Salerno: San Pietro a Corte, la sala del rifiuto

San Pietro a Corte – Aula palatina

Il Chronicon Salernitanum narra che, nel 787, Carlo Magno, appena sconfitto Desiderio e conquistato così il Regno longobardo del Nord Italia, avesse inviato degli ambasciatori a Salerno, nuova capitale del Ducato di Benevento, e al suo principe, Arechi II, per intimargli di sottomettersi alla sua autorità. Il rifiuto del sovrano longobardo fu categorico; e avvenne in una sala il cui sfarzo, racconta la cronaca, mozzò il fiato agli stessi ambasciatori.
Oggi in quella stessa sala, da pochi anni riportata alla luce, è risuonato un altro categorico rifiuto: quello dell’Unesco, che ha bocciato la richiesta di inserire nel circuito Italia Langobardorum, comprendente le più importanti vestigia longobarde in Italia, il complesso di San Pietro a Corte. E questo nonostante sia l’unico esempio di architettura palaziale longobarda rimasta al mondo. Alcuni, come Felice Pastore, direttore del Gruppo Archeologico Salernitano, vedono un rifiuto politico nella motivazione secondo cui San Pietro a Corte non rientrerebbe nel circuito perché di edificazione successiva al 774, anno della sconfitta di Desiderio. Eppure la maggior parte del Sud rimase appunto sotto il dominio longobardo fino alla conquista normanna avvenuta tre secoli dopo.
Più seria è l’obiezione della conservazione e della fruibilità del complesso. Non si può negare che il complesso di San Pietro a Corte sia uno dei meglio conservati e fruibili della città; l’ipogeo della chiesa, di recente scoperta, con i suoi affreschi bizantini di XII secolo, è a cura del Gruppo Archeologico, che può contare su guide molto preparate e su un ottimo bookshop, con in più un plastico illustrativo per  i non vedenti. Resta però il problema grave dello stato di conservazione degli affreschi, appena visibili dalla passerella sovrastante: l’intensa umidità del sito li minaccia, e necessiterebbero di un restauro, troppo costoso. Inoltre la passerella di legno, con i suoi scalini, rappresenta un ostacolo non indifferente per i visitatori con disabilità motorie.
L’aula palatina, invece, riaperta dal 2010, è affidata alla Confraternita di Santo Stefano, ed è visitabile soltanto il sabato e la domenica. Fu trasformata in una chiesa, come indica anche il campanile edificato nell’XI secolo e sprofondato a causa di un terremoto, ed era lì che nel Cinquecento la Scuola Medica Salernitana consegnava solennemente i suoi diplomi. È a tutti gli effetti una cappella consacrata, dunque vi si celebra anche messa, in un melange suggestivo di strutture medievali e pittura barocca (degno di nota è il soffitto dipinto, ben restaurato). Sono esposte e ben conservate le tessere marmoree che facevano parte della decorazione del pavimento e l’epigrafe in marmo che correva lungo le pareti e che canta le lodi del principe Arechi, composta nientedimeno che dal grande intellettuale dell’VIII secolo Paolo Diacono.

San Pietro a Corte – Ipogeo

da http://www.radiocrc.com/blog/2011/08/13/salerno-san-pietro-a-corte-la-sala-del-rifiuto/

Articolo pubblicato anche in “La Fenice”, anno XIV, n.5, settembre-ottobre 2011, p. 31. http://www.lafenice-mt.it/rivista-5-11/pagina31.html

Per approfondire:
Longobardi. Gli uomini che andarono al Sud

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Informazioni su Mercuriade

Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e ora collaboro con il giornale on-line "Citizen Salerno" e con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e sono membro di varie associazioni culturali tra cui la "Veritatis Splendor" e la "Felix".
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Una risposta a Salerno: San Pietro a Corte, la sala del rifiuto

  1. Donato Rizzo ha detto:

    Ho rivisto, grazie a questa foto, la sala del trono della reggia di Arechi dopo diversi anni ed in condizioni molto diverse da quelle in cui versava.

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