In Croce

di Agostino Paravicini Bagliani

Ricostruzione dell'aspetto originario della croce di Ruthwell (VIII sec.)

Ricostruzione dell’aspetto originario della croce di Ruthwell (Gran Bretagna, – VIII sec.)

La croce è un simbolo conosciuto da molte civiltà, dalla Cina all’Egitto, dall’Asia all’Africa. Perché la croce è un simbolo dell’asse del mondo. Le intersezioni di una croce creano un centro che si iscrive, a seconda dei casi, in un cerchio, in un quadrato, in un triangolo o – come nel caso della croce cristiana più nota – in un rettangolo. La croce è simbolo universale e cosmico che rinvia alle quattro stagioni e ai quattro punti cardinali. Non a caso, san Bonaventura interpretò la croce cristiana come simbolo dell’albero della vita. Ma anche al di fuori del cristianesimo, il simbolismo della croce orienta l’esistenza dell’uomo, il suo rapporto con il mondo, per quella sua capacità a creare un asse est-ovest, una verticalità nord-sud, una profonda relazione tra l’alto e il basso.

Tipologie di croce utilizzate nell'araldica. da www.ilportaledelsud.org

Tipologie di croce utilizzate nell’araldica.
da http://www.ilportaledelsud.org

In nessuna religione la croce diventò un simbolo così centrale come nel cristianesimo, per il quale la croce è strumento di perpetua memoria della Passione di Cristo, condensa cioè l’intera storia della salvezza cristiana. Una delle prime feste cristiane fu la festa dell’Invenzione della croce (da parte di Elena, madre di Costantino, 3 maggio) cui seguì già nel VII secolo quella dell’Esaltazione della croce (14 settembre).
L’arte cristiana non si accontentò di una sola croce, quella con una sommità e una traversa, la più tradizionale e la più diffusa. Il cristianesimo (occidentale) ha conosciuto varie specie di croci, come, ad esempio, quella a forma di tau (senza sommità), quella con una sommità e due traverse, quella con una sommità e tre traverse e quella con quattro traverse uguali. La croce a tau simboleggia la vittoria sul male (raffigurato dal serpente). La croce con una sola traversa collega la Passione di Cristo all’insieme dell’umanità. Ma anche la croce greca, a quattro traverse uguali e iscritta in un quadrato, raffigura l’insieme dell’umanità nelle quattro parti del mondo. La croce a tre traverse servì, dal Quattrocento in poi, soprattutto nell’araldica ecclesiastica, a simboleggiare la gerarchia (il papa, con tre, il cardinale con due e il vescovo con una traversa).

"Signum Crucis" - particolare dal Sarcofago di Domitilla, metà IV sec. - Roma, Musei Vaticani.

“Signum Crucis” – particolare dal Sarcofago di Domitilla, metà IV sec. – Roma, Musei Vaticani.

Se nell’arte cristiana la rappresentazione della croce occupa un posto preminente, la sua storia non fu affatto lineare. Nei primi secoli del cristianesimo, infatti, l’arte cristiana privilegiò la raffigurazione della sola croce senza crocefisso! I cristiani, che vivevano in un mondo che era ancora romano per cultura e mentalità, manifestavano reticenza a raffigurare la sofferenza di Cristo sulla croce, che per i Romani era uno strumento di tortura infamante. I Romani crocifiggevano infatti i banditi e i ladroni. Per molti secoli, l’arte cristiana identificò perciò la croce come simbolo di vittoria e di maestà, non di sofferenza di Cristo. Cristo fu infatti rappresentato in trono, assiso al centro di una mandorla, o mentre saliva al Cielo (Ascensione). Anche papi (Leone I), teologi e scrittori cristiani misero la croce soprattutto in relazione con la gloria di Cristo, incoraggiati da san Paolo che nella prima lettera ai Corinzi aveva affermato (1,18): «La parola della croce infatti è stoltezza per quelli che vanno in perdizione, ma per quelli che si salvano, per noi, è potenza di Dio».

Mosaico absidale di S. Pudenziana, Roma - ultimo quarto IV sec., restaurato nel 1588.

Mosaico absidale di S. Pudenziana, Roma – ultimo quarto IV sec., restaurato nel 1588.

La croce fu dunque a lungo simbolo di potenza e di gloria e come tale accompagnò l’affermazione storica del Cristianesimo a Roma. Già verso la fine del IV secolo, dopo la fine delle persecuzioni, una croce fu innalzata sulla sommità del mosaico che decora l’abside della stupenda chiesa romana di S. Pudenziana. E a Milano, nel 382, Ambrogio suggerì di edificare la chiesa dei SS. Apostoli con una pianta a croce proprio perché anche per lui la croce era simbolo del trionfo di Cristo. Anche fuori di Roma la croce continuerà ad essere rappresentata come il segno della vittoria del cristianesimo. Nei secoli VI e VII, nelle chiese d’Irlanda, Scozia e Inghilterra furono poste grandi croci di pietra scolpite (Bewcastel, Ruthwell), a segno dell’ avvenuta cristianizzazione. E per decorare le più belle miniature dei codici irlandesi di quel periodo ci si servì proprio di quel simbolo squisitamente cristiano che è la croce, sia essa sola o come signum Crucis di ispirazione costantiniana.

Crocifissione - affresco da S. Maria Antiqua, Roma - 741-752 ca.

Crocifissione – affresco da S. Maria Antiqua, Roma – 741-752 ca.

Ma nell’VIII secolo l’Occidente verrà travolto da un dibattito di grandissima importanza sulla legittimità delle immagini. La grande polemica iconoclasta avrà ripercussioni importanti anche per la divisione che avverrà tra Oriente (Bisanzio) e Occidente (Roma), perché si trattava di due concezioni del sacro. L’Europa cristiana che fa capo a Roma accorderà un interesse sempre crescente anche alle immagini tridimensionali, ossia alle statue raffiguranti il sacro.

Crocifisso in rame dorato e smaltato con pietre semipreziose - da Limoges, 1200 ca. - Collezione privata.

Crocifisso in rame dorato e smaltato con pietre semipreziose – da Limoges, 1200 ca. – Collezione privata.

Ed è in questo contesto che appaiono i primi crocifissi, la cui diffusione fu favorita in modo particolare da Cluny. Intorno e poco dopo il Mille, crocefissi di piccole dimensioni furono posti sempre più frequentemente sugli altari delle chiese cluniacensi. Seguirà nei secoli XI e XII l’abitudine di sospendere il crocefisso alla volta del coro sopra l’altare maggiore. Croce e crocefisso vennero così a fondersi in un momento in cui la chiesa era sempre più impegnata nella lotta contro le eresie. Non a caso, nei primi racconti che mettono in scena eretici e dissidenti, il crocefisso è ben presente. Rodolfo il Glaber, che scriveva intorno al 1030, racconta che un certo Leutardo, che viveva nel villaggio di Vertus, nell’attuale Borgogna, «probabilmente inviato da Satana», trovandosi un giorno al lavoro dei campi, si assopì per la stanchezza. Circondato da uno sciame di api si alzò con furia, cacciò la moglie di casa, poi recatosi in chiesa distrusse l’immagine di Cristo, ossia il crocifisso (che dunque già era presente in una chiesa parrocchiale).

Crocifissione - riproduzione di miniatura dall'Hortus Deliciarum di Herrada di Hohenburg (XII sec.), oggi perduto.

Crocifissione – riproduzione di miniatura dall’Hortus Deliciarum di Herrada di Hohenburg (XII sec.), oggi perduto.

È la prima reazione violenta nota in ambito medievale contro il crocefisso cui seguiranno ben altre manifestazioni di profanazione e di rigetto, dai processi di stregoneria del periodo moderno alle messe nere di cui ci parlano talvolta le cronache. Il crocefisso diventerà però anche l’elemento centrale della rappresentazione iconografica dell’ opposizione tra la Ecclesia e la Sinagoga, ossia tra la chiesa cristiana e il giudaismo. La chiesa verrà raffigurata alla destra di Cristo, con in mano il calice che raccoglie il sangue di Cristo dalla ferita del suo costato. Cristo, rappresentato sulla croce, aveva alla sua sinistra la Sinagoga bendata (perché non aveva accolto la fede cristiana) e teneva in mano una lancia spezzata (in segno di sconfitta). In questo clima di acceso antiguidaismo, la società cristiana si stava preparando a prendere la croce, ossia ad andare in crociata per liberare il sepolcro di Cristo a Gerusalemme. Ma la croce servì anche ad accompagnare la riconquista della Spagna araba, la lotta contro le crociate e ben altre lotte anche di natura politica. Verso la fine del Duecento, papa Bonifacio VIII indisse la crociata per combattere i suoi più acerrimi nemici, i cardinali Colonna. La domenica 29 dicembre 1297, i cardinali fedeli al papa, nel corso di una cerimonia solenne nella basilica di San Pietro, ricevettero la croce dalle mani del papa. E un cardinale francese aggiunse un codicillo al suo testamento per lasciare al papa la somma di mille fiorini per la crociata contro i Colonna…

Giunta Pisano, Crocifisso - Tempera su legno, 1240 ca. - Assisi, Basilica di S. Maria degli Angeli.

Giunta Pisano, Crocifisso – Tempera su legno, 1240 ca. – Assisi, Basilica di S. Maria degli Angeli.

Verso il 1250, nelle miniature dei salteri e nelle chiese, la rappresentazione di Cristo più diffusa era ormai quella del crocefisso. Alla diffusione di questo importantissimo fenomeno artistico e religioso contribuì molto l’immagine di san Francesco che aveva ricevuto le stimmate, ossia il segno tangibile della crocifissione di Cristo. Le stimmate di Francesco alter Christus apriranno una fase nuova nella storia della spiritualità cristiana. Le mistiche, da Angela da Montefalco a Chiara da Montefalco, da Santa Caterina a Teresa d’Avila, e naturalmente anche i mistici come Giovanni della croce, vivranno la loro esperienza mistica nel desiderio di ripercorre il cammino della Passione. Ma anche la devozione popolare finì per servirsi nelle sue pratiche quotidiane. Il segno della croce fu però anche usato per superstizione, per proteggersi o per mettere in fuga il demonio.

da “La Repubblica”, 11/05/2009.

Per saperne di più:
Mauro della Valle, Croce, area bizantina, in “Enciclopedia dell’Arte Medievale”, vol. V, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, Roma 1994, pp. 50-57.
Géza Jászai, Crocifisso, in “Enciclopedia dell’Arte Medievale, vol. V, Roma, Istituto dellTEnciclopedia Italiana, 1994, pp. 577 586.

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Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e ora collaboro con il giornale on-line "Citizen Salerno" e con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e sono membro di varie associazioni culturali tra cui la "Veritatis Splendor" e la "Felix".
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3 risposte a In Croce

  1. Hesperetusa ha detto:

    Ho proposto questo blog per il Premio Liebster

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