Maria Maddalena: l’Apostola degli Apostoli.

"Maestro della Maddalena", Maria Maddalena e otto storie della sua vita, 1280-1285 - Firenze, Galleria dell'Accademia.

“Maestro della Maddalena”, Maria Maddalena e otto storie della sua vita, 1280-1285 – Firenze, Galleria dell’Accademia.

Se Maria madre di Gesù rimane la più santa tra le donne, la più donna tra le sante è da sempre Maria Maddalena, dalle antiche riflessioni dei Padri della Chiesa fino a drammi e  romanzi. Ma mai come in questi anni si è parlato di Maria Maddalena, se si fa una semplice ricerca su google saltano fuori biblioteche intere virtuali su di lei. La maggior parte, però, ispirate al romanzo di Dan Brown Il Codice da Vinci, che è divenuto per molti, una specie di “bocca della verità”. E così molti sono ormai convinti che Maria Maddalena sia stata la moglie di Gesù, che abbia partorito una figlia da cui sarebbe discesa la stirpe dei re di Francia, e che sia protagonista di una sorta di “anti-Chiesa” (contrapposta a Pietro dunque ai papi), simbolo della resistenza della donna contro l’oppressione maschile nel corso dei secoli.
Ma, se andiamo direttamente alle fonti, chi è Maria Maddalena, e come è stata vista nel corso della Storia?
In realtà, della figura autentica di Maria Maddalena sappiamo pochissimo: i quattro Vangeli (tutti redatti entro la fine del I secolo d.C.) ci dicono veramente poco. Soprattutto l’evangelista Luca riferisce che «Maria quella chiamata la Magdalena dalla quale erano usciti sette demoni» è insieme a un gruppo di donne che seguono Gesù e i suoi discepoli: non solo lo seguono per ascoltare i suoi insegnamenti, ma provvedono alle sue necessità, anche materiali. Solamente un’indemoniata liberata da Gesù che diventa sua discepola: non c’è un indizio qualsiasi che faccia pensare a un suo legame particolare con il Maestro, tantomeno matrimoniale. L’apocrifo
Vangelo di Filippo di fine II secolo che Dan Brown chiama in causa, è semplicemente uno scritto mistico, pieno di simboli e di immagini. E non ci si può aspettare altro dagli Gnostici dal cui ambiente questo scritto proviene, dato che per loro il matrimonio è qualcosa di cui un vero credente non dovrebbe assolutamente macchiarsi, tutto ciò che ha a che fare con la materia per loro non è opera di Dio, che ha creato solo le anime; di più, il Gesù gnostico non è nemmeno un uomo di carne e ossa, e che può dunque soffrire come un cane o morire in croce, ma un eidolon, un puro spirito, rivelatosi agli occhi degli uomini per indicar loro la via per liberarsi dalla materia, cioè dal male.
Ma in realtà non ci sarebbe nemmeno bisogno di tutto questo, dato che i Vangeli sono già scandalosi a sufficienza, se ci pensiamo bene. Quello che Luca dice è che tra i discepoli di Gesù ci sono anche delle donne, e all’epoca per un maestro è considerato sconveniente anche parlare in pubblico con una donna, fosse pure la propria moglie. Queste donne seguono Gesù con devozione incrollabile, fin sotto la croce (quando gli apostoli sono scappati tutti), e sono sempre loro, la mattina della Domenica di Pasqua, a recarsi al sepolcro vigilato, diventando così le prime testimoni della Resurrezione. È qualcosa su cui non si insisterà mai abbastanza: se solo uomini erano presenti all’Ultima Cena, solo donne vedono per la prima volta il sepolcro vuoto, e sono loro a dare l’annuncio agli apostoli; e, se gli apostoli avranno bisogno di toccare, di infiggere il dito nelle piaghe, queste donne credono immediatamente e lo dicono a voce alta, a costo di non essere credute. La Maddalena è sempre nominata prima di tutte: è lei la prima a correre al sepolcro mentre le altre si attardano a comprare aromi, è lei la prima a vedere il sepolcro vuoto, è lei la prima a vedere il Risorto e a ricevere da lui stesso l’incarico di annunciarlo agli apostoli. Non c’è traccia di una contrapposizione qualsiasi tra gli apostoli e la Maddalena, anzi lo stesso apostolo ed evangelista Giovanni non si vergogna ad ammettere di essere arrivato secondo rispetto a lei!
E non se ne vergogna nemmeno la tradizione successiva. C’è un appellativo in particolare che caratterizza Maria Maddalena, addirittura già dalle omelie di Sant’Agostino, e ripreso da tanti altri autori dopo di lui, da Rabano Mauro a Tommaso d’Aquino: apostola apostolorum, l'”apostola degli apostoli”. Le è così assegnato il primo posto fra gli apostoli, che non le deriva da una qualifica particolare o sacerdotale, ma semplicemente dall’essere stata la prima a vedere Cristo risorto e di essere stata la prima ad annunciare la Buona Novella, dicendo prima anche di Pietro, il capo degli apostoli: «Ho visto il Signore!» Diviene così la “predicatrice”, la donna che parla, che annuncia; e infatti la Maddalena, oltre ad essere rappresentata insieme alle “pie donne” nelle scene della Deposizione e del ritrovamento del sepolcro vuoto, è inquadrata, soprattutto nelle miniature dei salteri, nell’atto di dare l’annuncio agli Apostoli, a volte perfino mentre predica dal pulpito!

Maria Maddalena porta l'annuncio agli apostoli - particolare dalla "Vetrata della Maddalena", 1200-1215 - Chartres, cattedrale di Notre-Dame.

Maria Maddalena porta l’annuncio agli apostoli – particolare dalla “Vetrata della Maddalena”, 1200-1215 – Chartres, cattedrale di Notre-Dame.

Molto presto, però, c’è un altro aspetto di Maria Maddalena che viene molto accentuato: il suo amore per Cristo, che l’ha spinta a rimanere sotto la croce e a recarsi al sepolcro quando era ancora buio. Nelle scene della Crocifissione o della Deposizione, infatti, la Maddalena è la prefica, inconsolabile dal dolore, è fra le donne l’unica che lo esterna, serrandosi il polso con l’altra mano o strappandosi le vesti, prendendo la mano del Cristo morto o baciandogli i piedi. Nella spiritualità bizantina, invece, il mezzo con cui esprime il suo amore è il profumo che, insieme alle altre donne, la Maddalena porta alla tomba, tanto che la terza domenica di Pasqua è per l’Oriente la festa delle Sante Mirofore, cioè delle portatrici di mirra.

Deposizione - pannello in avorio da Hereford, 1150 ca. - Londra, Victoria & Albert Museum.

Deposizione – pannello in avorio da Hereford, 1150 ca. – Londra, Victoria & Albert Museum (Maria madre di Gesù riceve il corpo del figlio morto; Maria Maddalena, all’estrema sinistra, si straccia le vesti).

Sono i Padri della Chiesa, soprattutto Gregorio Magno, a mettere l’accento sulla Maddalena innamorata di Cristo, arrivando a identificarla di volta in volta con altre figure di donna incontrate nei Vangeli; e il filo conduttore è il vasetto di profumo.
In primis con l’anonima “peccatrice” (leggasi “prostituta”) che, al convito del fariseo Simone, effonde il suo amore in maniera squisitamente carnale e femminile, bagnando i piedi del Maestro con le sue lacrime, asciugandoli con i suoi capelli e cospargendoli di olio profumato; colei della quale Gesù aveva detto allo scandalizzato Simone «In grazia di che, ti dico, sono rimessi i peccati di lei, i quali sono molti, perché amò molto; a chi invece poco si rimette, poco ama», come lui, che non lo aveva degnato di una cortesia.
Oppure Maria di Bethania, la sorella di Lazzaro, che si siede ai piedi di Gesù ad ascoltarlo mentre la sorella Marta si affanna per le faccende di casa; e che, una sera, versa sul capo e sui piedi del Maestro un intero vasetto di nardo dal valore di trecento denari, e alle lamentele di Giuda su quanti poveri avrebbero potuto sfamare con quel denaro, Gesù risponde «In verità vi dico che dovunque, in tutto il mondo, sarà annunziato il vangelo, si racconterà pure in suo ricordo ciò che ella ha fatto», perché abbondanza del profumo è abbondanza d’amore.
Così come vengono prestate alla Maddalena alcune delle vite delle cosiddette “Madri del Deserto” dei primi secoli del Cristianesimo. In particolare, Maria Egiziaca, un’etera di Alessandria bellissima e ricca vissuta forse attorno al IV secolo, che un giorno, incuriosita, decide di recarsi in pellegrinaggio a Gerusalemme; ed è tanto il suo desiderio di andare che arriva a pagarsi il viaggio vendendo il proprio corpo. Ma, una volta giunta al Santo Sepolcro, una forza le impedisce di entrare: può solo quando promette di cambiar vita. L’amore che l’aveva portata lì la spinge così nel deserto, dove si getta in una vita di preghiera e penitenza con la stessa passione con cui si era gettata nei suoi profumi. Non prende con sé che uno straccio per coprirsi, ma si consuma ben presto anche quello, e alla fine si ritrova vestita soltanto dei propri capelli.
Tutte queste figure si fondono in Maria Maddalena come le facce di un diamante, restituendoci così una figura stupenda d’intensa femminilità, nel peccato come nella santità. Femminilità che gli artisti si preoccupano di rendere: la Maddalena è ritratta sempre bellissima, dai lunghi capelli biondi.

Giotto di Bondone - Maria Maddalena e il Cardinal Pontano - riquadro dalla Cappella della Maddalena, 1307-1308 - Assisi, Basilica inferiore di San Francesco.

Giotto di Bondone – Maria Maddalena e il Cardinal Pontano – riquadro dalla Cappella della Maddalena, 1307-1308 – Assisi, Basilica inferiore di San Francesco.

In questa forma, il culto della Maddalena, esploderà dal XII secolo in poi: diventa la patrona di tutte le cosiddette “donne perdute”, la loro ambasciatrice, la prova che anche per loro è possibile un riscatto; la sua festa, il 22 luglio, diventa la loro festa. È a Maria Maddalena che, ad esempio, all’inizio del XII secolo, Roberto di Arbrissel dedica la piccola depandance del monastero di Fontevraud in cui accogliere le ex prostitute che hanno lasciato tutto per seguirlo nella sua vita da predicatore per le campagne dell’Angiò.
Grazie alla Maddalena, i riflettori si accendono sulle più disprezzate tra le donne, quelle costrette ad indossare segni distintivi come abiti gialli o cappucci rossi, quelle cui è proibito uscire di casa se non in determinati giorni. I potenti si accorgono di loro, aiutarle a riscattarsi diventa un’opera di carità, che fa guadagnare il Paradiso: così, nel 1189, papa Clemente III stabilisce l’indulgenza per chi sposa una ex prostituta. Nel XIV e nel XV secolo, si moltiplicano le confraternite dedicate a questa santa per togliere le ragazze dalla strada, dar loro un lavoro e un tetto creando appositi ospizi con piccoli laboratori artigianali annessi, perfino fornir loro la dote nel caso decidano di sposarsi.
Sono soprattutto i Domenicani a diffondere il culto di Maria Maddalena: lei è infatti fin dall’inizio una dei patroni principali del loro ordine, in particolare del Terz’Ordine, quello detto “Della Penitenza”, dedicato ai laici che seguono la spiritualità domenicana, sposati e non. È il modello della penitente, che raccoglie in sé vita attiva e vita contemplativa, ed è molto amata dalle mistiche del Basso Medioevo, che al suo fervore ispirano la loro vita.
Ed è proprio un Domenicano, Jacopo da Varazze, arcivescovo di Genova, a raccogliere nella sua Legenda Aurea tutte le tradizioni precedenti sulla vita della Maddalena in un’unica agiografia, che tanta importanza avrà nell’arte dei secoli successivi. Tanto per cominciare, Jacopo da Varazze esordisce con una delle sue suggestive (anche se abbastanza fantasiose) etimologie. Maria Maddalena ne ha ben quattro:

  1. “Mare Amaro” che ricorda l’amarezza delle sue lacrime;
  2. “Illuminatrice” per l’annuncio della Resurrezione che porta;
  3. “Manens rea”, “colei che rimane colpevole”, ossia “eterna penitente”;
  4. “Grande difesa”, vittoria contro il peccato.

Queste quattro caratteristiche inducono soprattutto gli esegeti degli Ordini Mendicanti ad elevare Maria Maddalena, insieme ad Eva, ad immagine simbolica della Chiesa.

Ambrogio Lorenzetti, Maria Maddalena, particolare di trittico con Madonna con Bambino e Santa Dorotea, 1325 ca. - Siena, Pinacoteca Nazionale.

Ambrogio Lorenzetti, Maria Maddalena, particolare di trittico con Madonna con Bambino e Santa Dorotea, 1325 ca. – Siena, Pinacoteca Nazionale.

Nelle opere d’arte dei secoli XIV e XV, da Ambrogio Lorenzetti a Masaccio, quest’allegoria è  molto esplicita. Maria Maddalena ha peccato, ma è tornata sui suoi passi: e la Chiesa non è forse definita già da Sant’Ambrogio casta meretrix, meretrix perché conserva la fragilità umana, casta perché abitata dalla presenza di Cristo? In un trittico di Ambrogio Lorenzetti questa presenza diventa visibile, attraverso il Volto Santo a forma di sole sul petto di lei. La Maddalena è inoltre quasi sempre vestita di rosso, cioè da sposa: non certo in senso reale, come immagina Dan Brown, ma proprio perché immagine della Chiesa, sposa di Cristo già per San Paolo. Nel XV secolo, poi, nelle rappresentazioni della Crocifissione, si cristallizzerà l’immagine di Maria Maddalena inginocchiata ai piedi della croce: è la Chiesa che partecipa al dramma di Cristo morto.

Masaccio - Crocifissione, tempera su tavola, 1426 - Napoli, Museo di Capodimonte.

Masaccio – Crocifissione, tempera su tavola, 1426 – Napoli, Museo di Capodimonte.

Infine, ogni santo che si rispetti ha le sue reliquie: il Medioevo, che cerca sempre il contatto fisico con il soprannaturale, non può farne a meno.
Inizialmente era venerata una sua tomba ad Efeso, ma una tradizione, riportata anche da Jacopo da Varazze, vuole che Maria Maddalena, nella sua vita da penitente, sia arrivata fino in Francia, dove avrebbe annunciato la Buona Novella a Marsiglia per poi ritirarsi a vita eremitica in una grotta. Questa grotta è identificata dalla devozione medievale con quella di Sainte-Baume, presso Marsiglia, dove era venerato il teschio della santa. Ma già dal 1050 si venerava una sua tomba a Vezelay su cui, nel XII secolo, venne costruita un’imponente basilica.

Basilica di Sainte Marie-Madeleine, XII-XIII sec. - Vezelay. La facciata risente dei pesanti restauri condotti da Eugéne Viollet-Le-Duc nel XIX secolo.

Basilica di Sainte Marie-Madeleine, XII-XIII sec. – Vezelay. La facciata risente dei pesanti restauri condotti da Eugéne Viollet-Le-Duc nel XIX secolo.

Entrambi questi santuari, però, oggi sono vuoti: le ossa custodite a Sainte-Baume e a Vezelay finirono distrutte o disperse durante la Rivoluzione Francese; a Sainte-Baume tutto ciò che resta è un teschio, venerato lì ancora oggi. Ma anche in Italia esiste una reliquia attribuita a Maria Maddalena: un piede, venerato fin dal XV secolo in una cappellina a lei dedicata a Ponte Sant’Angelo, a Roma. Oggi quel piede esiste ancora, custodito in uno splendido reliquiario di Benvenuto Cellini, ed è stato recentemente riesposto alla venerazione, in una cappella nella chiesa romana di San Giovanni Battista dei Fiorentini.
Poche tracce materiali per una figura che pure ci appare così fisica e carnale, e abbiamo scoperto essere più complessa di quanto possiamo immaginare: non è solo l’Apostola degli Apostoli, né solo la Penitente, né solo la prostituta pentita. E, anche se l’esegesi o la spiritualità accentuano di volta in volta, l’uno o l’altro aspetto, nessuno di essi va preso singolarmente, o si rischierebbe di sminuire tutta la ricchezza di questa stupenda figura. E se è vero, come una volta scrisse Chesterton, che non c’è bisogno della poligamia in quanto uno dei pregi delle donne è riuscire a essere tre o quattro donne contemporaneamente, possiamo dire che Maria Maddalena è la più donna tra le sante anche per questo. 

Piede di Maria Maddalena - reliquiario in argento dorato di Benvenuto Cellini (XVI sec.).

Piede di Maria Maddalena – reliquiario in argento dorato di Benvenuto Cellini (XVI sec.).

Bibliografia:
Rodolfo Papa, Maria Maddalena nell’arte sacra – conferenza del 4 maggio 2013 – Cappella del S. Rosario, Largo S. Tommaso d’Aquino, Salerno;
Georges Duby, Donne nello specchio del Medioevo, Bari, Laterza, 2002;
André Vauchez, La spiritualità dell’Occidente medioevale, Milano, Vita e Pensiero, 2006;
Régine Pernoud, La Vergine e i Santi nel Medioevo, Roma, Piemme, 1994;
Beverly Mayne Kienzle, Pamela J. Walker, Women preachers and prophets through two millennia of Christianity, University of California Press, 1998;
Patricia Ranft, A Woman’s Way: The Forgotten History of Women Spiritual Directors. New York, Palgrave, 2000.

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Informazioni su Mercuriade

Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e ora collaboro con il giornale on-line "Citizen Salerno" e con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e sono membro di varie associazioni culturali tra cui la "Veritatis Splendor" e la "Felix".
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10 risposte a Maria Maddalena: l’Apostola degli Apostoli.

  1. Madonna Eloisa ha detto:

    Complimenti per l’articolo, soprattutto chiaro ed esauriente.
    E’ facile travisare un elemento o aspetto simbolico per uno assolutamente terreno.
    Come un nome (Maddalena) possa diventare varie persone (capitava l’omonimia anche nel passato, ma molti psudo storici questa cosa semplice non la capiscono), oppure una sola che condensa tutte e con cui si deve contestare tutto.

    • mercuriade ha detto:

      E’ ancora più facile prendere un solo aspetto ed esasperarlo: ad esempio, che si è voluto “ingabbiare” Maria Maddalena nello stereotipo della prostituta pentita per tenere al guinzaglio le donne, per nascondere qualcosa di pericoloso… Mi ha colpito molto quello che disse il professor Papa in occasione della conferenza che sopra cito: guardare le cose, soprattutto in una materia delicata come la fede, dal solo punto di vista storico-critico può essere a volte fuorviante. Sì, può essere che la spiritualità di volta in volta accentui questo o quell’aspetto di Maria Maddalena (come anche di altri santi), ma gli aspetti vanno appunto visti tutti insieme!

  2. Cornelius_italicus ha detto:

    Articolo davvero ben fatto e preciso!

  3. mary ha detto:

    esauriente senza essere noioso, brava!!!

  4. Complimenti per l’articolo e per il blog. Sei salernitana!! Anch’io conosco molto Salerno dove ho passato molte estati da piccola e dove ancora abitano molti parenti. Riguardo Maria Maddalena, credo che se gli schemi letterari l’avessero permesso, Maddalena sarebbe stata considerata un’apostola con tutto il diritto. In ogni caso, pare che l’identificazione in una stessa persona fatta da Gregorio Magno, ripresa poi da Jacopo da Voragine, ossia Maddalena la peccatrice, l’ossessa e Maria di Betania, non è più riconosciuta secondo le ultime teorie che ne fanno tre persone diverse.

  5. Eugenio ha detto:

    Da Gerusalemme in poi su Maria Maddalena c’è il recente cammino ecumenico, con l’aiuto della famiglia ortodossa e di quella protestante, che la rende meno sovrapponibile a Maria di Betania. Il clima culturale che si vive ad Alessandria d’Egitto nel I secolo prova a diminurne la figura relegandola ad un ambito solo materialista. A ben vedere questo è lo stesso clima culturale che si viveva anche a Efeso con l’infulente Celso nel II secolo, in epoca di disfacimento dell’impero occidentale. Sulle strade di Maddalena passiamo dalle uova virate verso il rosso nel palazzo di Tiberio. Esse sono motivo di gioia pasquale nelle famiglie dell’Europa orientale. Con memoria a tale prova si augura: Gesù è risorto. e si risponde: veramente è risorto (cfr. vangeli). Da qui, dato il clima ostile della capitale, potrebbe bipartirsi l’avventuroso viaggio verso la Provenza, lasciati in balia degli elementi su una nave senza governo. Sulla scia di Massimino, St. Lazarus (Cipro), Joseph d’Arimatie (Cornovaglia), Giovanni, forse via Roma, dove è segnalata la fonte bollente da cui transitò l’evangelista amico del Signore, arriviamo a Efeso, probabile luogo di redazione del Vangelo secondo Giovanni. Qui dagli antichi è segnalata la tomba di Maria Maddalena. Le reliquie sono state spostate. La spiritualità di Maria Maddalena è pienamente riscattata da Luca (servizio gratuito alla comunità delle donne) e Giovanni (apostola degli apostoli). La tradizione medioevale prova a recuperare la memoria mescolando gli elementi di ritorno dall’ambiente culturale dei primi secoli, di fonte non catacombale. Le tombe di Marta e Maria Maddalena hanno oggi una certa qual collocazione provenzale in collegamento alla memoria o alla presenza delle reliquie. In buona sostanza nel territorio provenzale c’è una forte relazione con le reliquie di Maria di Magdala.

  6. senm_webmrs ha detto:

    Bell’articolo e bellissimo piede celliniano.
    Ricambio con Mme Régine Pernoud a proposito della Sainte-Baume http://www.saintsdeprovence.com/les-textes/la-sainte-baume/

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