Arriva un Tolkien inedito. E questa volta è davvero da “leggenda”

di Luigi Mascheroni

Uscirà il 5 maggio nei Paesi di lingua inglese un libro postumo dell’autore del «Signore degli anelli»: è il rifacimento della saga nordica dei Nibelunghi.

Lamento di Gudrun sul cadavere di Sigurd – Pittura murale nel Salone d’ingresso inferiore – Castello di Neuschwanstein, Baviera – 1882-83

È noto il vecchio “adagio” secondo il quale il «Signore degli Anelli», dopo la Bibbia naturalmente, è il libro più venduto in lingua inglese del mondo.
Un critico una volta disse che il mondo si divide fra chi l’ha letto, e chi lo leggerà… Al di là delle leggende editorial-letterarie, è vero però che ogni opera legata al nome di John R.R. Tolkien (1892-1973) si guadagna l’attenzione non solo dei suoi milioni di fan in tutto il pianeta, ma dei media e del mondo culturale in genere. Solo negli ultimi due anni in Italia, fra inediti (il tanto reclamizzato «I figli di Húrin», il romanzo postumo che il figlio di Tolkien, Christopher, ha dato alle stampe nel 2007 tra non poche polemiche dopo un paziente lavoro di “sistemazione” e “ricucitura” di alcuni manoscritti del padre) ristampe, riedizioni e saggi critici, sono usciti almeno una ventina di titoli tolkieniani. Ora, l’ennesima rivelazione. Il prossimo 5 maggio nei Paesi di lingua inglese uscirà un inedito libro di Tolkien, incentrato su una rilettura della leggenda nordica dei Nibelunghi. Per la prima volta verrà infatti pubblicata la versione originale di «The Legend of Sigurd and Gudrun», scritta in versi tra gli anni Venti e Trenta del Novecento, quando Tolkien era professore di letteratura anglosassone all’Università di Oxford e quando ancora non aveva dato alle stampe i suoi più celebri romanzi. La data della pubblicazione è stata ufficilizzata alla Bbc dalla casa editrice inglese HarperCollins, mentre negli Stati Uniti il libro sarà distribuito dall’editore Houghton Mifflin Harcourt. «Attendiamo con trepidazione di poter leggere questo testo, che sicuramente mostrerà come Tolkien fosse uno straordinario scrittore quando già era un valente accademico seppur piuttosto giovane», ha commentato Ian Collier della Tolkien Society. Tolkien lavorò su un frammento della «Volsunga Saga», in parte poi confluita nel ciclo dei Nibelunghi reso musicalmente celebre da Richard Wagner, quello relativo a Gudrun (Kriemhild), figlia del re burgundo Giuki, che sposò l’eroe Sigurd (Siefgried). Come tutti i volumi pubblicati postumi, anche quello che uscirà a maggio sarà introdotto dal figlio dello scrittore, Christopher Tolkien, 84 anni, che ne ha curato anche l’edizione. «The Legend of Sigurd and Gudrun» fu scritta da J.R.R. Tolkien prima di «Lo Hobbit» e «Il Signore degli Anelli» e non è ambientata nella Terra di Mezzo. Nel recuperare il lavoro del padre, il figlio Christopher ha dovuto compiere degli arrangiamenti e aggiustamenti, senza tuttavia, come ha precisato, fare degli interventi troppo invasivi. Nella saga norvegese Sigurd è l’eroe che uccide il drago Fafnir e salva Brynhild, la donna che lo ama e che è rinchiusa in un cerchio di fuoco. Nel farlo Sigurd altera le sue sembianze par far credere che il salvatore di Brynhild sia Gunnar, a cui l’uomo vuol darla in moglie. Quanto a lui, sposerà invece la sorella di Gunnar, Gudrun. La gelosia di Brynhild per l’inganno ricevuto porterà a una conclusione tragica.

da “Il Giornale”, 20/02/2009.

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Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e ora collaboro con il giornale on-line "Citizen Salerno" e con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e sono membro di varie associazioni culturali tra cui la "Veritatis Splendor" e la "Felix".
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