Un premio a metà

Il soprintendente BAP di Salerno e Avellino Gennaro Miccio e Mariella Pasca ricevono il Premio Italia Medievale per la categoria Multimediale assegnato al Museo Virtuale della Scuola Medica Salernitana.

Il soprintendente BAP di Salerno e Avellino Gennaro Miccio e Mariella Pasca ricevono il Premio Italia Medievale per la categoria Multimediale assegnato al Museo Virtuale della Scuola Medica Salernitana. – Fonte: http://www.gazzettadellirpinia.it

È proprio vero il detto nemo propheta in patria, nessun profeta è ascoltato in patria sua. Nemmeno se questo “profeta” è un museo contenuto in una cappellina di pochi metri quadrati, e che eppure attira 25.000 visitatori da tutta Europa!
Abbiamo già avuto modo di parlare del Museo Virtuale della Scuola Medica Salernitana, ospitato nell’antica Cappella di San Gregorio in Via dei Mercanti, in pieno centro storico Salernitano; avevamo annunciato che nel 2012 era stato candidato al Premio Italia Medievale per la categoria “multimediale”.
Tutti vi starete chiedendo com’è andata a finire.
Ebbene, ci sono due notizie, una buona e una cattiva.
La buona notizia è che il premio è stato vinto, impacchettato e ricevuto dal Soprintendente BAP di Salerno e Avellino Gennaro Miccio e da Mariella Pasca, ideatrice e fondatrice del Museo il 24 novembre 2012 al Nocetum di Milano. Il Museo Virtuale non è stato solo premiato, ma indicato dall’anfitrione, il milanesissimo presidente di Italia Medievale Maurizio Calì, come un esempio di cosa si possa fare al Sud quando si lavora bene.
La cattiva notizia è che questo rischia di diventare un premio a metà. Questo piccolo Museo, a pochissimi anni dalla sua nascita, fatica non solo a mantenere alto il suo standard di prestazione, ma addirittura a sopravvivere. Al punto che Mariella Pasca, esasperata, è stata costretta a prendere carta e penna e a scrivere insieme alla collega Maria Rosaria Mari, una lettera aperta al direttore del Corriere del Mezzogiorno, pubblicata il 4 dicembre scorso.
La situazione è paradossale, denuncia la Pasca: questo museo riscuote riconoscimenti a Milano, mentre nel suo territorio, Comune, Provincia e Regione lo ignorano completamente. Manca tutto, perfino il personale: «Può quindi accadere che non si riesca a coprire il turno di vigilanza e che il museo sia costretto a chiudere, che non sempre risulti garantita l’apertura pomeridiana o festiva».
Ma non è nemmeno questo il problema più grave: il Museo Virtuale si regge tutto sulla tecnologia, e dunque su computer, touch-screen e schermi in 3D, apparecchi delicatissimi che  vanno regolarmente revisionati ed eventualmente riparati. Se non ci sono i soldi, niente di più facile «che una criticità delle strumentazioni impiegate, in assenza di una manutenzione di garanzia, mutili parzialmente o blocchi del tutto la programmazione espositiva». Tanto basta perché questo gioiellino non sia visto dalle istituzioni come una risorsa, ma solo come una palla al piede, una spesa voluttuaria che si può anche mettere tra parentesi.
I problemi sono infiniti in questo senso, lo sappiamo a memoria: disastri di bilanci, tagli e roba del genere. Ma non è questo il problema più grosso, avverte Mariella Pasca: queste sono solo conseguenze. Il problema di fondo è quell’idea passata con l’adagio “Con la cultura non si mangia.” E invece no, è proprio con la cultura che si può e si deve mangiare nel mondo di oggi: «La creatività, la conoscenza e il valore simbolico di beni e servizi sono sempre più riconosciuti come potenti motori di crescita economica e di promozione dei territori.» In termini di turismo, e il Museo Virtuale diverrebbe una delle  mete principali della città di Salerno, come già di fatto è, a giudicare dalle tante presenze e segnalazioni che hanno portato al Premio Italia Medievale. Ma addirittura in termini economici: il Museo Virtuale ha tutte le carte in regola per essere un piccolo laboratorio di gestione, attraverso rapporti con il territorio, naturalmente con le istituzioni, ma anche con privati.
Il Museo Virtuale è una risorsa, una risorsa tutta nostra: una risorsa apprezzata e riconosciuta in Italia e in Europa. Il Premio Italia Medievale ne è una prova. Se non vogliamo trasformarlo in un premio a metà, permettiamo che questo piccolo museo continui a vivere.

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Informazioni su Mercuriade

Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e ora collaboro con il giornale on-line "Citizen Salerno" e con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e sono membro di varie associazioni culturali tra cui la "Veritatis Splendor" e la "Felix".
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Una risposta a Un premio a metà

  1. R.Tiziana Bruno ha detto:

    Lo condivido subito sul socialnetwork più popolato del momento! Speriamo serva a qualcosa…

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