Bertrand trovatore dell’anima

di Davide Rondoni

Chi è il poeta ? La domanda sale spesso. Ma come poche ne tira in campo un’altra, più dura, estrema e attuale in tempi di confusione: chi è l’uomo, cosa lo distingue?

A queste domande giungono suggerimenti di risposte dal libro nero e affascinante che la Finestra editrice ha approntato: una nuova edizione critica delle poesie di Bertran de Born, il grande trovatore aquitano (1140-1215 c.a.), sulla cui reale identità ancora ci si interroga.
Non sappiamo chi era esattamente (come accade per Omero e altri grandi) quasi che la sfuggente identità del poeta obbligasse a considerare più attentamente la nostra. E l’uomo a cui da voce Bertran è un essere che fa la guerra e ama. Indicando ancora una volta, tra versi dolenti e allegri, tra dediche a signori del suo tempo e a meditazioni profonde, che ognuno di noi è in fondo ciò per cui combatte e ciò che ama. Libro per filologi e appassionati, la raccolta di Bertran ci restituisce la forza di una voce immersa nel proprio tempo, attenta a mettere in questione se vi sia e quale sia la vera nobiltà dei signori che lo circondano. Del resto quale amore e quale guerra nobilitano davvero l’uomo era tema dibattuto tra i grandi santi e teologi del tempo e i poeti non fecero che portare nel loro campo la decisiva questione e le intersezioni dell’una con l’altra (anche l’amore ha in sé una guerra…).
L’edizione forse poteva curar meglio la traduzione di alcuni testi per permettere di risentire la forza rude e dolce della lingua che affascina ogni lettore che cerca le radici della poesia. Ma il libro lascia una esaltazione vera. Che la decisione a riguardo di quale amore e quale guerra siano il tema sotterraneo della poesia di sempre lo si vede anche nel romanzo scritto appunto da una poetessa d’oggi, Lucrezia Lerro, che nel suo La bambina che disegnava i cuori (Bompiani) ci dà un affresco lucido e duro di una vicenda di amore e di invidia. Come in un poeta antico, anche qui il tipo di amore e il tipo di guerra che si decide di combattere indicano la nobiltà o meno dei protagonisti, e di noi.
Lucido, attuale Bertran:

Che è l’uomo, quanto me lo chiedo,
e che vale ? Non mi considero niente.
E allora perché i nobili si gonfiano di vanità?

da “Il Sole 24Ore”, 09/01/2011.

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Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e ora collaboro con il giornale on-line "Citizen Salerno" e con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e sono membro di varie associazioni culturali tra cui la "Veritatis Splendor" e la "Felix".
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