Foss”a Maronna!

Rassicuro i lettori: non è una recensione dell’ultimo libro di Luciano De Crescenzo. Infatti non l’ho ancora letto, anche se mi propongo di farlo da mesi.
E’ semplicemente la prima esclamazione che mi è scappata di bocca (purtroppo avrò almeno una decina di testimoni, e non posso negare) al termine dei 7 km di marcia del corteo storico a Lucera, dal castello fino alla cattedrale dell’Assunta! Dettata, certo, più dalle gambe doloranti che dal desiderio di ringraziare la Madre di Dio nella città che l’ha scelta come patrona all’antivigilia della sua festa patronale.

Ma ogni sillaba, comunque sia, ci sta tutta: qualunque Napoletano, Salernitano o Campano che sia, non potrebbe dire altro davanti alla bellezza di questa cittadina incastonata tra i colli della Puglia, con le sue casette rosa antico, intarsiato di chiese che sembrano modellini di ceramica, affiancata dalle imponenti mura di cinta del castello. Meglio ancora, poi, se tutta questa bellezza che dura da secoli diventa cornice per altra bellezza, più effimera ma altrettanto viva, fatta di seta ricamata e di turbanti fatti come si deve, di maglie di ferro che tutte insieme pesano più dello zaino del liceo e di perle di bigiotteria che schizzano da tutte le parti. Un mosaico di cui ho avuto il privilegio di essere una tessera, grazie al gruppo storico Imperiales Friderici II di Foggia, che ha incarnato quella parte di popolazione saracena che viveva a Lucera, per volere dell’imperatore Federico enclave araba.

E soprattutto una bellezza fatta di carne e ossa, di sorrisi e sguardi, di risate e simpatia: delle battute e dei discorsi seri di Andrea, detto “Il Feroce Salatino”; della straordinaria resistenza di Michele, capace ancora, dopo tutto quel tran tran e 50 kg di armatura indosso, di lasciarsi trascinare in una battaglia all’ultimo sangue al parcheggio; delle mani d’artista dipinte con l’henné di Azzurra; dello sguardo ammaliante da odalisca di Serena, mia vicina di corteo; dell’intuizione inquisitoria di Luca, capace di darti dell’eretico prima ancora di capire di cosa tu stia parlando; del calore di Alessandro e Rosa, capaci, quando è possibile e anche quando non è possibile, di farsi in quattro, in tutti i sensi.

Che tutto questo non fosse visibile solo dall’interno lo testimoniava d’altronde lo sguardo attento della gente che ci seguiva dalle strade. I più curiosi, naturalmente, i bambini, con quel loro «Guarda!» accompagnato dall’immancabile ditino puntato.
Ciò che resterà sempre nel mio cuore è il ricordo del volto raggiante di una giovane donna sulla sedia a rotelle, del suo sorriso incantato in risposta a un nostro saluto. Chissà, forse da bambina, giocando con le bambole, quelle antiche bambole di porcellana vestite di broccati e merletti, avrà desiderato almeno una volta che le rivolgessero la parola. E ora ecco un’intera processione di bambole, vestite come in una fiaba di “Le Mille e una Notte”, salutarla e sorriderle. E forse l’avrà esclamato anche lei, con tutte le varianti del dialetto pugliese: «Foss”a Maronna!»

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Informazioni su Mercuriade

Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e ora collaboro con il giornale on-line "Citizen Salerno" e con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e sono membro di varie associazioni culturali tra cui la "Veritatis Splendor" e la "Felix".
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3 risposte a Foss”a Maronna!

  1. Giovanni ha detto:

    Bel filmato. Suppongo che abbiano partecipato più gruppi a questa manifestazione, proprio belle le armi le armature e i costumi, ma quel carretto che avevano con loro che cos’è. Sarebbe bello qualcosa di simile anche a Salerno.

  2. mercuriade ha detto:

    Sì, hanno partecipato più gruppi. Il “carretto” è la ballista, grande balestra montata su ruote utilizzata soprattutto negli assedi.

  3. Giovanni ha detto:

    Grazie mille la ballista in carne ed ossa non l’ha avevo mai vista,

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