Salerno, il centro storico: ricchezza da rivalutare

Salerno, cattedrale di S. Matteo – portico interno e campanile

Nel dicembre 2010, in occasione dell’inaugurazione del Museo Virtuale della Scuola Medica Salernitana in Via dei Mercanti, l’insigne medievista Paolo Delogu, ordinario di Storia Medievale all’università di Roma “La Sapienza”, dichiarò di esser rimasto impressionato dal cambiamento radicale che il centro storico della città ha subito rispetto al degrado totale degli anni ’60; oggi si notano i “palazzi ben restaurati, locali accoglienti”, soprattutto la maggiore attenzione da parte sia delle istituzioni che dei cittadini. Eppure molte cose restano ancora da fare.
E per rendersene conto non c’è occasione migliore della manifestazione “Salerno Porte Aperte”, il maggio dei monumenti salernitano, che il 27 e il 28 maggio, ha invitato per l’ultimo week-end cittadini e turisti a vivere il centro storico (e non solo) con visite guidate, iniziative per le scuole, mostre d’arte, concerti e spettacoli. La risposta da parte della gente comune è stata molto positiva: salernitani e turisti si sono riversati per le strade del centro storico sulle tracce del passato della città. E, percorrendo anche solo uno dei diversi itinerari suggeriti, si può gustare la bellezza dei palazzi finalmente variopinti lungo le viuzze strette e ripide, e delle chiese dalla patina barocca sotto la quale si vede chiaramente il bagliore del Medioevo, riportato alla luce dagli scavi archeologici; gioielli d’arte che dovrebbero essere meglio conosciuti come la Chiesa di San Giorgio con i suoi dipinti barocchi incastonati tra stucchi e dorature, sperimentazioni legate alla memoria della Scuola Medica Salernitana come il Museo Virtuale e il Giardino della Minerva, suggestive contaminazioni tra storia e contemporaneità come il complesso di Santa Sofia, ex convento barocco oggi museo d’arte contemporanea.

Salerno, chiesa di Santa Trofimena

Ma Salerno Porte Aperte è anche l’occasione di vedere tutta la bellezza sprecata perché erosa dal degrado, o confinata in “spazi morti”, aperti solo in quest’occasione e trattati come pezzi da museo. Il dott. Donatello Ciao, laureato in Conservazione dei Beni Culturali all’Università di Pisa e volontario dell’associazione Il Centro Storico, che si propone proprio di far conoscere il più possibile la storia e l’arte salernitana attraverso i suoi luoghi, è indignato dallo stato di abbandono totale in cui sono lasciati edifici dalle potenzialità immense: “Palazzo San Massimo – dice – che risale almeno al IX secolo, palazzo degli ultimi re longobardi e uno dei centri della Scuola Medica Salernitana, è chiuso dal 2006, pericolante e completamente lasciato a se stesso, nonostante al Comune sia stato segnalato più volte. A questo aggiungiamo le chiese sconsacrate, chiuse e dimenticate, oggettivamente delle meraviglie: S. Maria dei Barbuti, S. Maria de Alimundo, S. Maria de Lama, S. Trofimena, quest’ultima ridotta a rovina”.
Eppure la voglia di riprendersi i propri spazi è forte tra i cittadini: per la chiesa di S. Andrea della Lama sì è creato addirittura un comitato che chiede la sua riapertura al culto, e che in occasione della chiusura di Salerno Porte Aperte ha manifestato la sua richiesta portando al suo interno delle panche. Non basta, negli anni si sono create fondazioni e associazioni che raccolgono molti giovani laureati in storia dell’arte, competenti e volenterosi, ansiosi di contribuire alla valorizzazione del patrimonio artistico salernitano. Un ottimo esempio è il lavoro di gestione dei Giardini della Minerva, antico orto botanico, da parte delle associazioni Erchemperto e Nemus, che organizzano visite guidate, mostre periodiche e concerti.
“Basterebbe poco a far diventar vivi questi spazi, vi si potrebbero organizzare laboratori per scuole e per adulti, cineforum tematici, concerti e manifestazioni, progetti in collaborazione con l’Università – continua il dott. Ciao. – Il grosso problema è che le varie associazioni non sono coordinate, sono spesso in conflitto tra loro, e restano senza effetto al livello istituzionale. Se vi fosse una coordinazione seria, con la creazione di un’apposita figura all’interno del Comune, si potrebbe sopperire ai costi che la manutenzione di queste opere d’arte richiede venendo anche incontro alle esigenze di cittadini e turisti, istituendo un biglietto unico valido per la visita di tutti i monumenti. E si contribuirebbe non poco alla “movida culturale” tanto auspicata dal sindaco.

da http://www.radiocrc.com/blog/2011/06/08/salerno-il-centro-storico-ricchezza-da-rivalutare

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Informazioni su Mercuriade

Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e ora collaboro con il giornale on-line "Citizen Salerno" e con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e sono membro di varie associazioni culturali tra cui la "Veritatis Splendor" e la "Felix".
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Una risposta a Salerno, il centro storico: ricchezza da rivalutare

  1. marzia ha detto:

    L’ha ribloggato su Alchimiee ha commentato:
    Vari motivi mi spingo ad evidenziare da me l’articolo, di certo motivi affettivi.

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