Astrologia. La scienza antica soffocata dalla ragione

di Cesare Medail

Tornano in libreria alcuni testi classici a favore e contro il sapere basato sul movimento delle stelle: dai «segreti di Albumasar» all’invettiva di Gerolamo Savonarola.

L'osservazione delle stelle - miniatura dal "De proprietatibus rerum" di Bartolomeo Anglico - XV sec.

L’osservazione delle stelle – miniatura dal “De proprietatibus rerum” di Bartolomeo Anglico – XV sec.

«Albumasar disse che la fede di Cristo non aveva a durare più che 1460 anni. Questi anni sono passati e siamo nel 1497 e ancora dura la fede di Cristo e durerà fino alla fine del mondo», scrive fra Girolamo Savonarola nel trattato Contro gli astrologi, che rielabora in volgare le Dissertazioni contro l’astrologia divinatrice di Pico della Mirandola, il filosofo rinascimentale che definisce l’astrologia «speculazione bugiarda di ciarlatani». Albumasar, vissuto a Bagdad nell’ottavo secolo, è una figura di punta dell’astrologia araba. La sua influenza si proietta su tutto il Medioevo cristiano: è quindi uno dei bersagli preferiti di Savonarola, per il quale la millenaria divinazione tramite gli astri è diabolica e fraudolenta, al contrario della profezia che è un dono divino riservato a pochi (fra i quali lo stesso frate che rivendica per sé la condizione di profeta).
Oggi, solstizio d’inverno del 2000 (data che avrebbe messo in subbuglio l’antica astrologia), Savonarola e Albumasar si fronteggiano in libreria, in due volumetti simbolici di una disputa che attraversa tutta la storia delle idee. Nei Segreti astrologici di Albumasar, l’allievo Sadan espone la sapienza del maestro nella forma di un dialogo tra dotti alla corte del sultano: per l’astrologo che si ispira a Tolomeo (la cui opera, II secolo a.C., è stata proposta qualche anno fa dalla Fondazione Valla), l’astrologia è una scienza dipendente dall’astronomia, di supporto alla medicina e dai caratteri tecnici ben precisi. Albumasar è spesso polemico con i colleghi, li chiama «sapienti minori», ne corregge gli errori e risponde a ogni quesito tecnico basandosi sul calcolo dell’ascendente (il segno zodiacale che sorge all’orizzonte all’ora di nascita). A un certo punto, per esempio, il discepolo Sadan dice che lo stesso Albumasar ha l’ascendente «in Vergine, con la Luna in Scorpione opposta e in aspetto con Marte», il che significa epilessia; allora il maestro spiega, in base ad altri rilievi astrali, la sua propensione al bere e aggiunge: «Se potessi smettere di bere vino per un anno, curerei certamente la mia epilessia». Gli astri sono quindi usati con perizia tecnica per una diagnosi medica: e la risposta non è fatalistica, perché il «futuro possibile» gli concede la libertà di bere o non bere vino e quindi di guarire.
L’esempio suggerisce un rilievo importante: rispetto alla divinazione degli aruspici e delle sibille che vaticinavano in base a segni, sacrifici, oracoli, l’avvento dell’astrologia è un salto di qualità in senso razionale. La disciplina, infatti, non si basa su sogni o superstizione, ma sulla lettura simbolica di precise mappe astronomiche, grafici, figure geometriche, calcoli matematici. La cultura moderna spiegherà che gli antichi costruirono quel grandioso e complesso edificio su un terreno di sabbia essendo bugiarda la premessa (i moti apparenti dei corpi celesti): sta di fatto, però, che l’astrologia ha leggi precise e la coerenza di un sistema scientifico, sia pure applicato al cielo zodiacale, che oggi chiameremmo una realtà virtuale. Del resto, le contestazioni del passato si fondano su argomenti teologici più che sull’inattendibilità scientifica. Savonarola chiama in causa «i falsi profeti» dei Vangeli, anche se il suo profetare ispirato da Dio, agli occhi di un razionalista moderno, non avrebbe più fondamento dei calcoli astrologici.
Gli stessi padri della Chiesa hanno opinioni difformi sugli astri; e Tommaso d’Aquino, dicendo che la volontà umana è superiore all’influsso dei corpi celesti e può quindi dominare le passioni, finisce con l’ammettere tale influsso. Le divergenze attraversano anche il Medioevo ebraico, come prova la Lettera sull’astrologia di Maimonide, dove il grande filosofo di Cordoba (1138-1204) risponde alle domande sugli astri dei rabbini di Francia. Essi credono che se l’oroscopo prevede una malattia, l’uomo può prendere le misure per scongiurarla (un po’ come l’epilessia di Albumasar), mentre non si sfugge a un oroscopo di morte. Maimonide smonta ogni loro ipotesi argomentando più con l’aiuto della Torah che della filosofia. E anche nell’ambito dei filosofi rinascimentali, per un Pico della Mirandola nemico degli astri, c’è un Marsilio Ficino che, negli Scritti sull’astrologia, rifiuta fatalismo e determinismo astrologico, ma pensa che le «anime celesti», cioè le stelle, influenzino sia i fenomeni naturali sia il comportamento dell’ uomo. La disputa si è trascinata nei secoli. Non è un caso che in questi decenni prima del nuovo millennio siano usciti tanti volumi sull’astrologia. In Stelle su misura (Einaudi), Theodor W. Adorno, padre della scuola di Francoforte, vede nell’oroscopo uno strumento del potere per sottomettere i cittadini. Al contrario, Carl G. Jung pensa che le brevi righe di un pronostico possano far scattare nell’inconscio di chi legge i meccanismi della sincronicità, della coincidenza che illumina un momento della vita.
Ma la ragione di fondo dell’eterna querelle astrologica si può trovare, forse, nelle parole di Eugenio Garin, il nostro maggiore studioso del Rinascimento: «L’astrologia non è sopravvissuta solo a Copernico e a Keplero (che vi credeva), ma a Galileo, a Newton, perfino a Einstein. Ed è sopravvissuta perché, prima ancora di essere una superstiziosa fede nelle stelle e una tecnica sbagliata e assurda, si lega a una possibile concezione della realtà. “Non v’è cosa che accada in un luogo qualsiasi del mondo che non influenzi in qualche maniera tutte le cose esistenti”. Chi parla così non è un mago, né un astrologo: è Leibniz».

da “Il Corriere della Sera”, 21/12/2000

Per saperne di più:
Sadan, I segreti astrologici di Albumasar, a cura di Graziella Federici Vescovini, Torino, Aragno, 2000;
Girolamo Savonarola, Contro gli astrologi, a cura di Claudio Gigante, Roma, Salerno, 2000;
Mosè Maimonide, Lettera sull’astrologia, a cura di Elena Loewenthal, Genova, Il Melangolo, 1994;
Marsilio Ficino, Scritti sull’astrologia, a cura di Ornella Pompeo Faracovi, Milano, Rizzoli, 1999.

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Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e ora collaboro con il giornale on-line "Citizen Salerno" e con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e sono membro di varie associazioni culturali tra cui la "Veritatis Splendor" e la "Felix".
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