Il teatro di Giotto

di Arturo Carlo Quintavalle

La fedeltà al vero e il bisogno del teatro: un modo nuovo di raccontare le storie.

Giotto di Bondone – La Cacciata dei Mercanti dal Tempio – particolare di affresco dalla Cappella degli Scrovegni, Padova – 1304-1306.

Quando comincia il vero nella pittura? Nella Cacciata dei mercanti dal tempio della cappella degli Scrovegni a Padova, Cristo ha il pugno alzato, l’altra mano è protesa; al gesto si accompagna lo sguardo. Un mercante si ritrae, l’altro leva le mani, le capre fuggono dalla gabbia. L’architettura del tempio – verdi colonne, capitelli dorati, legno e cavalli scolpiti – ha al culmine finestre gotiche come in un moderno palazzo della città.
Ecco, è questa la novità di Giotto, da ieri celebrato nella mostra di Padova: rappresentare le figure, metterle in scena dentro uno spazio reale, contrapporre caratteri. Come a teatro. Da una parte gli apostoli intenti, con le aureole, al centro Cristo, violento, deciso, non distaccato e aulico come nell’ arte bizantina, a destra mercanti e farisei. Questo nuovo modo di raccontare la storia era cominciato attorno al 1290-92 con gli affreschi delle Storie francescane dello stesso Giotto ad Assisi. Perché lì, dipingendo il Presepe di Greccio, Giotto aveva voluto rappresentare la rivoluzione di san Francesco, che aveva introdotto non statue ma personaggi veri nella Natività. E Giotto, a sua volta, dipinge uno spazio teatrale, quello del presbiterio della chiesa dove Francesco appresta lo spettacolo, ma insieme mostra gli spettatori, i fedeli appena oltre la transenna.
Giotto è un artista colto, conosce l’ambiente romano, Cavallini, la scultura gotica da Nicola a Giovanni Pisano ad Arnolfo di Cambio, conosce soprattutto i cicli della scultura francese dei primi tre o quattro decenni del XIII secolo, da Chartres a Reims alla recinzione presbiteriale di Bourges, e da quei modelli evoca il panneggiare all’antica, il gesto che scandisce lo spazio. Ma in Giotto c’ è altro. Prima di tutto un nuovo rapporto con la realtà: le pecore della Cacciata oppure l’asino di profilo nella Entrata di Cristo a Gerusalemme sono dipinti riflettendo sul vero; anche le architetture sono quelle contemporanee, così ad Assisi La cacciata dei diavoli da Arezzo e, qui a Padova agli Scrovegni, ovunque. Ma Giotto conosce bene anche l’antico e sono infatti «romane» le porte di Gerusalemme verso cui il Cristo si avvia.
È dunque il teatro il nuovo linguaggio che Giotto propone alla cultura pittorica e che rivoluzionerà il modo di raccontare il 300. E così ecco scatole prospettiche, spazi scenici, strutture aperte su due o tre lati, dove i personaggi agiscono. Rispetto alle immagini ieratiche bizantine, rispetto alla tradizione rigida e preordinata, Giotto introduce novità enormi; nulla dopo di lui si dipingerà come in passato. Nella mostra curata da Vittorio Sgarbi il filone della messa in scena si segue fino ad Avanzo, a Giusto dei Menabuoi e soprattutto fino ad Altichiero che, nella cappella di san Felice al Santo di Padova e poi nell’Oratorio di san Giorgio, esalta lo spazio della città e con esso le figure e i loro ritratti. Ma ormai siamo all’ ultimo quarto del secolo e la rivoluzione di Giotto ha trasformato la pittura italiana. Dopo di lui dipingere sarà raccontare il vero degli uomini.

da “Il Corriere della Sera”, 26/11/2000.

Annunci

Informazioni su Mercuriade

Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e ora collaboro con il giornale on-line "Citizen Salerno" e con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e sono membro di varie associazioni culturali tra cui la "Veritatis Splendor" e la "Felix".
Questa voce è stata pubblicata in Arte. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...