Sorpresa: i «secoli bui» erano molto colorati

di Roberto Beretta

Amiens. Grazie a un sistema computerizzato i portali della cattedrale riacquistano le tinte del Medioevo.

La cattedrale di Amiens a colori. Dopo la prima edizione del 1999/2000, questo evento viene replicato ogni anno per la notte di San Silvestro. Questa fotografia è appunto dell’ultima edizione, 2010-2011.

Primo: i secoli bui non erano bui.
Secondo: l’età oscura non tollerava il grigio.
Terzo: il Medioevo era un arcobaleno di colori.

Veduta del portale centrale

Chiunque abbia visitato le cattedrali gotiche della Francia o della Germania, e subito dopo si sia immerso – per esempio – nell’atmosfera ben altrimenti festosa e “colorata” delle piazze del Rinascimento italiano, avrà avuto agio di esternare l’impressione del turista: su come siano nordiche, severe, infine “grigie” le chiese del medioevo alto-europeo e invece risultino solari e “caldi” i templi della tradizione mediterranea.
Tutto sbagliato. Non perché sia falso che la policromia della cattedrale di Firenze ammicchi al clima splendido dell’umanesimo italiano; ma perché non è affatto vero che i fastosi portali di Chartres e di Reims fossero incolori, scialbi, insomma tristi come a segnale di un’età di strettezze e cupa, opprimente. No, no: il Medioevo era un’epoca allegra che viveva “a colori”. E le sue cattedrali facevano da bandiera a una religiosità “drammatica”, che sapeva toccare tutta la tavolozza delle emozioni umane e non solo la paura.

Particolare di uno dei portali laterali.

Gli specialisti lo hanno sempre saputo, ma adesso anche i semplici visitatori hanno modo di vedere con tutt’altri occhi i cosiddetti “secoli bui”. Ad Amiens, la cui cattedrale costituisce uno dei massimi esempi del gotico francese, è infatti in corso (fino al 2 gennaio) un singolare esperimento: i tre portali d’ingresso, folti di centinaia di figure scolpite nella pietra, sono stati colorati con le stesse tinte che mostravano nel XIII secolo e l’effetto è quello di un affascinante tappeto policromatico di gusto quasi orientale. Altro che nordici depressi e malinconici…

Particolare del portale centrale.

E’ tutto merito di un effetto speciale, elaborato durante i 7 anni di restauro cui il duomo di Amiens è stato appena sottoposto. Proprio come è successo alla facciata di San Pietro, cui recentemente sono stati ravvivati i colori voluti dal Maderno, i lavori di ripulitura al laser della facciata della cattedrale francese hanno rivelato le tracce dei pigmenti che davano colore alle statue. E allora, grazie a una procedura elettronica, per dieci giorni ogni sera dalle 19 alle 21 le stesse tinte vengono proiettate sui portali; che in questo modo appaiono esattamente come dovevano essere nel Medioevo. E il 31 dicembre l’esperimento dell’illuminazione della cattedrale, denominato “Amiens 2000, i colori del mondo“, verrà protratto dalle 22 alla 1.30 di notte.

Frontone e rosone.

Passare il Duemila rivalutando i “colori” del Mille: una bella occasione. E’ la prima volta tra l’altro, giurano gli specialisti, che viene ricostruita una policromia gotica di tale ampiezza. Sei enormi proiettori (due per ogni portale) sparano la luce sulle statue, restituendo perfino ai dettagli – i volti, la trama dei tessuti – il colore originale; una procedura calcolata al millimetro grazie al computer. Ecco dunque le guance degli angeli riprendere dopo secoli il loro incarnato, la veste di Maria tornare blu profondo, i gigli d’oro decorare il broccato che riveste re e profeti finora di nudo sasso…

La schiera dei profeti.

Già tra gli esperti divampa la polemica: c’è chi vorrebbe ridipingere definitivamente le statue e chi invece vi vede un’operazione kitsch. A ottobre se ne discuterà in un convegno internazionale intitolato alla policromia del gotico ed organizzato dallo specialista Michel Pastoureau. Aveva dunque torto Le Corbusier a scrivere che “le cattedrali erano bianche” (riprendendo peraltro la citazione di un cronista medievale che dipingeva un’Europa coperta dal “manto bianco” delle sue chiese)? Chissà. Intanto, proprio i restauri hanno permesso di ritrovare ad Amiens alcuni ganci cui nel Medioevo venivano sospese le lampade ad olio per illuminare i portali: segno certo che non solo l’età grigia usava i colori, ma che i “secoli bui” amavano la luce.

Veduta dei tre portali.

da “Avvenire” 30/12/1999.

Per saperne di più
La Couleur et la Pierre. Polychromie des portails gothiques, Actes du colloque ( Amiens, ottobre 2000), a cura di D. Verret et D. Steyaert, Paris, Picard, 2002.

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Informazioni su Mercuriade

Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e ora collaboro con il giornale on-line "Citizen Salerno" e con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e sono membro di varie associazioni culturali tra cui la "Veritatis Splendor" e la "Felix".
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