) a partire dall’osservazione delle cose create.

da “Il Sole 24 Ore”, 13/02/2011

Per saperne di più:
Anselmo d’Aosta, Orazioni e meditazioni, a cura di Inos Biffi e Costante Marabelli, Milano, Jaca Book, 1997;
Id., Lettere, a cura di Giorgio Picasso, Inos Biffi e Richard William Southern, Milano, Jaca Book, 1993, 2 v.;
Id., Monologio e Proslogio, a cura di Italo Sciuto, Milano, Bompiani, 2002;
Earmero, Giovanni di Salisbury, Vite di Anselmo d’Aosta, a cura di Inos Biffi e Antonio Tombolini, Milano, Jaca Book, 2009;
Anselmo d’Aosta nel ricordo dei discepoli: parabole, detti, miracoli, a cura di Inos Biffi, Milano, Jaca Book, 2008;
Coloman Étienne Viola, Anselmo D’Aosta: fede e ricerca dell’intelligenza, Milano, Jaca Book, 2000;
Anselmo d’Aosta educatore europeo: Convegno di studi, Saint-Vincent 7-8 maggio 2002, a cura di Inos Biffi, Costante Marabelli e Stefano Maria Malaspina, Milano, Jaca Book, 2003.

Annunci

Informazioni su Mercuriade

Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e ora collaboro con il giornale on-line "Citizen Salerno" e con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e sono membro di varie associazioni culturali tra cui la "Veritatis Splendor" e la "Felix".
Questa voce è stata pubblicata in Fede & filosofia. Contrassegna il permalink.

Una risposta a La fede per credere, la ragione per dirlo

  1. allorizzonte ha detto:

    E’ bello, ogni tanto, ritrovare uno scritto di una “vecchia” maestra.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...