Con la “nuova” Scuola Medica Salernitana cosmetici dalla spuma delle onde marine

di Tania Sabatino

Ricette di bellezza che attraversano i secoli. Sono quelle del libro “De Ornatu Mulierum” di Trotula De Ruggiero, la prima e più importante “medichessa” della Scuola medica salernitana di epoca medievale. A riscoprire questi preparati, ad a convalidarne scientificamente l’attuale efficacia, il Dipartimento di Scienze farmaceutiche dell’Università di Salerno. Questi studi confluiranno ora in una collana di libri, volta alla traduzione degli antichi testi medici e ad un’attualizzazione dei precetti in essi contenuti.

Somministrazione di una pozione di more contro i mestrui dolorosi - miniatura da "Medicina Antiqua", Codex Vindobonensis 93, Italia meridionale, inizio XIII sec. - Vienna, Österreichische Nationalbibliothek.

Somministrazione di una pozione di more contro i mestrui dolorosi – miniatura da “Medicina Antiqua”, Codex Vindobonensis 93, Italia meridionale, inizio XIII sec. – Vienna, Österreichische Nationalbibliothek.

Sangue di drago, spuma del mare e rosa canina. Un filtro magico? No, ingredienti di ricette cosmetiche efficaci, tratti da piante officinali e da minerali, preparate secondo un rigoroso metodo scientifico. A riscoprirle, comprovandone l’efficacia, il Dipartimento di Scienze farmaceutiche dell’Università di Salerno. Il team di ricerca, impegnato tra il 2005 ed il 2008, è formato da Paolo Cavallo, Antonio Del Sorbo, Maria Chiara Proto e Cataldo Patrono ed è coordinato da Maurizio Bifulco, ordinario di Patologia generale e direttore del Master in Scienza e Tecnologia cosmetiche presso il medesimo ateneo. Una riscoperta ed una validazione scientifica dell’effettiva efficacia di queste antiche ricette, quelle che oggi verrebbero definite ricette della nonna, e delle loro componenti fondamentali, premiata con la recente pubblicazione sulla rivista scientifica International Journal of Cosmetic Science.
Ricette della nonna, per certi versi, perchè si basano sulla sintesi di millenni di esperienza e saperi di culture diverse, ma anche veri e propri medicamenti perchè arricchiti e rivisitati alla luce dei metodi empirici, evidenze pratiche, e della conoscenza scientifica, secondo un approccio metodologico moderno, all’insegna dell’eccellenza, della Scuola medica salernitana. Una scuola che durante il Medioevo, tra l’XI ed il XIII, secolo, fu particolarmente fiorente e “prolifica” e costituì uno fondamentale punto di riferimento per lo sviluppo della medicina, a livello europeo, in grado di richiamare studiosi da Inghilterra, Spagna e Francia, tra gli altri e che poi, purtroppo “morì” in seguito alla nascita dell’Università “Federico II”.
E proprio su un’opera scritta da un’esponente dell’antica Scuola medica salernitana il “De Ornatu Mulierum” (Gli Orpelli delle Donne), di Trotula de Ruggiero , medico e docente, vissuta nella metà dell’XI secolo, si è incentrata la ricerca svolta dal team salernitano. E’ lei ad aver elaborato questi trattamenti di bellezza, nonchè medicamenti, raccogliendoli in un imponente manuale estetico, il più antico, nel suo genere. Un’opera scritta da una donna medico sia per le altre donne che per gli aspiranti medici, con un linguaggio divulgativo e comunicativamente efficace. Un linguaggio volto a far capire ed a rassicurare.
Nel libro sono trattate, sotto forma di ricette ed ingredienti, novantasei piante e derivati, venti preparati di origine animale, diciassette ingredienti minerali e sei preparati misti, non riconducibili ad alcuna categoria precedente. Questa medico, famosa all’epoca a livello internazionale, non solo per le sue indicazioni di tipo cosmetico, ma anche per la sua attività nei campi dell’ostetricia e della ginecologia donna, tutti aspetti centrali nella vita di una donna, guida poi le lettrici nella preparazione di ben sessantatrè ricette. “Il nostro obiettivo – spiega Bifulco – era verificare l’efficacia degli ingredienti e delle ricette riportate nell’opera di Trotula. Un’analisi che ha permesso di verificare che l’autrice indicava l’utilizzo di principi attivi in alcuni casi ancora validissimi o, quanto meno, efficaci. Infatti, in alcuni casi, oggi sono ancora utilizzati loro derivati o similari. Inoltre, ben lontano dal ricorrere a credenze e superstizioni, il suo lavoro si fonda su precisi e rigorosi metodi scientifici”.

Erbe medicinali - miniatura da "Medicina Antiqua", Codex Vindobonensis 93, Italia meridionale, inizio XIII sec. - Vienna, Österreichische Nationalbibliothek.

Erbe medicinali – miniatura da “Medicina Antiqua”, Codex Vindobonensis 93, Italia meridionale, inizio XIII sec. – Vienna, Österreichische Nationalbibliothek.

Da un punto di vista scientifico, quindi, gli autori analizzano alcuni aspetti del trattato sottolineando gli effetti terapeutici di alcuni interessanti ingredienti e ricette menzionati nel testo, attestando così l’esistenza di un’importante cosmesi medievale che mette in luce le abitudini cosmetiche delle “mulieres salernitanae”. Il team, che incrocia competenze farmaceutiche, cosmetiche e dermatologiche, è partito dalla traduzione di un testo inglese, scritto dalla storica americana Monica Green, che per prima si era occupata di tradurre l’originale dal latino.
“E’ qui che vengono riscontrate anche due grosse ‘sviste’ a livello di traduzione – sottolinea Paolo Cavallo, primo autore della pubblicazione -. Infatti la Green identifica due ingredienti citati da Trotula con sangue di drago e spuma del mare”. Quindi il sangue di drago e la spuma del mare vengono qui assimilati ad elementi “stregoneschi” figli di credenze e superstizioni ataviche. Dall’analisi compiuta dagli esperti così non è invece. L’equipe poco convinta da quest’interpretazione e forte dei propri studi precedenti e del proprio metodo d’indagine, ha recuperato il testo originale in latino, andando a verificare “alla fonte” la validità scientifica dei preparati. Ha così scoperto che il sangue di drago è il nome d’uso dell’epoca della “sanguinaria” o Dracaena Draco, una pianta adoperata per il suo pigmento rosso ottenibile da resina di corteccia e foglie, utile per produrre tinture per capelli e che all’epoca veniva utilizzata anche per “ridonare la verginità alle donne”, in associazione col succo di Piantaggine, dato che gli effetti astringenti di quest’ultima servivano ad occludere gli sfinteri. Oggi viene utilizzata come inchiostro o come colorante. La spuma del mare, invece, è la schiuma di mare o fillosilicato in idrato di magnesio, un derivato della silice, chiamato anche sepiolite, la cui polvere veniva utilizzata all’epoca per compiere lo scrub, come astringente, o per curare la congiuntivite e che oggi viene utilizzato come anti-età e nella produzione delle pipe. Un materiale particolarmente ricercato perchè forma masse compatte, ultraleggere e assai porose.
A permettere questa riscopertal’esistenza a Salerno del Giardino della Minerva, l’orto botanico più antico d’Europa, che custodisce il 90 per cento delle piante coltivate ed usate all’epoca. Trecento specie coltivate per fare da ingredienti per le medicazioni allora note.

da “Il Denaro”, n. 80 26/04/2008, p. 49

Per saperne di più
The first cosmetic treatise of history. A female point of view, in “International Journal of Cosmetic Science”, 2008, n. 30, pp. 79–86

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Informazioni su Mercuriade

Buongiorno a tutti! Sono un'aspirante paleografa con la vocazione per la scrittura e il pallino del Medioevo e delle sue storie. Amo la lettura, la buona musica, la poesia, la filosofia, l'arte, il cinema: in breve, qualunque espressione del buono, del bello e del vero. Nel 2011 ho vinto l'VIII edizione del premio letterario "Il racconto nel cassetto" con il racconto "Il Tamburo delle Sirene", pubblicato dalla Centoautori in "Il Tamburo delle Sirene e altri racconti" (2012). Ho collaborato con il sito di Radio CRC e ora collaboro con il giornale on-line "Citizen Salerno" e con la rivista on-line "Rievocare". Faccio parte del gruppo di living history "Gens Langobardorum" e sono membro di varie associazioni culturali tra cui la "Veritatis Splendor" e la "Felix".
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Una risposta a Con la “nuova” Scuola Medica Salernitana cosmetici dalla spuma delle onde marine

  1. msshano ha detto:

    Un ottimo sito.

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