Salerno in Fantasy: la Storia e le storie

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Prima terrazza: artigianato storico

Non sarà il Lucca Comics, ma, almeno nelle intenzioni degli organizzatori, è un inizio: per la prima grande rassegna del Sud dedicata a tutte le declinazioni del fantastico, erano attese 5000 presenze, con prenotazioni anche da Taranto, Torino e Venezia.
Una cosa è certa: la prima edizione del festival Salerno in Fantasy non si è limitata ai giochi di ruolo, ai videogiochi e alle sfilate di cosplay. Per quattro giorni, dal 28 al 31 agosto, le quattro terrazze del Parco del Seminario a Salerno hanno ospitato spettacoli dal vivo di danza, teatro e musica, artisti di strada, presentazioni di nuove idee come un gioco da tavolo nuovo di zecca sulla storia salernitana, momenti di riflessione sul cinema e sul fumetto, con la presenza della ormai storica scuola di fumetto di Salerno.
Non poteva mancare uno spazio dedicato al Medioevo, reale o immaginato, con, tra gli altri, anche la Gens Langobardorum, che per l’occasione ha presentato il progetto di un corso di scherma altomedievale.

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Lo spazio della Gens Langobardorum

Non sono mancati i momenti letterari, ospiti scrittori di fama nazionale e internazionale come Fabio Cicolani, Davide Cencini e Francesco Falconi. Protagonisti di Salerno in Fantasy, ovviamente, sono i bambini, attraverso laboratori di tutti i tipi, dalla scultura al tiro con l’arco. Perfino uno di scrittura creativa, a cura della libreria per l’infanzia Saremo Alberi; li guida in questo viaggio la scrittrice di fiabe Rosa Tiziana Bruno, nata a Napoli ma in realtà salernitana, il cui libro più famoso, Ladri di favole (EdiGiò, 2008), è addirittura usato come testo integrativo nelle scuole elementari. Guidati da Tiziana, i bambini hanno costruito una storia, con tanto di illustrazioni, dimostrando un entusiasmo e una creatività che potrebbe lasciare sbigottiti noi adulti.
«È falso che i bambini di oggi siano “monopolizzati” dai videogiochi, anzi, leggono più degli adulti, – assicura da parte sua Tiziana. – Ho notato che ai festival letterari sono proprio i bambini i più interessati. Il problema è che gli adulti non alimentano questa loro passione: i genitori non trasmettono più l’idea che il libro sia un oggetto prezioso, nelle camerette non c’è più nemmeno l’angolo lettura che c’era ancora quando io ero bambina, con libreria e scrivania, sostituito dall’angolo computer. Da questo punto di vista, le librerie per bambini hanno una grande importanza, e mi sorprende che in una città di provincia come Salerno questa sia una realtà, mentre Napoli non ne ha nemmeno una.»
Non è solo questa l’unica cosa che non torna per Tiziana: «Ogni grande città d’Italia ha la sua grande casa editrice, e non mi spiego che Napoli, pur essendo un polo culturale piuttosto vivace, sia l’unica a non averne; la Campania è praticamente assente dal panorama editoriale perché le sue case editrici sono poche e piccole. Non parliamo poi di quelle per bambini e ragazzi, che mancano completamente. Temo che la Campania si stia convincendo essa stessa di essere il Bronx d’Europa, e si stia adagiando su questo stereotipo, invece di reagire in nome della bellezza, che è sempre stato il suo cavallo di battaglia.»
Insomma, la parola chiave è “bellezza”, e quella alla Campania non manca di certo. «Sono nata in una città votata al mare come Napoli, che addirittura è nata con il nome di Partenope, una sirena, e vivo in una città, Salerno, affacciata sul mare e con alle spalle una montagna; le mie fiabe, dunque, sono spesso ambientate sul mare, e il mio linguaggio profuma di Napoletano, anche senza volerlo. Inoltre i laboratori di scrittura creativa che affronto insieme ai bambini sono spesso incentrati sulla tematica del cibo, sulle nostre tradizioni alimentari e sulla dieta mediterranea: una volta abbiamo raccontato perfino la storia del babà.»
Natura e cultura certo, ma anche Storia, che per Tiziana è soprattutto un serbatoio di storie: come il romanzo ambientato a Pompei che ha nel cassetto. «È un mio vecchio progetto, da sempre volevo scrivere un romanzo storico rivolto soprattutto ad un pubblico di pre-adolescenti, ma che andasse bene per tutte le età, – confessa. – Ho cercato di ricostruire una Pompei più storica possibile, e prima di scrivere mi sono documentata tantissimo, ma è inevitabile attingere da quello che è oggi il territorio vesuviano; anche perché, studiando l’antica Pompei, ho scoperto che non siamo poi così diversi da allora, per tante cose.»
Tiziana confida poi di avere un sogno: un romanzo che racconti la Scuola Medica Salernitana. «Quando andavo a scuola, la storia era la mia materia preferita, in particolare avevo il pallino della storia romana. Crescendo, poi, mi sono appassionata al Medioevo, perché somiglia più a quello che sono io: apparentemente immobile, ma in gran fermento. La fiaba, poi, è medievale per antonomasia: sono le storie raccontate dalla vecchia paesana, sempre le stesse, anche se magari sono ambientate su Marte. Vorrei che il mio romanzo sulla Scuola Medica Salernitana sia uno strumento leggero per avvicinare non solo i ragazzi, ma anche gli adulti al Medioevo, e al Medioevo nostro, quello del Sud, della Campania, di Salerno; ma ciò che vorrei più di tutto, attraverso la Storia, è raccontare una storia, una storia che parli di incontro.»
Su questo Tiziana non ha dubbi, e lo conferma lo sguardo soddisfatto che gira su tutto ciò che sulle quattro terrazze parla di creatività, finalmente libera di sbizzarrirsi in mille modi diversi. «La materia prima c’è, basta stimolarla. Bisogna riprendere a raccontare e ad ascoltare storie, come le generazioni passate hanno sempre fatto: farà bene non solo ai bambini, ma anche agli adulti, perché raccontare storie risveglia il bambino che c’è in ognuno di noi. Infatti, quando scrivo fiabe, cerco di creare qualcosa che possa attrarre anche i genitori.»

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Rosa Tiziana Bruno con la Badessa Agata.

Per saperne di più:
Il sito di Salerno in Fantasy;
Libreria Saremo Alberi;
il blog di Rosa Tiziana Bruno.

Articolo pubblicato anche sul blog FESTIVALIBROCAMPANIA.

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Informazioni su Mercuriade

Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e ora collaboro con il giornale on-line "Citizen Salerno" e con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e sono membro di varie associazioni culturali tra cui la "Veritatis Splendor" e la "Felix".
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